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Martedì, 14 Agosto 2018

Articoli filtrati per data: Venerdì, 08 Giugno 2018 - nelPaese.it

Il tributo a Pino Daniele in diretta sul primo canale. L’Italia intera ha visto e cantato le canzone di un artista che ha rivoluzionato la melodia e la canzone napoletana con il suo neapolitan power: blues e dialetto, anzi lingua, capaci di arrivare in ogni parte del mondo.

E oggi? Se la sua è un’eredità difficile quella del neapolitan power può trovare una nuova fonte di ispirazione. Un nuovo fervore di musica impegnata a raccontare, soprattutto, le periferie e i luoghi del disagio nel nome dell’integrazione. Su questo trend ci sono già alcuni esempi come il rap di Enzo Dong o il fenomeno “misterioso” di Liberato. In uscita, invece, ci sono due novità.

Jovine e ‘O Rom

Propongono musica gipsy, contaminando generi diversi e creando originali fusioni tra musiche dell’Italia meridionale e musiche balcaniche. Ma non è (solo) per questo che gli ‘O Rom si definiscono una band zingaro-napoletana; piuttosto perché sono, a tutti gli effetti, un gruppo di musicisti napoletani e musicisti di strada rumeni, che hanno scelto di mettersi insieme, ormai dieci anni, per sperimentare un nuovo genere, il napulitan gipsy power appunto, e combattere ogni forma di discriminazione.

La formazione musicale, fondata nel 2008 dal chitarrista Carmine Guarracino e dal cantante Carmine D'Aniello, rappresenta il primo e più longevo esperimento di fusione musicale nel Sud Italia. Belli da vedere e da ascoltare, realizzano anche un progetto di integrazione sociale non da poco in questi tempi difficili per la convivenza: provano, infatti, a sfatare i pregiudizi più radicati nei confronti dei rom attraverso la diffusione della loro cultura e tradizione musicale.

A un anno dall’uscita dell’ultimo album, con #Puortamecute Jovine scopre il fascino della musica soul trap, senza abbandonare il reggae napoletano, chiave di volta del loro percorso artistico. #Puortamecute è una dichiarazione d’amore per la città di Napoli ma è anche una preghiera rivolta a chi va via dalla periferia in cui è cresciuto. Il nuovo singolo di Jovine è un racconto, cantato attraverso le storie di Pietro, Giannino, Dafne e Joanita, ciascuna delle quali portatrice di un messaggio. Partendo da Napoli e approdando in luoghi anche molto lontani, le quattro storie propongono una panoramica sul nostro tempo, offrendo spunti per raccontare delle esperienze dell’artista nella sua città, del dramma della Terra dei Fuochi e del disagio giovanile, delle violenze di genere e degli abusi nel mondo dello spettacolo, della migrazione, dell’integrazione e dei diritti di cittadinanza.  

“Nei quartieri popolari – racconta il cantante e musicista Valerio Jovine - sembra non esserci un orizzonte né un percorso da seguire che abbia una strada tracciata. Io vengo da una periferia di Napoli, Pianura, e voglio raccontare ai ragazzi di oggi che si può scrivere un destino diverso da quello delineato dal proprio quartiere ma senza mai abbandonare l’amore per il territorio in cui si vive”.

Le periferie in movimento

Ad aiutare la musica, però, è sempre la realtà da cui gli artisti traggono ispirazioni. E la realtà napoletana è quella di periferie che non si arrendono al controllo e alla devianza criminale delle “stese” o del disagio sociale.

