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Martedì, 25 Settembre 2018

Articoli filtrati per data: Martedì, 10 Luglio 2018 - nelPaese.it

Bologna come non si è mai vista, ovvero con gli occhi di chi ci è arrivato da poco, chi viene da lontano, chi sta cercando di integrarsi. Questo è il "Migrantour. Corridoi in Città" un percorso per la città gratuito e aperto a tutti, che si svolge mercoledì 11 luglio alle 18 con partenza dalla Biblioteca Salaborsa in piazza Nettuno 3.

Il tour è l'esito finale del laboratorio partecipato sviluppato dalla rete SPRAR M​etropolitano di Bologna in collaborazione con ASP Città di Bologna, cooperativa sociale Camelot, Next Generation Italy, Cantieri Meticci, Festival IT.A.CA'.

Per un mese - da giugno ad oggi - cittadini bolognesi assieme a richiedenti asilo e rifugiati accolti nei progetti del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) del territorio bolognese, si sono incontrati per condividere, assieme agli operatori di Next Generation Italy che li hanno seguiti, il proprio modo di vivere gli spazi urbani e le relazioni che li animano. Da questo scambio è nata una reciproca e più profonda conoscenza, oltre ad una mappa inedita di Bologna che verrà percorsa e narrata da chi l'ha creata per tutti coloro che vorranno prendere parte a questa suggestiva camminata.

Le tappe verranno svelate durante il tragitto e raccontate dalle ragazze e dai ragazzi di "Migrantour" che durante il laboratorio hanno seguito una formazione teatrale con la compagnia Cantieri Meticci. Il tour nella città sarà così una vera e propria sperimentazione di drammaturgia sociale che coinvolgerà attivamente tutti i partecipanti, riconoscendo la ricchezza e il prezioso contributo che assieme cittadini e migranti possono dare alla costruzione di una comunità accogliente. 

"Le città sono lo specchio dei cambiamenti e delle opportunità che la convivenza tra più mondi può offrire - spiegano gli organizzatori - noi tutti che le abitiamo siamo i protagonisti, a volte inconsapevoli, di tali cambiamenti e del loro valore. Il laboratorio partecipato e questo tour finale ci permettono di avvicinare le esperienze umane che convivono ogni giorno negli stessi spazi, spesso invisibili le une alle altre. Ascoltare le storie e vedere con altri occhi i luoghi nei quali ci muoviamo quotidianamente, ci permetterà di apprezzarli ancora di più".

Per maggiori informazioni si può scrivere alla mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

Pubblicato in Migrazioni

 

La rivoluzione digitale sta cambiando la nostra società e le imprese, fatte di persone, che devono essere gli attori principali di questa transizione. Occorre non subire il cambiamento ma cavalcarlo e gestirlo percependolo un’opportunità di crescita e di sviluppo sociale, economico e ambientale.

È questo il principio cardine che ha animato la seconda Giornata di Sensibilizzazione sulle opportunità della Rivoluzione 4.0 organizzata da Legacoop Puglia e l’Università degli Studi di Bari. Dal titolo, Switch on - Accendi l’innovazione, il Movimento cooperativo pugliese, le imprese, la Camera di Commercio di Bari e Banca Intesa Sanpaolo e tanti ragazze e ragazzi si sono dati appuntamento al Balab di Bari, Centro polifunzionale studenti (p.zza C. Battisti).

Una giornata di confronto, quindi, con seminari, laboratori e workshop, per presentare, condividere, costruire nuovi modelli di innovazione cooperativi e non solo.  Ma soprattutto una tappa, la seconda, per raccogliere i bisogni delle imprese cooperative pugliesi che si accingono alla trasformazione digitale e che necessitano, come è emerso, di formazione, di facilitatori del cambiamento, di una piattaforma di scambio di conoscenze e competenze e di co-progettazione.

“Switch on, oggi al secondo appuntamento – ha commentato il presidente Legacoop Puglia, Carmelo Rollo, che ha aperto i lavori -, è un’occasione di partecipazione attiva con un tema centrale che è l’innovazione. Ogni impresa può e deve fare innovazione, partendo naturalmente dalle persone, dai loro bisogni, dalle comunità in cui operano. La tecnologia e gli strumenti digitali stanno pervadendo la nostra vita quotidiana. Come Organizzazione, insieme a tutti gli attori pubblici e privati, dobbiamo insieme individuare e costruire le giuste leve per stimolare un paradigma economico che sia inclusivo. Questo incontro serve per conoscerci e per lavorare in maniera concreta su una co-progettazione, condividendo strumenti smart, che possano servire a introdurre e trasferire innovazione.

