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Martedì, 14 Agosto 2018

Articoli filtrati per data: Lunedì, 04 Giugno 2018 - nelPaese.it

ASGI evidenzia che le dichiarazioni rilasciate dal ministro dell'Interno, Matteo Salvini, in merito alla decisione di votare "contro" il Regolamento Dublino “appaiono ambigue”. Non si comprende, infatti, “contro cosa il neoministro annuncia di voler votare dal momento che l'Italia, come tutti gli altri paesi dell'Unione è chiamata ad esprimersi sull'innovativo testo di riforma votato nel novembre 2017 dal Parlamento Europeo a larga maggioranza, fondato su due pilastri”. Il primo pilastro è rappresentato dal superamento del criterio in base al quale la competenza all'esame delle domande di asilo si radica nel primo paese nel quale il richiedente fa ingresso irregolare a favore di un nuovo criterio basato sulla distribuzione obbligatoria dei richiedenti asilo in tutti i paesi UE, indipendentemente dal Paese di primo ingresso, sulla base di parametri oggettivi quali il PIL e la popolazione.

ASGI evidenzia come nello stesso "contratto di Governo" la riforma del Regolamento Dublino con l'introduzione delle quote obbligatorie per ogni Paese UE “è indicata come una priorità politica dell'attuale esecutivo”. “È necessario il superamento del Regolamento di Dublino. Il rispetto del principio di equa ripartizione delle responsabilità sancito dal Trattato sul funzionamento dell’UE deve essere garantito attraverso il ricollocamento obbligatorio e automatico dei richiedenti asilo tra gli Stati membri dell'UE, in base a parametri oggettivi e quantificabili e con il reindirizzo delle domande di asilo verso altri Paesi. [Contratto di Governo Lega - Movimento 5 stelle]

Il secondo pilastro è rappresentato dalla necessità di tenere conto, nell'assegnazione della competenza, dei "legami significativi" dei richiedenti asilo con uno specifico paese dell'Unione per ragioni famigliari (allargamento della nozione di famiglia) per precedenti soggiorni per lavoro o studio, per sponsorizzazione del richiedente da parte di enti. I due pilastri, entrambi ispirati al rispetto del principio di solidarietà ed equa ripartizione delle responsabilità, anche finanziarie, tra gli Stati dell'Unione, rappresentano una "rivoluzione copernicana" rispetto alla situazione attuale che da un lato penalizza gli Stati (come l'Italia) che hanno frontiere esterne e dall'altro non tiene in alcun conto dei legami e dei percorsi migratori dei richiedenti (rallentando così i processi di integrazione sociale).
 
“Forse nelle sue dichiarazioni – scrive Asgi - il neoministro Salvini ha inteso fare riferimento a una recente proposta avanzata dall'attuale Presidenza bulgara che è in netta opposizione al testo di riforma del Parlamento europeo in quanto mantiene fermo il criterio della competenza del primo Paese di ingresso (prevedendo quote di ripartizione solo di fronte a situazioni di assoluta emergenza e carico abnorme su un solo Paese) e ignora completamente i legami significativi del richiedente con un dato Paese”.

In tale caso si tratterebbe di una posizione condivisibile. ASGI ritiene pertanto che “l'Italia debba sostenere pienamente la riforma del Regolamento Dublino III come votato dal Parlamento europeo, eventualmente proponendo modifiche migliorative del testo stesso, specie in relazione alla condizione del minori stranieri non accompagnati”.

 

Pubblicato in Migrazioni

“Al nuovo Governo rivolgiamo i più sinceri auguri per l’impegnativo lavoro che dovrà svolgere. Le sfide da affrontare oggi sono infatti tante e fondamentali per il futuro del nostro Paese. Ai nuovi ministri, in particolare chi ricoprirà ruoli chiave per la tenuta e soprattutto per lo sviluppo del tessuto sociale italiano, va il nostro auspicio di una proficua collaborazione per la costruzione di una società più equa, inclusiva e sostenibile. Il Forum Terzo Settore è pronto a dare come ha sempre fatto il proprio contributo, e ad offrire le proprie competenze per il bene del Paese”. Così la portavoce del Forum Terzo Settore, Claudia Fiaschi, saluta il Governo da poco nominato.