Una di queste è Napoli Est, ex zona industriale che dopo la dismissione ha ereditato inquinamento ambientale e disoccupazione. Oggi la rete civica di associazioni e comitati “Napoli Z.e.t.a. – Zona est tavolo aperto” presidia il territorio “costringendo” le istituzioni lontane a occuparsi dei problemi. Il 9 giugno hanno organizzato una giornata di animazione e presidio in uno dei ghetti: i Bipiani di Ponticelli. “La situazioni in cui si trovano gli abitanti dei Bipiani di Ponticelli è tragica – scrive Zeta - dopo anni di silenzi e lungaggini da parte delle istituzioni insieme a chi da sempre lotta per questa fetta dimenticata di città abbiamo deciso di dedicare una giornata alla denuncia. Ad un anno dall'iniziativa Bronx CHIAMA Napoli da cui è nata la rete Napoli ZETA - Zona Est Tavolo Aperto , dopo l'evento del 19 Aprile Io non ci sto contro le stese di camorra, torniamo in strada per una giornata di gioco con i ragazzi del territorio, di racconto delle tante realtà che operano a Napoli Est con l'obiettivo di porre attenzione ad un'emergenza troppe volte ignorata”.

Solo qualche giorno prima è stata Scampìa a scendere in piazza per difendere il luogo storico di riferimento per tutto l’associazionismo: il Gridas da cui ogni parte il carnevale ormai quasi 40ennale. Il centro sociale rischia lo sfratto da tempo e di fronte a questo pericolo il 6 giugno un corteo ha portato le ragioni fin sotto la sede del Comune. Un quartiere che dopo la bulimia di narrazioni mediatiche continua ogni giorno da solo i propri sforzi di riscatto, in attesa delle eterne promesse di cambiamento: tra l'integrazione con la comunità rom al diritto alla casa per gli abitanti delle Vele, fino alla sicurezza sociale e alternative per i minori. 

Nel Paese delle distanze tra centro e periferia, delle disuguaglianze tra i pochi ricchi e troppi poveri, proprio dai “non luoghi” si sperimentano forme di resilienza e di resistenza di comunità, per crearne nuove dove risorse e servizi mancano in modo strutturale. Una nuova scena musicale ha percepito queste realtà e prova a cantarle con la speranza che si tratta di un nuovo neapulitan power.

(Fonte: napoliclick.it)

Pubblicato in Cultura

Cotabo, la più grande cooperativa di tassisti dell'Emilia-Romagna e tra le principali in Italia, ha ricevuto il Premio Innovazione SMAU-R2B 2018. Il premio è stato consegnato nel corso del live show "Smart City, città più intelligenti cittadini, lavoratori, city users di tutte le età", che si è tenuto oggi all'interno della fiera dell'innovazione.

Questa la motivazione del premio a Cotabo: "Con la nuova centrale radiotaxi in modalità cloud e la nuova app Taxy Click easy, è in grado di offrire al cliente un servizio ancor più efficiente, diversificando le modalità di accesso al servizio, garantendo nel contempo semplicità e possibilità di ridurre i tempi di attesa".

"Questo premio è il frutto di un lungo lavoro e dei tanti investimenti in innovazione per migliorare l'attività dei tassisti e portare il servizio vicino agli utenti - commenta il presidente di Cotabo, Riccardo Carboni, che oggi ha ritirato il premio SMAU - Già nel 2017 il 25% delle richieste di servizi non è arrivato con la tradizionale telefonata alla centrale, ma tramite canali automatici digitali. Un dato elevato, ma il nostro obiettivo è quello di portalo al 40% in tempi brevi grazie alle nuove implementazioni: oltre alla nuova app, al web e alla chatbot Telegram, anche applicazioni dedicate alle aziende e agli hotel". 

Il progetto dell'infrastrutturazione tecnologica di Cotabo si sostanzia in un motore basato sull'intelligenza artificiale che acquisisce le chiamate in modalità multicanale e mediante un algoritmo assegna la chiamata alle condizioni ottimali, individuando automaticamente il taxista libero disponibile più vicino. Un passaggio che riduce notevolmente i tempi di attesa al centralino. TIM è stato partner nella fase di design del progetto complessivo ed è fornitore della tecnologia "intelligente" e dell'infrastruttura in modalità cloud.

