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Lunedì, 16 Luglio 2018

"Non può essere esclusa la pericolosità della 'cannabis light'". E' quanto afferma il Consiglio superiore di Sanità (Css) in un parere richiesto dal ministero della Salute sul tema, in riferimento ai "prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa" - venduti nei cosiddetti 'canapa shop' diffusisi in tutta Italia - ma dei quali "non può essere esclusa la pericolosità". Il Css raccomanda quindi che non sia consentita la libera vendita.

Le reazioni

"Pensavamo di dover attendere il 26 giugno perchè il Ministro degli Interni o della Famiglia ci ricordassero la loro nostalgia per il medioevo anche in tema di droghe." così commenta Leonardo Fiorentini, Direttore di Fuoriluogo.it, il parere del Consiglio Superiore di Sanità,

"Basterebbe citare – continua Fiorentini – la recente seduta dell'OMS che a Ginevra ha aperto un processo per la revisione dello status della cannabis, o le evidenze scientifiche sui suoi usi terapeutici ampiamente presenti in letteratura e sulle quali ogni mese aggiorniamo sul sito di Fuoriluogo.it, per rendere evidente l'eccentricità della presa di posizione del CSS. Ma è davvero paradossale che il giorno in cui la Monarchia più famosa al mondo pone il proprio sigillo sulla regolamentazione legale della cannabis (quella con ben più di 0.2% di THC, il principio attivo psicoattivo della cannabis) in Canada, un'autorità scientifica sia ancora ostaggio di dogmi e miti che pensavamo appartenessero al passato. Non vi sono morti accertate per cannabis al mondo, almeno da quando esistono queste statistiche, pensate nemmeno per quella a basso contenuto di THC. Anche fosse vero che non esistono studi sul "rischio al consumo di tali prodotti in relazione a specifiche condizioni, quali ad esempio età, presenza di patologie concomitanti, stati di gravidanza/allattamento, interazioni con farmaci, effetti sullo stato di attenzione" (e non è vero, basta citare ad esempio uno studio israeliano sulla sicurezza cannabis terapeutica – ad alte dosi di THC – sui pazienti anziani), è certo che ne esistono che correlano le emissioni inquinanti da traffico, riscaldamenti ed industrie alle malattie respiratorie e ai tumori ai polmoni. Come del resto l'abuso di alimenti contenenti zucchero rispetto all'insorgere di malattie quali il diabete. E non prendiamo in considerazione alcol e tabacco, sarebbe troppo facile. Che fine ha fatto in questi casi il principio di precauzione?"

"Senza voler passare per "benaltristi" –  conclude Fiorentini – è però evidente che il parere negativo più che rispondere a criteri scientifici, di fatto smentisce pareri precedenti dello stesso CSS e pare aprire uno scenario di caccia alle streghe."

Hassan Bassi, segretario nazionale di Forum Droghe aggiunge: "la cosiddetta cannabis light non solo non ha contenuto di THC considerabile drogante da un qualsiasi tribunale italiano, ma è usata – infiorescenze comprese – anche per fini alimentari da decenni in tutto il mondo, Italia compresa. La legge del 2016 ha permesso di creare un intero settore economico che invece ha prodotto posti di lavoro, ricostruito una filiera industriale e ridato speranza ad una coltura tradizionale del nostro paese." Il segretario di Forum Droghe conclude con un appello alla Ministra della Salute: "ci appelliamo alla Ministra della Salute Giulia Grillo affinchè il tema torni ad essere affrontato in termini scientifici e scevri da ideologie."

 

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