Obiettivo dell’incontro, dunque,  è quello di mettere insieme, aggregare, condividere e offrire gli strumenti utili per accompagnare le imprese ad attuare innovazione di processo e di prodotto. “In Puglia – ha tenuto a precisare il responsabile Area Politiche per il Trasferimento Tecnologico (A.R.T.I.) della Regione Puglia, Stefano Marastoni - si sono messe in moto delle energie importanti negli ultimi anni e i dati sulle startup innovative sono incoraggianti. Ma c’è ancora tanto lavoro da fare. Tutti gli attori, istituzionali e non, le associazioni di categoria in primis, devono mettere a disposizione degli strumenti che aiutino lo sviluppo del business di nuovi progetti, perché l’accompagnamento è lo strumento fondamentale per aumentare le capacità di successo sul mercato. E siamo tutti impegnati, come Regione Puglia, insieme a tutto il partenariato regionale in questo processo non semplice ma che non ha alternative. Switch on è un’iniziativa di fondamentale importanza perché favorisce l’interazione tra soggetti diversi. Oggi sappiamo che uno degli elementi principali per il successo è sapersi confrontare con soggetti differenti anche in una logica di Open Innovation. Queste iniziative vanno in questa direzione e forniscono supporto a processi di sviluppo virtuosi”.

Nel corso nel seminario mattutino moderato dal direttore Legacoop Puglia, Pasquale Ferrante, sono stati presentati gli strumenti e le opportunità della Rivoluzione 4.0, alla presenza del referente Agenda Digitale e Smart City dell’Università di Bari, Giuseppe Pirlo, il delegato del Rettore allo Sviluppo della Creatività e Presidente Innovation and Creativity Center, Gianluigi De Gennaro, e il direttore Legacoop nazionale, Giancarlo Ferrari.

L’innovazione è una condizione permanente, ha raccontato Ferrari nel suo intervento, e Legacoop, con l’Alleanza delle Cooperative Italiane, sta provando a spingere le imprese sui punti più alti, intraprendendo un percorso progettuale che segue tre principi cardini: legalità, innovazione, sostenibilità, welfare e lavoro. Ferrari ha presentato il Digital Innovation Hub del mondo cooperativo che sarà costituito da un insieme di Punti di Innovazione Cooperativa, la Rete Pico 4.0, introdotta per favorire la trasformazione digitale delle cooperative italiane. Il Digital Innovation Hub Cooperativo nazionale è lo strumento accreditato dal Ministero dello Sviluppo economico a Legacoop che lo ha proposto a nome dell’Alleanza delle Cooperative Italiane per favorire la trasformazione digitale delle cooperative e delle stesse associazioni, fornendo nuove opportunità ed avvicinando quelle già offerte dal Piano Nazionale Impresa 4.0.

La giornata si è chiusa con due laboratori dedicati sui ‘Social media’ e gli ‘Strumenti di time management in cooperativa’ e con la presentazione dei risultati del 'Laboratorio Switch on' in cui in sono state raccolti e definite le possibili strategie e azioni utili alle imprese per cogliere le sfide della transizione digitale e dell’innovazione.

 

 

 

Pubblicato in Puglia

Con a fianco Luigi Ciotti e nel cuore le parole di Ettore Scola, "I più grandi nemici della mafia sono la cultura e la conoscenza. Il suo miglior amico è l’ignoranza",  mai così urgenti come in questo momento, prosegue nel 2018 l’impegno di Libero Cinema in Libera Terra. La carovana di cinema itinerante contro le mafie che ogni estate viaggia per la penisola con un furgone attrezzato con le tecnologie digitali. Attrezzature che consentono in poco tempo di allestire spazi cinematografici temporanei all’aperto, scegliendo luoghi simbolici dove montare schermo e proiettore per portare le emozioni del cinema direttamente alle persone e promuovere l’allargamento degli spazi democratici e la cultura della legalità.

