Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Mercoledì, 26 Settembre 2018

Articoli filtrati per data: Mercoledì, 04 Luglio 2018 - nelPaese.it
Mercoledì, 04 Luglio 2018 16:29

DROGHE, IL DIBATTITO: INTERVIENE LA RETE ITARDD

E così, dopo almeno cinque anni di dibattito zero sulle droghe e sulle politiche di governo del fenomeno, pare che una delega politica stia per arrivare, e pare che questa delega andrà a Lorenzo Fontana, Ministro per le politiche per la famiglia. Fontana ha ragione su diverse cose: ha ragione quando dice che il “problema droghe” è stato trascurato dalla politica, e questa è una vergogna. In generale, in questo paese si parla di sostanze poco e male da troppo tempo. nei luoghi deputati alla formazione, all’istruzione e all’educazione di bambini e ragazzi non se ne parla abbastanza, causando disinformazione e lasciando all’esperienza e al caso la scoperta di rischi e possibili danni. Quando l’uso di sostanze è all’ordine del giorno non lo è mai come tema di salute pubblica in una prospettiva di promozione del benessere: come dice Fontana, questo è profondamente sbagliato.

Le droghe sono un tabù, il consumo è un fenomeno da nascondere come la polvere sotto al tappeto, affrontato con toni moralistici, col risultato che crescono l’ignoranza e gli stili di consumo pericolosi. Il tabù nasce e cresce dentro l’approccio punitivo al quale si ispirano le politiche sulle droghe in Italia. Così aumentano i consumi fuori controllo, le segnalazioni alle Prefetture e i procedimenti amministrativi, i processi penali e i carcerati (che, sia detto per inciso, non sono detenuti per reati di grande traffico ma di piccolo spaccio). Intanto, ogni giorno si affaccia una nuova molecola sul mercato per aggirare la proibizione delle nuove sostanze e, dopo anni di curva discendente, aumentano le morti per overdose, anche perché si disinveste sulla riduzione del danno.

Quanto ci costa tutto questo in termini di spesa e di salute pubblica? Onorevole Fontana, ora ci rivolgiamo a Lei per chiederLe di allargare lo sguardo agli esempi virtuosi di riforma delle politiche punitive, in Portogallo ad esempio. In fondo Lei dice di voler guardare alle esperienze che hanno funzionato nel mondo. Segua le indicazioni della Comunità Europea e dell’Osservatorio di Lisbona. L’approccio che Lei chiama “Tolleranza Zero” è stata messa in discussione ormai in tutte le sedi, ONU compreso, perché produce esclusione sociale e riempe le carceri di persone che usano droghe: in Italia più del 25% dei detenuti è definito tossicodipendente, perché la legge di fatto punisce chi usa come se fosse un trafficante. Le chiediamo di interrompere la tradizione italiana di politiche orientate solo dall’ideologia.

Le chiediamo di ascoltare gli operatori dei servizi, in particolare le esperienze molteplici italiane di Riduzione del Danno pubbliche e del terzo settore, i ricercatori, i tecnici, le associazioni di persone che usano droghe, gli Enti Locali che pagano gli effetti di politiche di governo del fenomeno inefficaci, e di lasciarsi guidare nella sua azione dalle tante esperienze di lavoro a contatto col fenomeno e dalle evidenze scientifiche. Se ascoltasse gli operatori delle Unità di Strada, dei Drop In, delle equipe che lavorano nei contesti del divertimento o nei servizi per il trattamenti nella logica dell'autoregolazione, di cui la nostra rete è ricca, capirebbe che da anni intervengono sul campo con risultati evidenti. Questo confronto sarebbe un cambio evidente di passo per questo paese. Come dice Lei, ne va del futuro dei nostri figli.

Rete Itardd - per la riduzione del danno

Pubblicato in Salute

Sarà lo scrittore Lorenzo Marone (Feltrinelli) il nuovo direttore editoriale della Fiera del Libro di Napoli “Ricomincio dai Libri”. La rassegna letteraria si terrà al Mann e alla Galleria Principe di Napoli il 5/6 e 7 ottobre ed è organizzata dalla coop sociale Sepofa con le associazioni La bottega delle parole, Le parole alate e Libri in circolo.