Da subito il lavoro si configura con urgenza: la riforma del Terzo settore, che riguarderà oltre 336mila enti, vede nelle prossime settimane delle importanti scadenze. Il 2 agosto, infatti, è il termine ultimo per l’emanazione dei decreti che dovranno definire, tra le altre cose, il nuovo quadro delle normative fiscali. Ma sono numerosi gli aspetti della riforma che attendono ancora di essere attivati dalle nuove norme: l’istituzione del Registro Unico, le modalità di esercizio delle funzioni di controllo e monitoraggio sugli ETS, le “attività diverse” che gli enti potranno svolgere.

“Si tratta di questioni di vitale importanza per il mondo del Terzo settore, un patrimonio sociale ed economico unico nel nostro Paese, che sta vivendo una fase storica di cambiamento in cui però ancora non si allontanano i timori legati all’incertezza del quadro legislativo. Ci auguriamo quindi che il nuovo Governo consideri prioritario questo tema – prosegue Claudia Fiaschi – per dare le risposte di cui le organizzazioni sociali hanno oggi bisogno e per elaborare le migliori soluzioni legislative possibili”.

“Per tenere alta l’attenzione sui tempi della riforma del Terzo settore, il Forum lancia oggi sul proprio sito (www.forumterzosettore.it) il conto alla rovescia dei giorni che mancano per l’adozione dei provvedimenti previsti dal Codice del Terzo settore (D. Lgs 117/17): un contatore che a mano a mano che trascorrerà il tempo cambierà colore passando dal verde al rosso, e che speriamo sia utile a non far arrestare il processo di riforma”, conclude la portavoce del Forum Terzo Settore.

 

Pubblicato in Nazionale

C'è anche la giovane ricercatrice Alessia Castellino, tra gli 11 italiani che saranno insigniti del "Merit Award", assegnato nel corso del meeting annuale dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO), in corso a Chicago fino al 5 giugno. La ricerca di Alessia Castellino, che ha ottenuto questo riconoscimento di prestigio internazionale, è frutto di due studi clinici sui linfomi a grandi cellule, condotti in collaborazione con la Fondazione Italiana Linfomi e la Mayo Clinic di Rochester (Minnesota).

La dottoressa Castellino, trentenne, lavora a Torino, nel reparto di Ematologia dell'Ospedale Città della Salute e della Scienza, dove si occupa principalmente di linfomi. Attualmente sta conducendo un periodo di ricerca presso la clinica americana, grazie a una borsa di studio. Il premio ASCO le è stato assegnato per uno studio che ha l'obiettivo di valutare le tossicità e l'efficacia a lungo termine di una terapia che combina la chemio-immunoterapia standard e un nuovo farmaco biologico, terapia applicabile nella cura dei linfomi a grandi cellule B di nuova diagnosi.

La ricerca della Castellino nasce anche grazie alla collaborazione con FIL · Fondazione Italiana Linfomi, la onlus nata nel 2010 per sviluppare progetti di ricerca scientifica no profit e indipendenti per la cura dei linfomi. In meno di 10 anni di attività, la Fondazione ha condotto oltre 50 studi clinici, coinvolgendo circa 150 centri in tutta Italia, collaborando con organismi internazionali con gli stessi obiettivi di ricerca. La mission è migliorare diagnosi, terapie e qualità di vita dei pazienti, creando una base scientifica, organizzativa e legale comune e condivisa tra tutti i centri impegnati nella ricerca contro i linfomi.