Alla presentazione della 13ª edizione del Festival,  ne hanno parlato Elisabetta Antognoni presidente di Cinemovel, Luigi Ciotti presidente di Libera, Fabrizio Grosoli consulente per la programmazione, Marco Genovese Staff Campi Estate Liberi, Marisa Parmigiani direttrice Fondazione Unipolis, Pierluigi Stefanini presidente Gruppo Unipol e Fondazione Unipolis.

Il cine-furgone, interamente decorato con la grafica del Festival, è già di per sé un evento mentre viaggia per le strade del paese e uno straordinario strumento di comunicazione. Ospita la tecnologia e la troupe del Festival, percorre ogni anno più di 8.000 km portando il suo messaggio nelle piazze, nei parchi, nelle periferie, nelle terre confiscate ai mafiosi e restituite alla legalità. 

Viaggio in Italia di Libero Cinema: dal 17 luglio al 5 agosto la carovana viaggerà per le strade del Paese facendo tappa in Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia. Ogni tappa del Festival è organizzata in stretta collaborazione con le realtà del territorio: associazioni, presidii, cooperative, istituzioni, cittadini responsabili per coinvolgere il maggior numero di cosmocivici,nuovi cittadini del mondo globalizzato convinti che la democrazia si sperimenti nel pubblico confronto, nel bilanciamento delicato fra libertà e regole comuni.

Proiezioni, performance, laboratori, incontri sono le varie attività del Festival di cinema itinerante contro le mafie che propone per ogni serata film di impatto, interesse e riflessione per il pubblico. Alle proiezioni e agli spettacoli di Libero Cinema  – Mafia liquida e Rifiutopoli – assistono anche i tantissimi giovani provenienti da tutt’Italia che partecipano ai campi di Estate Liberi dando vita a un interessante dialogo, confronto, scambio con gli autori presenti e “la meglio gioventù”. Le tappe autunnali di Libero Cinema si terranno il 5 e il 6 ottobre, a Ferrara per il Festival di Internazionale, e a Parigi per la chiusura del Festival insieme agli Atelier Varan, storico centro di formazione e documentazione audiovisiva.

I campi di Libero Cinema: per l’edizione 2018 del Festival, Cinemovel e Libera propongono due campi tematici di Estate Liberi 30 luglio – 5 agosto / Giardino della Memoria, San Giuseppe Jato (PA) / Vivere un Festival, Valorizzare un Bene

Insieme alla troupe di Libero Cinema i partecipanti sperimenteranno azioni di promozione del Festival sul territorio e produrranno progetti e strategie da mettere in campo per ottenere migliori risultati nel comunicare i beni confiscati e il loro utilizzo.
26 agosto-2 settembre / Genova / Ciak si gira. È il campus che vedrà i partecipanti impegnati nella realizzazione di brevi spot e cortometraggi, entrando in tutte le fasi della narrazione, dall’ideazione al montaggio. Una settimana intensa finalizzata a scoprire, attraverso lo strumento creativo, piccole e grandi storie di riscatto dalla violenza mafiosa, trasformando memoria e impegno in comunicazione visiva.

Tutte le informazioni per  partecipare sul sito www.libera.it

Pubblicato in Cultura

Donne che non avevano mai fatto una visita ginecologica o un pap test prima d’ora, semplicemente perché i presidi ospedalieri non erano pronti ad accoglierle a causa delle barriere architettoniche ma anche perché privi di una strumentazione adatta ad assistere persone con disabilità motoria. Da oggi per queste donne sarà possibile fare prevenzione e curarsi gratis grazie all’Ospedale S.S. Annunziata, unico presidio a Napoli ad essersi dotato di una speciale poltrona ginecologia mobile, per venire incontro a questa tipologia particolare di pazienti.

“Donne che hanno voglia di autonomia – spiega la dottoressa Rosa Papa, direttore dell’Unità Operativa Complessa Salute Donna per l’Asl Napoli 1 Centro – Donne che sono doppiamente discriminate, perché donne e perché disabili, e per questo le stiamo sostenendo, in costante dialogo con le associazioni che si occupano dei loro bisogni, anche grazie alla grande sensibilità del direttore generale Mario Forlenza”. Una attrezzatura di eccellenza che colloca Napoli al terzo posto in Italia (dopo Torino e Roma), tra le città che si sono aperte a questa nuova frontiera.