“Sono contento e orgoglioso che i ragazzi di Ricomincio dai Libri abbiano voluto affidarmi la direzione editoriale della Fiera – dichiara Lorenzo Marone -. Darò il mio contributo e porterò il mio entusiasmo in una casa già piena di entusiasmo”. La quinta edizione di Ricomincio dai Libri avrà anche altre sorprese tra i partner.  “Abbiamo voluto portare i libri e le tematiche ad essi legati nei luoghi dove si respira la cultura e al centro della città – spiegano gli organizzatori della Fiera del Libro -. Ricomincio dai Libri sarà una fiera del libro aperta a tutti, gratuita, e con un forte connotato sociale, elemento distintivo da tutte le altre rassegne di questo calibro”.

Tema della quinta edizione sarà quello delle frontiere. “In un mondo dove non si fa altro che parlare di alzare muri e respingere lo straniero – continuano gli organizzatori -, l’unica arma che abbiamo per abbattere le frontiere e aprirle a tutti sono gli strumenti della cultura”. La quinta edizione di Ricomincio dai Libri godrà del patrocinio dell’assessorato alla Cultura e ai Giovani del Comune di Napoli e della collaborazione della III Municipalità e del Presidente Ivo Poggiani.

 

 

Pubblicato in Campania

“Rosso è il colore che ci invita a sostare. Ma c’è un altro rosso, oggi, che ancor più perentoriamente ci chiede di fermarci, di riflettere, e poi d’impegnarci e darci da fare. È quello dei vestiti e delle magliette dei bambini che muoiono in mare e che a volte il mare riversa sulle spiagge del Mediterraneo. Di rosso era vestito il piccolo Aylan, tre anni, la cui foto nel settembre 2015 suscitò la commozione e l’indignazione di mezzo mondo”.

Inizia così la lettera appello di Don Luigi Ciotti firmata anche da Francesca Chiavacci (Arci), Francesco Viviano (giornalista), Stefano Ciafani (Legambiente) e Carla Nespolo (Anpi) per sabato 7 luglio. Nell’ultimo naufragio di ieri sono morte 114 persone (91 uomini, 20 donne e 3 bambini). Venerdì a sei miglia dalle coste della Libia a perdere la vita sono stati in 104. Due nuove stragi del mare, 218 vittime nel giro di poche ore, che allungano tristemente la lista dei morti nel Mediterraneo. “Quest’anno il numero in percentuale delle vittime del mare è altissimo - spiega Flavio Di Giacomo, portavoce dell’Oim (Organizzazione internazionale delle migrazioni) a Redattore sociale -.  Dall’inizio dell’anno se ne contano 1405 in tutto il Mediterraneo, ma la maggior parte di questi, ben 1068, è morto nella rotta del Mediterraneo centrale. Abbiamo quindi circa mille morti su 26.500 partenze totali: 16585 sono infatti le persone arrivate finora in Italia e circa 10mila quelle partite e riportate indietro dalla Guardia costiera libica. 

Il 7 luglio magliette rosse

“Di rosso – continua il testo - erano vestiti i tre bambini annegati l’altro giorno davanti alle coste libiche. Di rosso ne verranno vestiti altri dalle madri, nella speranza che, in caso di naufragio, quel colore richiami l’attenzione dei soccorritori. Muoiono, questi bambini, mentre l’Europa gioca allo scaricabarile con il problema dell’immigrazione – cioè con la vita di migliaia di persone – e per non affrontarlo in modo politicamente degno arriva a colpevolizzare chi presta soccorsi o chi auspica un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà. Bisogna contrastare questa emorragia di umanità, questo cinismo dilagante alimentato dagli imprenditori della paura”.