I linfomi sono patologie che in Italia colpiscono ogni anno circa 15.000 nuovi pazienti, che significa 40 nuovi casi al giorno, quasi 2 ogni ora. Il linfoma è la patologia onco-ematologica più diffusa in tutte le fasce d'età. Negli ultimi 20 anni la ricerca ha fatto grandi passi avanti, ma c'è ancora molto da fare: oggi guarisce circa l'80% dei Linfomi di Hodgkin e circa il 60% dei Non Hodgkin. Solo grazie al sostegno di cittadini, aziende e istituzioni è possibile sviluppare nuovi studi clinici e raggiungere risultati promettenti.

 

Pubblicato in Salute

Sabato 9 giugno alle 10, nella sede della "Fondazione Mostra Internazionale dell'Illustrazione per l'Infanzia Stepan Zavrel", sarà inaugurata la mostra collettiva "Scuola ad arte" che esporrà i migliori disegni eseguiti dagli studenti della Scuola secondaria di primo grado Sandro Pertini di Sarmede e i 33 lavori realizzati all'interno del concorso "I sogni" - aperto a opere artistiche, letterarie e poetiche - promosso dal Consiglio comunale dei Ragazzi. Grazie alla ormai storica collaborazione con il Comune di Sarmede e la Fondazione "Stepan Zavrel", la mostra curata dalla scuola Pertini è giunta alla sua terza edizione e resterà aperta sino al 25 giugno.

Grande novità di quest'anno la sezione dedicata alla Scuola primaria di Sarmede, che sarà presente con gli elaborati realizzati dagli alunni, durante l'anno scolastico, con l'impiego di tecniche diverse e di materiali di recupero.Ideata e organizzata dalle docenti Francesca Comis, Silvia Gasparetto ed Erika Gava con il prezioso aiuto degli studenti ed in collaborazione con il progetto Operativa di comunità della Cooperativa sociale Itaca, "Scuola ad Arte" con l'evento del 9 giugno raccoglierà i risultati di un nuovo anno di lavoro all'interno di una vetrina espositiva importante, legata al nome di Sarmede, sia per la comunità sia per le famiglie.

La mostra, come anticipato, verrà inaugurata sabato 9 giugno in occasione dell'ultimo giorno di scuola, alla presenza del sindaco Larry Pizzol e del dirigente scolastico Elvio Poloni, che premieranno i lavori migliori dei ragazzi. Sempre nella stessa giornata alle 12, nella sede della Scuola secondaria di primo grado di Sarmede, verranno inaugurati i primi lavori del progetto "Zavrel torna a scuola" (immagini in allegato), che ha visto impegnato l'illustratore spagnolo Arcadio Lobato nella realizzazione sulle pareti dell'istituto scolastico, della storia del pittore Stepan Zavrel a vent'anni dalla sua scomparsa.

 

Pubblicato in Veneto

In queste settimane si va consolidando lo scenario istituzionale e politico del nostro Paese e, giorno dopo giorno, si aggiungono elementi che potrebbero impattare sulle future condizioni di vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie. I primi segnali si sono rilevati nel cosiddetto “Contratto di Governo del cambiamento” che ha aggregato in senso programmatico i partiti che sostengono il nuovo Esecutivo. Su quel documento, nella parte che riguarda la disabilità, FISH mantiene varie riserve e, soprattutto, attende chiarezza sui vari passaggi che appaiono incerti o ambigui.

Ma nel frattempo attorno al nuovo Esecutivo si colgono “dichiarazioni non certo rassicuranti e, per certi versi, di conferma di politiche e tentativi già visti e contrastati in passato”, sostiene la Federazione italiana per il Superamento Handicap (Fish Onlus). Un esempio “preoccupante” arriva da “La Repubblica” di oggi che ospita una articolata intervista ad Alberto Brambilla, tecnico (e politico) di punta della Lega e già sottosegretario al Welfare in due Governi Berlusconi e poi Presidente del nucleo di valutazione della spesa previdenziale presso il Ministero del Lavoro (2008-2012). Un nome in pole position per qualche sottosegretariato nel nuovo esecutivo se non addirittura, secondo alcuni, al vertice di INPS.