L’ambulatorio ginecologico dell’Annunziata

Per le donne disabili, la Asl Napoli 1 Centro, grazie a fondi regionali finalmente sbloccati, ha acquistato, accanto a una sedia ginecologica specifica, un ecografo ad alta fascia per effettuare il test prenatale come il test combinato (bitest e translucenza nucale), basato sulla misurazione ecografica di parametri anatomici e funzionali del feto e sul risultato di esami ematochimici. Un test che rientra nei nuovi livelli elementari di assistenza e verrà offerto al consultorio a tutte le donne gravide che verranno seguite.

Ricordiamo che l’ambulatorio dell’Annunziata - che conserva al suo interno una lunga memoria di maternità grazie alla storica Ruota degli Esposti - come ogni consultorio dei distretti sanitari della Asl Napoli 1 Centro, è aperto a tutte le donne, gratuito con accesso diretto (senza impegnativa), per visite ginecologiche e senologiche, pap test e corsi preparto. Inoltre, il complesso trecentesco che lo ospita nel quartiere Forcella non ha barriere architettoniche e fisiche. L’ambulatorio è aperto tutte le mattine e due pomeriggi a settimana (il lunedì pomeriggio per le attività di senologia, dalle 14 alle 18.30; il giovedì pomeriggio, per l’accompagnamento alla nascita, dalle 14 alle 18.30; per informazioni: tel. 081 254 2598).

Il confronto costante con le associazioni

“Si tratta del primo ambulatorio che si apre a questa problematica – prosegue la dottoressa Papa – Nei mesi scorsi abbiamo anche siglato un protocollo di intesa con l’Associazione nazionale ciechi e stiamo organizzando corsi di formazione per il nostro personale affinché sia in grado di accogliere anche persone ipovedenti e non vedenti. Del resto, il servizio che io dirigo si occupa della cura e tutela della donna a 360 gradi, contro ogni forma di discriminazione e per la sua integrazione sociale”.

Stamattina, in un incontro informale sotto i portici del complesso della SS. Annunziata, da poco recuperato in ogni sua parte e restituito alla comunità, gli operatori sanitari si sono incontrati con le associazioni di disabili, tra cui quelli di non vedenti e non udenti, anche per “mappare e meglio strutturare il servizio”, in base alle esigenze delle persone che saranno accolte. “Anche sull’opportunità di dedicare, ad esempio, un’apertura o orari dedicati, si sta discutendo in un confronto aperto e produttivo con le organizzazioni - spiega il direttore Papa – Che hanno anche fatto emergere delle criticità, su cui si andrà a lavorare, come la mancanza di un sollevatore, che possa rendere più agevoli alcune manovre nel corso della visita, o la possibilità di rendere il mammografo più a portata della persona che sta in carrozzella”.

Intanto, donne che non avevano mai fatto un semplice controllo ginecologico, se non a pagamento o perché le condizioni fisiche glielo consentivano, d’ora in poi hanno finalmente la possibilità di accedere, come tutte le altre cittadine, a un servizio per la loro salute e quella dei loro figli.

Maria Nocerino - napolicittasolidale.it

 

Pubblicato in Campania

Il decreto ‘Dignità’ divide in due il Paese, tra fan e detrattori. L’urgenza di intervenire sul tema lavoro, come la critica alle imprese e al loro modo di gestire la flessibilità, accomuna, invece, una buona parte dei cittadini. Lo dice la rilevazione PoliticApp di Swg in un sondaggio diffuso oggi.

Mettere mano alle politiche del lavoro e farlo in modo veloce, senza concedere altri spazi alla flessibilità, è una priorità per la maggioranza degli italiani. “Il 65% delle persone vive con la paura di perdere il posto di lavoro (era il 31% quindici anni fa, nel 2003), mentre la maggioranza relativa del Paese ritiene insopportabile la tendenza delle imprese ad assumere lavoratori solo a tempo determinato (35%) e il 55% chiede di mettere un limite alla flessibilità sul lavoro (62% tra gli elettori della Lega e 68% tra quelli M5s)”.