“L’Europa moderna non è questa – conclude l’appello - L’Europa moderna è libertà, uguaglianza, fraternità. Fermiamoci allora un giorno, sabato 7 luglio, e indossiamo tutti una maglietta, un indumento rosso, come quei bambini. Perché mettersi nei panni degli altri – cominciando da quelli dei bambini, che sono patrimonio dell’umanità – è il primo passo per costruire un mondo più giusto, dove riconoscersi diversi come persone e uguali come cittadini”.Dalla c

Dalla cooperazione sociale arrivano le prime adesioni come Cadiai che invita soci e utenti dei servizi a indossare l'indumento rosso pubblicando un selfie sulla pagina facebook della cooperativa.  Anche il nostro giornale aderisce all’iniziativa e invita i suoi lettori a fare questo piccolo gesto di testimonianza

Pubblicato in Nazionale

Il 12 luglio arriva in Italia per i tipi di Settenove In famiglia! Tutto sul figlio della nuova compagna del fratello della ex-moglie del padre... e altri parenti, albo illustrato scritto da Alexandra Maxeiner e illustrato da Anke Kuhl che esplora le caratteristiche delle famiglie «reali» e prova a raccontarle tutte, o quasi, con tenerezza e ironia. 

Nel mondo reale nessuna famiglia è uguale all'altra: ci sono famiglie di lungo corso, famiglie separate, famiglie ricostruite, lutti e nascite, adozioni e figli naturali, famiglie eterosessuali e omogenitoriali, famiglie nucleari o monoparentali e mille altre famiglie, luoghi di amore, cura e rispetto, non classificabili.

Mentre la Storia e la Sociologia negano da tempo l'esistenza di una cosiddetta «famiglia tradizionale» dalle caratteristiche monolitiche, da più parti si invoca il riconoscimento di un unico modello di famiglia possibile, in totale disallineamento con la realtà fattuale, la storia dell'umanità e le relazioni che vediamo svilupparsi, rompersi e ricomporsi ogni giorno attorno a noi.

In famiglia!, che ha  vinto il prestigioso premio «Deutscher Jugendliteratur», arriva quindi nel momento giusto, perché ogni bambina e bambino sappia che la famiglia a cui appartiene è innanzitutto un luogo d'amore e crescita individuale. Non una «eccezione» alla regola che deve provare, faticosamente, a raggiungere un modello idealizzato.

Le autrici

Alexandra Maxeiner. È nata nel 1971 in Germania, lavora come autrice dal 2002, ha scritto sceneggiature per la tv e la radio e testi teatrali. Ad oggi ha pubblicato nove libri per l'infanzia, tutti editi da Klett-Kinderbuch e Dtv Verlagsgesellschaft e tradotti in tutta Europa. Nel 2011 ha ricevuto il Premio «Deutscher Jugendliteratur».

Anke Kuhl. È nata nel 1970 in Germania e lavora come illustratrice. Ha illustrato oltre venti albi e romanzi tradotti in tutto il mondo. Ha vinto, tra gli altri, il premio «Eulenspiegel» della città di Schöppenstedt per il miglior albo illustrato.

In famiglia! è l'ultimo libro di Settenove, casa editrice nata nel 2013 dedicata alla prevenzione della discriminazione e della violenza di genere attraverso albi illustrati, saggistica, narrativa e percorsi scolastici.  In famiglia fa parte della collana di  Albi illustrati.

Pubblicato in Cultura

"Gli italiani sottostimano la quota di popolazione sopra i 65 anni e sovrastimano quella di immigrati e di persone con meno di 14 anni. Questo avviene anche in altri Paesi, ma la deviazione fra percezione e realtà è molto più accentuata da noi che altrove. Non sono solo pregiudizi. Si tratta di vera e propria disinformazione". Lo dice il presidente dell'Inps, Tito Boeri, nella sua relazione annuale.

Con la stretta aumenteranno gli irregolarti. La storia di Paesi a immigrazione non recente come la nostra ci insegna che quando si pongono forti restrizioni all'immigrazione regolare, aumenta l'immigrazione clandestina e viceversa". 