Brambilla tranquillizza circa la fattibilità della soppressione della Legge Fornero e ridimensiona (di molto rispetto ad altri analisti) le previsioni di spesa: basterebbero, a sua detta, 5 miliardi. Rimane comunque la sfida di dove recuperali e, contestualmente, di come garantire la copertura all’altro punto centrale nel “Contratto di Governo del cambiamento” e cioè il reddito di cittadinanza.

Secondo Brambilla 1,5 miliardi possono essere recuperati con la soppressione dell’Ape Social, cioè quella formula di anticipazione della pensione riservata a pochissime categorie di lavoratori, e in numero già contingentato e con limiti anagrafici, fra i quali quelli che assistono familiari con gravi disabilità o che sono lavoratori con disabilità. Ma Brambilla propone anche un’altra ricetta (già sentita in passato) che riguarda l’assistenza: “Andrebbe unificato il corpo medico di INPS e INAIL perché vigili su invalidità e inabilità, togliendo il monitoraggio alle Regioni. Risparmiare il 4%, stanando i furbi, su una spesa da 112 miliardi annui non è fantascienza.”

Per inciso i 112 miliardi citati riguardano l’intera spesa pensionistica, “mentre il 4% si dovrebbe recuperare solo dalle pensioni di invalidità civile (e sordità e cecità) e anche da quelle di invalidità per lavoro”. La “bizzarra unificazione” del “corpo medico” di INPS e INAIL, secondo il Brambilla, dovrebbe “stanare i furbi”. Ancora per inciso: le Regioni da un pezzo non hanno più alcuna funzione di monitoraggio su quelle provvidenze. La stessa funzione concessoria delle provvidenze assistenziali è di fatto in capo a INPS da alcuni anni. Si torna quindi a parlare di “furbi”, a riproporre logiche e ricette tipiche di altre stagioni, incentrate sul pregiudizio e lo stigma, sulla spesa improduttiva di tremontiana memoria.

E ricette fallimentari: INPS e Ministero del Lavoro hanno sancito in modo definitivo che i 450.000 controlli condotti nel triennio 2013-2015 hanno riportato nelle casse dello Stato solamente 13,6 milioni di euro. Ma Brambilla mette le mani avanti anche sull’altro intento espresso dal citato Contratto e cioè l’aumento delle pensioni di invalidità. Ancora una volta, prevale lo stigma e il condizionale: “Sarebbe altrettanto giusto raddoppiare le pensioni di invalidità. Ma quelle vere.”

“Nel complesso  - scrive in una nota la Fish onlus - leggendo l’intervista rimane la netta sensazione che la Lega, riprendendo linguaggi e proposte di epoca berlusconiana, stia di fatto dettando la linea al neoministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Luigi Di Maio, e a quello della Famiglia e della Disabilità, Lorenzo Fontana. Da entrambi ci si augura una presa di distanze da questo scenario tutt’altro che positivo”.

 

 

Pubblicato in Nazionale

Un unico soggetto orientato alla pluralità dei bisogni educativi del territorio della Città metropolitana di Bologna, garantendo un’offerta qualitativamente omogenea con obiettivi comuni e condivisi. È l’obiettivo del Consorzio Cooperativo Scu.Ter. Scuola e Territorio, un progetto - nato su ispirazione di Cadiai e Solco Insieme - e messo a punto da nove cooperative sociali operanti nel bolognese (Cadiai, Solco Insieme, Libertas Assistenza, Ida Poli, Seacoop, Csapsa, Csapsa 2, Open Group, Anastasis) per lavorare in modo congiunto nell’ambito dei Servizi Educativi, finalizzando il proprio impegno all’innovazione tecnologica, all’integrazione e alla continuità tra servizi scolastici e territoriali.  