Dal lato cliente, invece, la novità è Taxi Click easy: la nuova app rilasciata da alcuni mesi, progettata con un'interfaccia estremamente semplice e usabile. La nuova app, pensata soprattutto per un'utenza poco confidente con la tecnologia (la clientela di riferimento del servizio taxi è composta prevalentemente da persone anziane), è stata sviluppata sulla base di una analisi di benchmark del centro studi TIM e con la collaborazione della software-house italiana Trisolutions, specializzata nello sviluppo di applicazioni innovative.

Taxi Click easy (di cui TIM è distributore nazionale) conta attualmente circa 9.000 download ed ha diverse funzioni pensate per gli utenti, che possono calcolare il preventivo di spesa e esprimere un giudizio sulla qualità del servizio. L'applicazione consente la gestione della clientela business con Taxi card e nella prossima release sarà implementata anche la funzione per il pagamento con carta di credito, a seguito dell'accordo tra Cotabo e un primario operatore internazionale per la gestione dei pagamenti elettronici.

Le potenzialità della centrale in cloud consentono a Cotabo di offrire il servizio ad altre realtà in tutto il territorio nazionale, soprattutto in quelle aree presidiate da piccole cooperative e società che non hanno la possibilità di sostenere l'investimento per realizzare una centrale radiotaxi autonoma. Alcuni accordi, grazie alla partnership anche di natura commerciale con TIM,  sono stati già attivati in questa direzione. Alessandria e Genoa saranno le prime città cui saranno forniti i servizi della centrale di Cotabo.

 

 

 

Pubblicato in Lavoro

Sono tre i Pride in programma nel terzo weekend dell'Onda Pride,  la grande mobilitazionee dell'orgoglio arcobaleno organizzata da Arcigay in rete con le altre associazioni del movimento lgbti.  Domani, sabato 9 giugno, sarà festa dell'orgoglio a Trento, dove sfilerà per la prima volta il Dolomiti Pride (www.dolomitipride.it): appuntamento alle 15 in piazza Dante, luogo da cui il corteo si muoverà per raggiungere il Parco delle Albere, dove la festa proseguirà fino a notte inoltrata.

Fissato per domani anche il ritorno del Pavia Pride (www.paviapride.it), che dà appuntamento ai manifestanti alle 15 in piazza Italia, per attraversare la città e raggiungere l'approdo fissato in piazza Guicciardi, dove si terranno i discorsi dei portavoce. Per la festa, poi, appuntamento al Caffé Teatro. Infine, domani è il giorno del Pride della Capitale: per il Roma Pride (www.romapride.it) appuntamento alle 15 in piazza della Repubblica.

"Le strade e le piazze sono i nostri luoghi congeniali - commenta Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay -, da lì è partita la nostra rivoluzione, il rifiuto dell'invisibilità alla quale per secoli omosessuali e trans sono stati costretti. Da oltre trent'anni riempiamo le strade con il nostro orgoglio, contro chi vorrebbe rimuoverci, nasconderci, ignorarci. Contro i ministri oscurantisti, i patrocini negati, i sussurri e i balbettii della politica, parlano le piazze. Anzi, gridano: sta alla politica ascoltarle, farsi carico di questa straordinaria mobilitazione che cresce anno dopo anno, che non conosce crisi o pause, ma che anzi ostinatamente indica la strada dell'uguaglianza, del pieno riconoscimento dei diritti umani, civili, sociali. Questi cortei sono innanzitutto istanze: attraversarli non è una passeggiata ma un'assunzione di responsabilità che deve trovare già dall'indomani ricadute concrete. Sfilare al Pride è un'esperienza indimenticabile, ma anche un impegno che va preso con serietà e senza approssimazioni. Perché i diritti, specie in un Paese arretrato, omofobo, misogino e razzista come il nostro, sono una cosa molto seria", conclude Piazzoni. 

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