Nelle viscere dell’opinione pubblica il livello di malessere intorno al tema lavoro è ampio e profondo. Non si tratta solo del citato tema della flessibilità, che resta “per il momento mal digerita da metà degli italiani (il 49% ritiene che sia sbagliato abbandonare il mito del posto di lavoro fisso a favore di un modello di tipo flessibile), ma entrano in gioco anche altri temi come ad esempio la stagnazione del livello degli stipendi (27%) e la costante riduzione dei diritti dei lavoratori nei posti di lavoro (26%)”.

Per questi motivi “il 61% degli italiani esprime il proprio accordo con la scelta del governo d’intervenire d’urgenza con il decreto “Dignità”. Una condivisione che coinvolge sia gli elettori M5s (92%), sia quelli di Salvini (75%), ma anche i fan di Berlusconi (58%). Solo gli elettori del Pd sono più freddi (27%). L’urgenza di intervenire sui temi del lavoro accomuna, in particolare, i ceti sociali più bassi (83%), i Millennials (71%) e i residenti al Sud (68%)”.

Nel merito dei contenuti del nuovo decreto proposto dal Governo, gli italiani si dividono in due fazioni, secondo un classico schema di partigianeria. “Il 44% delle persone che esprime giudizi positivi sull’iniziativa, vive il decreto come l'avvio di una positiva stagione di riforme (22%) o come una prima mossa concreta del governo (22%); il 42% che, invece, mostra perplessità, giudica l’iniziativa un provvedimento di facciata (25%) o una misura marginale e poco incisiva (17%). La restante quota non si esprime”.

Il quadro muta se osserviamo i diversi blocchi elettorali. “Sostengono il decreto a piene mani gli elettori grillini (80% di giudizi positivi) e quelli leghisti (68%), mentre sono più critici i supporter di Forza Italia (61% di valutazioni negative) e del Pd (87% di giudizi critici). Se volgiamo lo sguardo ai blocchi sociali, scopriamo dove c’è una maggiore adesione alle scelte governative: l’intervento piace al 50% degli appartenenti alle classi disagiate (mentre tra i membri delle classi più agiate il livello di accordo scende al 34%), così come trova supporter tra i Millennials (47%) e la Generazione Z, i 18-24enni (48%)”.

Ad alimentare i dubbi sul decreto non è tanto il giudizio sui contenuti, quanto la sfiducia nei confronti delle imprese e degli imprenditori. “Il 41% degli italiani, infatti, pensa che le imprese, dopo due anni, scaricheranno i neo assunti, per sostituirli con nuovi soggetti, perseguendo la strategia delle assunzioni sempre a tempo determinato. In pochissimi, solo il 12%, ritengono che il decreto alimenterà il ricorso al lavoro nero, mentre solo il 16% giudica l’intervento capace di incidere sui livelli occupazionali”.

Il decreto ‘Dignità’ è uno dei primi provvedimenti del nuovo governo gialloverde. Se, per buona parte dell’elettorato, la credibilità di questo governo è stata affermata fin dai primi giorni sul fronte dell’immigrazione per via delle azioni intraprese del neo Ministro degli Interni, la compagine governativa verrà giudicata anche su altri temi. “Il lavoro è al primo posto, seguito dal tema tasse e dalle scelte anti-casta. Sul lavoro, però, si gioca una partita peculiare, nella quale conta, in primis, la volontà di dare un segno d’inversione rispetto alle scelte e strategie perseguite dai governi degli ultimi venti anni. Una partita in cui si giocherà una buona parte del futuro di questo governo e della credibilità di Lega e M5s”.

Pubblicato in Nazionale

Su nelpaese.it continua la pubblicazione delle prove finali degli studenti del Master Sociocom in comunicazione sociale dell'Università Roma Tor Vergata: articolo e video di Stefano Cioni

“Narvaloo è un collettivo che si occupa di comunicazione video e comunicazione sociale. Nel 2017 siamo stati in Gambia, Senegal e Guinea Bissau per realizzare un documentario sull' immigrazione cercando di raccontare altri punti di vista. Mentre eravamo sul posto non ci siamo fatti sfuggire le storie più interessanti in cui ci siamo imbattuti.