"In genere, a fronte di una riduzione del 10% dell'immigrazione regolare, quella illegale aumenta dal 3 al 5%. Negli Stati Uniti il boom degli illegali e' cominciato nel '64 quando e' stato chiuso il Bracero program, ed il numero di immigrati trovati irregolarmente sul territorio e' calato da quando ha cominciato a essere pienamente messo in atto l'Immigration Reform and Control Act, che ha regolarizzato milioni di lavoratori messicani", ricorda.

"Il nostro sistema pensionistico è in grado di reggere alla sfida della longevità, almeno sin quando si manterrà l'adeguamento automatico dell'età pensionabile alla speranza di vita e la revisione dei coefficienti di trasformazione. Ma non ha al suo interno meccanismi correttivi che gli permettano di compensare un calo delle coorti in ingresso nel nostro mercato del lavoro". Lo sottolinea Boeri facendo riferimento al declino demografico eventualmente connesso alla riduzione dei flussi migratori. 

"I dati sono la risposta migliore e non c'è modo di intimidirli". Risponde così il presidente dell'Inps, Tito Boeri, a margine della presentazione della relazione annuale dell'Istituto ai giornalisti che gli chiedono se si senta sotto sfratto dopo le dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini. "La mia risposta - dice - è nei dati e i dati parlano. Oggi presentiamo quella che è la verità che bisogna dire in Italia".

 

(Fonti: Ansa, Dire e Redattore Sociale)

Pubblicato in Nazionale

Su nelpaese.it inizia la pubblicazione delle prove finali degli studenti del Master Sociocom in comunicazione sociale dell'Università Roma Tor Vergata: ecco l'articolo di Imma Guarasci

 

L’Organizzazione di Volontariato Insieme rappresenta un ponte “metaforico” tra passato e futuro e “territoriale” tra periferia e centro città. Nel 1995 a Rossano Calabro, un gruppo di docenti e volontari, desiderosi di porre rimedio a numerose azioni di bullismo che si erano verificate nella scuola primaria “Porta di Ferro”, considerata da molti ragazzi della contrada “Tornice” un “corpo estraneo” rispetto al loro quartiere “a rischio”, Insieme, sperimentarono una serie di attività pomeridiane e di nuovi metodi educativi per aiutare i ragazzi “difficili”a superare il disagio, al fine di prevenire l’abbandono scolastico.

Dall’anno della sua costituzione Insieme promuove progetti ed attività di doposcuola, laboratori per contrastare la dispersione scolastica, con l’obiettivo di:“Partire dagli ultimi”, nella logica della gratuità e della solidarietà; accompagnare e promuovere l’aggregazione delle persone emarginate e la ricostruzione del tessuto sociale; diffondere la cultura dei diritti umani; appoggiare i processi di autopromozione della persona; offrire strumenti culturali per rimuovere condizionamenti e situazioni di disagio sociale; favorire una cultura della legalità e della solidarietà. Tutte le attività svolte dall’Associazione Insieme, nel corso degli anni, fino ad oggi sono frutto di un grande lavoro collettivo e della tessitura di “reti sociali” tra: Istituti scolastici, Enti Pubblici, Associazioni di Volontariato e con il supporto del CSV di Cosenza ed il sostegno ed il patrocinio della Regione Calabria, del Ministero degli Interni, del Ministero del Lavoro, Politiche Sociali e della Fondazione con il Sud.

Quale è quindi la vision dell’OdV “Insieme”? Secondo il Presidente Saro Polimeni: «Insieme ha costruito negli anni “ponti di collegamento” tra periferia e centro urbano ovvero tra il “quartiere a rischio Tornice” e via Margherita, una delle arterie principali di Rossano, divenendo simbolo di “integrazione sociale” e di “cittadinanza attiva” : ponte metaforico e territoriale nel tempo e nello spazio».