Il Consorzio, sulla base dell’esperienza, della competenza gestionale, del radicamento territoriale delle nove Cooperative, si proporrà per la gestione di servizi scolastici di integrazione/inclusione e ricreativi, interventi di tempo libero per disabili minori e adulti, centri socio-educativi, interventi educativi territoriali, Neuropsichiatria infantile ed autismo. Obiettivo non secondario del Consorzio è quello di migliorare la qualità di questi servizi investendo nella formazione degli operatori, condividendo il know how tecnico-gestionale e le buone pratiche, puntando sulla ricerca e sulla sperimentazione per arrivare a modelli innovativi, da proporre in tutto il territorio.

“L’unione fa la forza - afferma Franca Guglielmetti, Presidente CADIAI -, e in questo caso l’effetto dell’unione è la garanzia della qualità dei servizi proposti in un momento storico in cui la tendenza prevalente è purtroppo quella della riduzione delle risorse pubbliche ad essi destinate. Il Consorzio – espressione della qualità e della competenza delle singole cooperative - è lo strumento più valido per affrontare le attuali condizioni di mercato dei servizi educativi territoriali, con particolare riferimento all’integrazione scolastica, progressivamente deteriorate a causa di finanziamenti pubblici in costante flessione. A tutto questo Scu.Ter. Scuola e Territorio, vuole dare una risposta innovativa, in grado di trasformare una situazione negativa in una risorsa per lo sviluppo e il miglioramento di ambiti estremamente importanti per la collettività”.

“La cooperazione - spiega Luca Dal Pozzo, amministratore delegato Solco Insieme - ha nei suoi tratti distintivi la possibilità di raggiungere obiettivi di grande rilevanza con metodi e pratiche che valorizzano la persona, portando a valore aggiunto le esperienze singole, moltiplicandole. La cooperazione sociale in più porta il valore di una mutualità non ad uso esclusivo dei soci ma di tutta la Comunità.

Scu.Ter. Scuola e Territorio punta sulla cooperazione tra cooperative per moltiplicare ancora di più il valore del lavoro svolto fino ad oggi, puntando su comunità, qualità ed integrazione”. Il Consorzio sarà presentato ufficialmente il 6 giugno nell’ambito del seminario: Innovazione, ricerca e territorio - Nasce il consorzio Scu.Ter che si svolgerà a partire dalle 9 al MAMbo

 

Pubblicato in Emilia-Romagna

“Circolare please! L’economia sostenibile a portata di mano” è il progetto educativo di la lumaca che Bper Banca ha selezionato per la prima sua Call for crowdfunding “Teen! Il futuro a portata di mano”.  Con uno spettacolo teatrale che sarà portato nelle scuole secondarie di secondo grado modenesi e un concorso di idee, il progetto offrirà agli studenti stimoli culturali e scientifici per agire in modo critico nel nuovo mondo dell’economia circolare, quello che rappresenta il loro futuro prossimo in campo formativo e lavorativo.

Il progetto punta, inoltre, a costruire una comunità sensibile rispetto alla necessità di pensare a nuovi modelli economici più rispettosi del Pianeta e interessata a partecipare attivamente al progetto, aderendo al crowfunding. Lo spettacolo metterà in scena un viaggio nell’innovativo mondo dell’economia circolare con esempi concreti di risparmio di risorse e di stili di vita, che toccano gli interessi dei giovani (es. il recupero delle vecchie scarpe da ginnastica per realizzare tappetini antiurto per parchi gioco, le camere d’aria delle biciclette che vengono trasformate in pavimentazione per piste di atletica, la filiera di riciclo dei RAEE, e in particolare dei cellulari, per recuperare materie prime preziosissime, ecc.).

Il concorso chiederà agli studenti di presentare un elaborato (testi, immagini e/o video) che rappresenti la popria idea/progetto "circolare" per superare i modelli che caratterizzano l’economia lineare (consumo ossessivo di materie prime, incessante produzione di beni e di rifiuti, usa e getta, obsolescenza programmata, ecc.).