LA Guinea Bissasu è uno degli stati più poveri del mondo, indipendente dal Portogallo dagli anni 70, non produce più uova né polli, si sono perse le competenze e tutto il fabbisogno del paese è importato da altri stati. La carne di pollo viene importata congelata dalla Cina, dal Brasile e dagli USA.

Com'è possibile che non allevino polli? È davvero più sostenibile fare viaggiare la carne attraverso mezzo mondo invece di produrla localmente? Un'ONG locale e una ONG internazionale hanno aperto un progetto per riportare questo settore in Guinea Bissau.

Abbiamo dato un'occhiata all’azienda e abbiamo parlato con loro del futuro. Ci lavorano da soli due anni ma i dati ci dicono che la produzione è sostenibile, ha bisogno di un piccolo investimento ma consente in pochi mesi di iniziare a guadagnare denaro migliorando l'economia, la salute e l'alimentazione della famiglia.

Questo è un esempio di ottima cooperazione internazionale”.

Pubblicato in Video

Dopo un lungo periodo durato 5 anni in cui il numero delle cooperative sociali in difficoltà è diminuito costantemente, passando da un 39,3% ad un 15%, nell’ultimo anno si registra una inversione di tendenza, con un +4,5% di cooperative sociali in difficoltà (19,5%) e una flessione, seppur lieve , delle imprese con un andamento in crescita (dal 42% al 40% ) e stabile (dal 43% al 40,5%).

Diminuiscono dell'8% anche le imprese sociali che prevedono incrementi del personale (31% del campione a fronte del 39% del 2017) anche se la maggior parte delle organizzazioni garantisce livelli di stabilità (+11,5% rispetto allo scorso anno). A conferma del valore sociale di queste imprese ad alta intensità relazionale, è significativo evidenziare che tra quelle con andamento economico stabile permane un atteggiamento fiducioso: il 78.2% delle organizzazioni prevede che l’organico resterà invariato

L’incertezza economica va di pari passo con la consapevolezza dell’importanza di avviare investimenti in innovazione. Crescono tutti gli indicatori legati a questo ambito (+13,7% di imprese che hanno sviluppato nuovi prodotti e servizi pari al 52,2% di segnalazioni; +8,3% che hanno indentificato nuove aree geografiche in cui operare pari al 32,3% segnalazioni).

Contemporaneamente il 94% del panel dichiara che gli obiettivi di innovazione non sono stati completamente raggiunti, e che “si sarebbe potuto fare di più”. I principali ostacoli riguardano una scarsa risposta del mercato sia pubblico che privato (43,6%, + 10% rispetto lo scorso anno) e la presenza di resistenze interne al cambiamento (34%, + 12,6% rispetto al 2017). Un trend che rivela un certo dinamismo dell’impresa sociale, che tuttavia, non sempre si accompagna ad una piena capacità di cogliere le opportunità.

Su questo aspetto l’Osservatorio Isnet ha realizzato, in partnership con Banca Etica, per il secondo anno consecutivo, l'approfondimento “Strumenti per lo sviluppo delle imprese sociali" con un focus su impresa sociale 4.0, per conoscere l’impatto delle nuove tecnologie sulle imprese sociali. I dati – i primi in Italia – evidenziano l’importanza di accompagnare le imprese sociali su questi temi. Dei 10 aspetti considerati (robotica avanzata, nuovi materiali, sensoristica, intelligenza artificiale, stampa 3D, blockchain e moneta virtuale, veicoli che si guidano da soli, genetica e bioprinting, sharing economy, digitalizzazione dei processi) ad esclusione della «digitalizzazione dei processi» e considerando solo le imprese sociali che hanno indicato «non so rispondere» o «impatto né positivo né negativo», sono complessivamente ben il 37% gli intervistati con scarsa consapevolezza. I valori di conoscenza e impatto positivo aumentano nel caso di organizzazioni con maggior propensione all’innovazione o per i settori di attività con ricadute elevate (ad esempio l’assistenza sociale per la robotica).