Nel 2010, il Comune di Rossano ha concesso all’OdV “Insieme” un bene confiscato alla mafia: un appartamento, nella centrale via Nazionale sito a Rossano, divenuto crocevia per le associazioni in “Rete”, per gli incontri del Consiglio Comunale dei Ragazzi di Rossano, per attività progettuali, interventi educativi a favore di famiglie e giovani con disagio sociale. La sala più ampia è intitolata a “Giovanni Losardo”, politico-amministratore del Comune di Cetraro, vittima di mafia ed “eroe della legalità” per essersi battuto fortemente contro le “'ndrine” dell'alto tirreno cosentino. Dal 2012 l’OdV Insieme promuove progetti di “cittadinanza attiva” e dal 2017 ha costituito un Presidio antibullismo.

L’associazione www.volontariatoinsieme.it è attualmente iscritta alla Sezione del Registro delle Organizzazione di Volontariato della Provincia di Cosenza; fa parte di Volontà Solidale, “Associazione di Associazioni” che gestisce il CSV di Cosenza.

Imma Guarasci

 

 

Pubblicato in Calabria

Su nelpaese.it inizia la pubblicazione delle prove finali degli studenti del Master Sociocom in comunicazione sociale dell'Università Roma Tor Vergata: ecco l'articolo di Rosa D'Aniello

 

Nel 2011 a Roma nasce la cooperativa sociale Barikamà che in bambara, lingua parlata in Mali, significa “resilienza”, ossia la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi fortemente traumatici, riprogettando positivamente la propria esistenza, senza rinnegare la propria identità. Partito come progetto di microreddito, è diventato una prova di grande resilienza, quella dei 7 ragazzi africani che hanno voluto promuove un’autentica integrazione culturale, mediata da un sano stile di vita, centrato sull’alimentazione a KM 0, con produzione e vendita di yogurt ed ortaggi biologici, arricchita da consegne sostenibili dei prodotti a domicilio, fatte in bici.

Sono giovani storie da manuale. Provenienti dalla tradizione contadina del paese d’origine, con una prospettiva di vita media intorno ai 30/40 anni, talvolta perseguitati dalla violenza delle dittature locali o scampati al reclutamento negli eserciti fatti da bambini, si lanciano in un viaggio dal prezzo altissimo che mette in preventivo anche la morte. Attraversano deserti e mari perché il Mediterraneo è l’unica porta d’accesso alla vita. Poi, giunti in Italia, se riescono a schivare lo stallo dei centri d’accoglienza, entrano subito nel mondo del lavoro che è spesso suddiviso in 2 sole tipologie di prestazioni: la prostituzione per le donne e lo sfruttamento selvaggio nei campi per gli uomini, reclutati dal caporalato. Se si sopravvive a tutto questo, resta il grosso problema dell’adeguamento alla legge. C’è bisogno di rinnovare il permesso di soggiorno, è quindi necessario un lavoro che però non si trova. L’ultima possibilità: procurarselo da soli. Col supporto di un centro sociale, entrano in contatto con alcuni agricoltori romani, per imparare la lavorazione del latte pastorizzato da cui fare yogurt. 

Poi, un micro-finanziamento di circa 30€ da parte di un’amica consente la start up del progetto che trasforma Barikamà, in pochissimo tempo, in una vera e propria azienda produttiva. Il decollo avviene nel 2013, quando con un bando regionale si finanziano 20.000€ di attrezzature (frigoriferi, biciclette…). Ma come tutti sanno, i soldi pubblici vanno prima anticipati, poi spesi, poi rendicontati e solo alla fine incassati. Sta volta interviene una rete di Gruppi di Acquisto Solidale, che, anticipando il denaro, pre-acquistano e pre-pagano lo yogurt che riceveranno entro l’anno. In 3 anni il debito viene onorato. La produzione di yogurt ha un’impennata: si passa dai 15 litri iniziali a oltre 300 L e il paniere si arricchisce anche dei prodotti della coltivazione biologica di verdure che crescono in un orto certificato ICEA.