Fino al 30 giugno è in corso una campagna di crowdfunding. Se condividete il nostro interesse a creare una sensibilità diffusa rispetto all’economia circolare e riconoscete l’importanza di educare le giovani generazioni alla sostenibilità ambientale e alla cittadinanza responsabile, aderite e diventate parte attiva della nostra community.

Pubblicato in Economia sociale

Lavoro e inclusione, ma anche innovazione sociale. “Interpretare la realtà e immaginare il cambiamento, la Cooperazione sociale di inserimento lavorativo”. Domani 5 e mercoledì 6 giugno a Roma si terrà la due giorni delle coop sociali di inserimento lavorativo aderenti a Legacoopsociali: a partire dalle 14.30 allo Scout Center, largo dello scoutismo 1.

Sono circa 800 le coop sociali che operano per l’inserimento lavorativo di persone con svantaggio. Occupano 30mila lavoratori di cui oltre 10mila con fragilità, svantaggio e a rischio esclusione sociale: sofferenti psichici, persone con disabilità fisica e motoria, tossicodipendenti, ex detenuti, rifugiati, donne vittime di tratta.

Nel paese che mantiene stabile il proprio tasso di disoccupazione (11,2%) e cronico quello di disoccupazione giovanile (33,2%) queste categorie sono ancora più esposte all’espulsione dal mondo del lavoro. In questo scenario la parola d’ordine delle cooperative sociali è: innovazione.

Secondo il rapporto “Dall’innovazione all’evoluzione, le traiettorie di sviluppo delle cooperative sociali di inserimento lavorativo, i risultati del progetto futuro.coop”, curato da Andrea Bernardoni (presidenza nazionale Legacoopsociali) sono stati messi in campo progetti innovativi in diversi ambiti di attività.

Nel Rapporto sono state analizzate 114 cooperative e 135 casi di innovazione sociale distribuiti su tutto il territorio nazionale. Tra i principali ambiti di attività si registrano lo sviluppo locale, il welfare partecipato (soprattutto al Centro-Nord con oltre 70% complessivo), l’agricoltura sociale (soprattutto al Sud con il 28%), il partenariato pubblico-privato.

Ad aprire i lavori sarà la presidente nazionale Eleonora Vanni: “Identità e dignità sociale oltre all’autonomia economica: questi gli obiettivi dell’inclusione lavorativa praticata negli anni dalle cooperative sociali”, afferma Vanni che aggiunge: “In un paese con problemi strutturali di disoccupazione e dove lo stigma della differenza colpisce sempre più duramente, legacoopsociali apre un cantiere di lavoro che, a partire dai dati di realtà, mette a disposizione la sua esperienza per promuovere e costruire inclusione lavorativa e qualità della vita anche per le persone svantaggiate”.

La due giorni si articolerà su gruppi di lavoro tematici e su una plenaria conclusiva il giorno 6 alle ore 14. Il programma completo è sul sito www.legacoopsociali.it

 

Pubblicato in Nazionale

Il titolo è “Una fattoria particolare”. Ma anche il libro è particolare: i testi sono stati raccontati dai disabili del centro diurno Ottavo Giorno di Montevarchi e quindi trascritti. I disegni che li accompagnano sono degli alunni delle classi seconde A e B dell’istituto Alighieri di Cavriglia.

Il libro “descrive la diversità come risorsa e ricchezza, vista e vissuta attraverso le peripezie del gatto Cerino, di Diletta la nuvoletta, del granchio Scorza, di Agata la volpe e della lucciola Lucilla. Il racconto è un tentativo di vedere il mondo con gli occhi dell’altro, scoprendo la forza, la bellezza e la tenacia che si cela dietro la diversità di ciascuno di noi”.

Il volume è stata pubblicato a cura di Ottavo Giorno, Koinè, Azienda Usl Toscana sud est, Conferenza dei sindaci del Valdarno e Istituto Dante Alighieri. Verrà presentato alle ore 10 di martedì 5 giugno nei locali della cooperativa agricola Paterna nel comune di Terranuova Bracciolini. La cooperativa sociale Betadue metterà a disposizione, con il suo marchio Tuttigiorni, un buffet alla fine della presentazione.

