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Giovedì, 19 Luglio 2018

Scontro politico a Genova dopo il voto del consiglio comunale di ieri sul decoro urbano. Da una parte l’accusa di una “guerra contro i poveri” e dall’altra la difesa del sindaco Bucci: "non siamo stati in grado di dimostrare che un conto è lavorare sull'igiene e un conto è lavorare sulla povertà - ammette il primo cittadino- non siamo in grado di fare un dibattito come si deve, senza strumentalizzarlo e senza polemiche". 

Al sindaco risponde il cartello “Genova che osa” che tre settimane fa ha presentato un rapporto preoccupante sulla povertà in Liguria e nel suo capoluogo: “purtroppo questa maggioranza sembra avere le idee ben chiare – è scritto in una nota - una Genova sobborgo di lusso di Milano in cui i poveri vanno cacciati per tenere in ordine il salotto buono della città. Per farlo stanno approvando una serie di norme assurde, come la schedatura dei mendicanti e i dissuasori di seduta, unita a un linguaggio violento a aggressivo dei suoi assessori. Certamente ricordiamo di quando Garassino voleva prendere a calci i mendicanti e definiva il responsabile della Caritas il nemico numero uno della città”. 

“Non si tratta solo di opporsi a una serie di norme di estrema destra – continua - ma di rivendicare una idea diversa di città. Genova deve essere più accogliente, inclusiva, aperta, deve dare nuove opportunità di lavoro e non lasciare nessuno indietro. Si tratta di ripensare al welfare cittadino studiando proposte in linea con nuovi bisogni”. Di fronte all’invito del primo cittadino di tenere un incontro, “Genova che osa” assicura Bucci che “non mancherà”.

Cosa dice il provvedimento contestato

Sanzione di 200 euro solo per chi viene sorpreso a "deturpare e imbrattare il suolo pubblico con rifiuti solidi urbani di ogni tipo, indebitamente prelevati dai contenitori per la relativa raccolta e non manifestamente destinati all'alimentazione personale".

È un emendamento presentato dai capogruppo di Forza Italia e di Vince Genova, Mario Mascia e Stefano Costa, a mitigare l'effetto di quella che la sinistra ha definito "multa anti-poveri", contenuta nella modifica del regolamento di polizia urbana proposta dalla giunta e approvata oggi dal consiglio comunale di Genova con 25 voti a favore (maggioranza di centrodestra) e 14 contrari (Pd, M5s, Lista crivello e Chiamami Genova). Il testo era gia' stato oggetto di una revisione di giunta. Il documento inizialmente presentato dall'assessore alla Sicurezza, Stefano Garassino, introduceva la sanzione semplicemente per chi veniva a sorpreso a rovistare nei cassonetti della spazzatura.

Una seconda versione, invece, prevedeva la sanzione per chi "rovista nei contenitori per la raccolta dei rifiuti solidi urbani imbrattando e lordando il suolo pubblico", senza però alcun riferimento alla necessità di sfamarsi. Approvato, tra gli altri, anche un emendamento della Lega, presentato dal consigliere Federico Bertorello, che prevede la conversione della multa in lavori socialmente utili in tema di miglioramento del decoro urbano.

La delibera contiene anche l'avvio della sperimentazione del cosiddetto "daspo urbano" nelle due zone distinte del centro e del centro storico della citta' per ubriachi molesti, autori di comportamenti contrari alla pubblica decenza, autori di commercio abusivo e parcheggiatori abusivi, che dovranno essere allontanati per 48 dalla zona in cui hanno messo in atto il comportamento vietato. In caso di mancato rispetto dell'allontanamento, prevista una multa di 300 euro. In caso di 'recidiva', il questore puo' ordinare il divieto d'accesso a quella determinata area della citta' fino a un massimo di 6 mesi, prolungabile in casi particolarmente gravi.

 

 

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