Non ci piace pensare che la storia finisca qua. Vogliamo credere che questa perfetta sintesi tra partecipazione, creatività, organizzazione, imprenditoria e bellezza civile possa oltrepassare i nostri confini ed arrivare fino in Africa, dove Suleman, in futuro, vorrebbe ritornare e avviare lì un'attività: “E' il mio sogno, vorrei dare lavoro a tante altre persone”, “Non sono mai andato a scuola, ma iniziando questa attività ho imparato l'italiano, a leggere e scrivere. E poi sono riuscito a integrarmi. E' stata un'esperienza che mi ha cambiato il cuore perché ho conosciuto tante persone che oggi mi riconoscono.

Rosa D'Aniello

Pubblicato in Economia sociale

Con questo articolo su nelpaese.it inizia la pubblicazione delle prove finali degli studenti del Master Sociocom in comunicazione sociale dell'Università Roma Tor Vergata

 

Inizia finalmente a sbloccarsi la situazione di Aisa (Associazione italiana lotta alle sindromi atassiche) di Castel Gandolfo, che dopo mesi di attese, ha finalmente imboccato la via verso l’ottenimento della tanto richiesta concessione demaniale.  Da un anno a questa parte la storia dell’associazione che si occupa di far praticare sport nel lago di Castel Gandolfo ai ragazzi disabili, è piuttosto travagliata: lo scorso 29 ottobre, infatti, a causa di un’ordinanza comunale Aisa è stata costretta a rimuovere il pontile utilizzato per facilitare la discesa dei ragazzi con carrozzella in acqua, poiché era posto su uno spazio d’acqua che rientrava in un’area di gestione demaniale.

La giornata è stata chiamata appunto 'Demolition Day' ed ha raccolto il sostegno del presidente storico onorario dell'Aisa Carlo Rossetti, del presidente dell'Aisa Castel Gandolfo Massimo Cecchetti, del presidente dell'Aisa regionale Giovanni Mennilli, e del consigliere nazionale della federazione canoa, Gennaro Cirillo. Molti poi gli abitanti del comune di Castel Gandolfo che hanno voluto dare il loro pieno supporto alla protesta di Aisa, riconoscendo il grande valore dell’associazione come veicolo di promozione ed informazione per l’integrazione sociale dei ragazzi con disabilità.

"L'area in cui pratichiamo le attività ci è stata data in completa gestione nel 2002, poi la concessione demaniale è tornata di competenza della regione e dal 14 agosto 2017 di nuovo di competenza del comune. Noi però siamo ancora qui ad aspettarla. Il problema risiede nel fatto che la regione, nonostante abbia riportato in capo ai comuni le concessioni, non ha fatto seguire alla legge le linee guida, per questo il comune ci ha obbligato a demolire le strutture che utilizzavamo”, spiega Filiberto Desideri, direttore sportivo Aisa Sport di Castel Gandolfo.

"Qualcosa oggi sembra essersi sbloccata- dichiara ancora Desideri- c'è stato un incontro il 22 maggio, un tavolo tecnico con il comune di Castel Gandolfo. La concessione fisica non l'abbiamo ancora, ma c'è stato un interessamento da parte dell'amministrazioni davvero importante”.

Innegabile che il Demolition Day abbia influito nel portare la vicenda di Aisa Sport sotto ai riflettori: “La latitanza della ragione e del comune è stata diffusa per tanti anni. L'inversione di rotta da parte del comune è avvenuta dopo il Demolition Day e dopo tutto il sostegno che abbiamo ricevuto dalla gente”, aggiunge Desideri. Aisa Castel Gandolfo con le sue attività è ormai famosa a livello internazionale, grazie ai successi che i suoi giovani atleti continuano ad ottenere nel mondo, ultimo quello dei campionati del mondo di paracanoa tenutisi il 19 maggio a Szeged, in Ungheria, in cui l’atleta Aisa Marius Bogdan Ciustea, ha vinto la prima prova di coppa del mondo di specialità in VL2, rendendo orgoglioso tutto il team.

"Ci auguriamo che la concessione arrivi presto. Intanto grazie a questa mobilitazione del comune riusciremo a far scendere in acqua i nostri ragazzi, è questo che quello che più ci interessa”, conclude Desideri. 

Angelica Spampinato 

 

 

Pubblicato in Diritti&Inclusione
  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Luglio 2018 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31