 

Pubblicato in Toscana

Il sindaco di Riace? “Uno zero”. Ong? “Vicescafisti”. I clandestini? “È finita la pacchia”. Questo è l’esordio del neoministro dell’Interno Matteo Salvini. Non si sveste della camicia verde e attacca a testa bassa nel giorno della Festa della Repubblica. Sono parole di fuoco, una propaganda che si fa “istituzionale” dirottando ancora una volta l’odio sociale, social e reale, verso i migranti e l’accoglienza.

No, non è un caso. Questo inizio serve a catalizzare l’attenzione verso il nemico di questo nuovo governo dopo l’onda lunga della campagna elettorale anti-immigrato. Questa attenzione serve a far passare in secondo piano la sostenibilità delle promesse del governo nero-giallo Lega-M5S. E non è nemmeno un caso che il leghista usi parole positive per il suo predecessore, Minniti, da cui sono iniziate politiche contro cui si sono scagliate tutte le associazioni e i giuristi democratici per l'accordo con la Libia. Le prime parole per le regioni del Sud non sono contro le mafie ma contro i migranti: ora le conseguenze, dentro una cornice istituzionale, sono pericolosissime.

La "pacchia" di un bracciante ucciso

Nelle stesse ore in cui Salvini pronuncia il suo j’accuse in Calabria un bracciante viene ucciso da colpi di fucile e altri sono feriti. “Stava rubando”, è il dispaccio che prova a trasformare la vittima in colpevole. Lo scenario è simile a quello di Traini: “esasperato” per i reati commessi dagli immigrati.

A fare da contraltare alla narrazione del migrante “ladro” è, però, un sindacato nazionale. Sacko Soumalia era un attivista dell’Unione sindacale di base, come racconta il sindacalista Aboubakar Soumahoro. La Ex Fornace, a San Calogero, nel vibonese, è un capannone abbandonato e sequestrato per la presenza di rifiuti tossici. Soumalia era lì insieme ad altri suoi compagni per recuperare lamiere da utilizzare nelle baraccopoli affollate di braccianti. “Tutti e tre vivevano nell'area della tendopoli di San Ferdinando – scrive Soumahoro - in cui soggiornano i braccianti impegnati nei campi nella piana di Gioia Tauro. Nella zona sono oltre 4000 i braccianti tutti migranti durante la stagione di raccolta, distribuiti in vari insediamenti e utilizzati come manodopera nella raccolta degli agrumi a basso costo dai produttori di arance, clementine e kiwi. La maggior parte si concentra a San Ferdinando dove permangono gravi carenze igienico sanitarie a livello abitativo”.

Stiamo parlando della zona soggetta al rapporto dei Medici per i diritti umani, quella piana di Gioia Tauroa dove “la pacchia” è il lavoro nei campi ad alto tasso di sfruttamento. Oggi è scattato lo sciopero nei campi, anche nella capitanata di Foggia che rappresenta un altro luogo di caporalato e sfruttamento.

Ovviamente non una sola parola “istituzionale” è arrivata per condannare l’omicidio di un bracciante sindacalista, un Di Vittorio dalla pelle nera. Così pure per Mimmo Lucano, sindaco che ha trasformato il profondo Sud in un patrimonio dell'umanità accogliente; così per le Ong che da mesi vivono sotto attacco solo per salvare i migranti in mare; così per quei bimbi “clandestini” morti in mare nell’Egeo o per i 46 morti a largo della Tunisia.

Sono tutti numeri “zero” che nel Paese ricevono la solidarietà di una comunità minoritaria. Sono gli “zero” che vanno isolati ed attaccati. Lo dice un ministro che si assumerà la responsabilità storica, politica e morale di tutto questo. 

Pubblicato in Editoriale
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