L’Osservatorio Isnet, giunto alla sua XII edizione, rappresenta un appuntamento ormai di rito per aggiornare gli indicatori economici dell’impresa sociale e restituire una fotografia delle principali dinamiche e direzioni di sviluppo. Il Panel Isnet è composto da 500 imprese e rappresentativo delle imprese sociali in Italia (cooperative sociali di tipo A e B, loro Consorzi e imprese sociali ex Lege, società benefit b-corp e SIAVS, le start up innovative a vocazione sociale). Associazione Isnet dialoga con una rete di 1283 imprese sociali in tutta Italia, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo dell’economia sociale in Italia. Realizza durante l’anno vari focus di indagine dedicati all’economia sociale, con obiettivi conoscitivi caratterizzati da una elevata spendibilità delle informazioni raccolte, con l’avvio di progettualità e percorsi condivisi tra imprese in tutta Italia.

Pubblicato in Economia sociale

Per ricordare i quarant'anni della legge che chiuse i manicomi, ispirata dallo psichiatra Franco Basaglia e dalle sperimentazioni da lui svolte a Trieste, sabato 14 luglio alle ore 21:00 agli Orti Giulii di Pesaro, nell'ambito dello Zoe Microfestival, la Cooperativa Sociale Labirinto propone il reading spettacolo dal titolo "La terapia del fulmine", a cura del Wu Ming Contingent, la band nata all'interno del collettivo di scrittura Wu Ming che da ormai 20 anni è una delle presenze più vivaci e innovative del panorama letterario italiano. Interverrà la presidente della cooperativa Labirinto, Simona Giommi.

Lo spettacolo "La Terapia del fulmine", a ingresso libero, parla del rapporto tra elettricità e follia, dai tempi delle streghe fino ai giorni nostri, passando per la Prima Guerra Mondiale, lo studio di Cerletti, le idee di Basaglia, le parole di Lou Reed, Ernest Hemingway, Janet Frame, e racconta ottant'anni di elettroshock, attraverso musiche, testimonianze, carte processuali, pagine di diario e testi originali composti per l'occasione. Dal primo esperimento di Ugo Cerletti, a Roma, nel 1938, fino alle centinaia di terapie elettro-convulsivanti che vengono somministrate ancora oggi, in Italia, in oltre novanta strutture pubbliche e private. Passando per le sevizie del professor Coda, la ribellione di Antonin Artaud, le poesie di Alda Merini, le ossessioni di San Giovanni Calabria.

Una data storica – ricorda Emanuela Bernacchia, cooperativa Labirinto, responsabile del settore Sanità e benessere - non solo per la psichiatria, ma per tutto il lavoro sociale, educativo, di cura. Con la legge 180 prende avvio un modo diverso, più civile, di trattare le persone e le loro difficoltà. Si apre una stagione di invenzioni e sperimentazioni sociali. Nascono i servizi territoriali, le prime cooperative sociali offrono opportunità di inserimento lavorativo, le relazioni di cura imparano a sostenere le persone nel riprendere in mano la propria vita. A quarant'anni dalla Legge Basaglia noi la ricordiamo così.

Labirinto sostiene come sponsor unico la presentazione a Pesaro di questo spettacolo nell'ambito delle azioni con cui ricorderà per tutto il 2018 i quarant'anni della legge Basaglia.

 

 

 

 

Pubblicato in Marche

Il 26 giugno, mentre l’attenzione del Paese era sulle poche ore precedenti la partita nella quale Argentina avrebbe definito la sua qualificazione agli ottavi del mondiale di calcio, sono arrivate le parole che hanno scatenato le proteste.

Il governo di Mauricio Macri ha giustificato il licenziamento dei 354 lavoratori “con la scusa di modernizzare e professionalizzare la Agenzia Statale di Notizia Telam, giacchè non rispondono al nuovo profilo e che sarebbero presumibilmente legati al Kirchnerismo”, come denuncia il Festival dei diritti umani di Napoli che in Italia dà voce alla protesta.

Molti di loro sono giornalisti di lungo corso con più di 20 anni di lavoro nell'agenzia. “Questo taglio è un colpo durissimo alla libertà d'informazione dato che rappresenta il 40% dei lavoratori del giornalismo pubblico – aggiunge il Festival nella nota - lasciando sprovvisti i canali pubblici d'informazione intere regioni del vasto paese e che purtroppo augura tempi già conosciuti nella storia Argentina. Tempi con meno pluralità di voce e di visioni, con meno diritti e più silenzio”. 

 

 

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