Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Venerdì, 19 Gennaio 2018

“Per i magistrati, la consapevolezza che la professione deve basarsi sul rispetto delle regole deontologiche, e che di tale etica fa parte la dimensione “individuale” dell’indipendenza di ciascuno: l’essere e il sentirsi – prima di apparire – magistrato indipendente”. In un comunicato Magistratura Democratica interviene su due casi di cronaca richiamando all’indipendenza interna e al codice deontologico dell’Associazione nazionale.

“La vicenda di cronaca riguardante una scuola di preparazione al concorso – scrive Magistratura Democratica - deve indurre tutti a riflettere sui limiti e sui rischi dell’attuale sistema di accesso alla professione. Un sistema di accesso finalizzato alla mera preparazione tecnica e che non investe sulla crescita collettiva dei valori dell’etica che devono sempre sostenere le aspettative individuali degli aspiranti magistrati.Un sistema nel quale, facendo leva proprio sulle aspirazioni ed aspettative individuali, si possono proporre modelli di comportamento che minano alla radice la formazione di un’etica comune e l’equilibrio e la consapevolezza della complessità della funzione a cui si aspira”.

Nel secondo caso “grave è la vicenda relativa all’abrogazione della norma che poneva limiti temporali all’assunzione di incarichi dirigenziali e di fuori ruolo agli ex consiglieri”, perché “effettuata con l’inserimento nella recente legge finanziaria approvata alla Camera, secondo quanto riportato della stampa dopo una prima bocciatura al Senato”.

Una vicenda che provoca “un danno oggettivo all’immagine della magistratura”, a prescindere dall’opinione che si può avere in merito all’opportunità di tali limiti. “È difficile infatti – continuano l’associazione - per un cittadino intravedere una ragione di interesse generale − che siano esigenze di funzionalità della giurisdizione o di qualità del servizio che rendiamo alla collettività − sufficiente a motivare una modifica intervenuta al di fuori di ogni riflessione sull’opportunità o l’adeguatezza di disposizioni volte ad evitare il sospetto che le decisioni dei consiglieri prossimi alla fine del mandato siano influenzate da aspettative di carriera. È invece sin troppo facile sospettare che una modifica con effetto immediato, scivolata negli interstizi della legge finanziaria, sia collegata ad aspettative di vantaggio per singoli consiglieri uscenti, alimentando così l’immagine di una magistratura con il “cappello in mano” di fronte alla politica”.

Una magistratura che “non interloquisce come soggetto collettivo per rivendicare, in un confronto aperto con la politica”, gli interventi necessari ad assicurare alla giustizia le necessarie risorse e ai magistrati migliori condizioni di lavoro ma nella quale “ognuno” si preoccupa di raccogliere vantaggi per sé e per la sua “categoria” di appartenenza. Ed è per questo disponibile ad acquisire una “contiguità” con il potere politico, “incompatibile con l’etica della nostra professione e con quell’ indipendenza soggettiva che ne è parte essenziale”.

“È compito della magistratura associata – conclude la nota - rivendicare per la collettività, per i giovani che aspirano a diventare magistrati, e per coloro che da poco hanno realizzato quest’aspirazione, un modello diverso e positivo di magistrato, che sappia ritrovare nel “lavoro ben fatto” il senso e l’etica del proprio mestiere. La voce di Magistratura democratica opererà in questa direzione”.

 

  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Gennaio 2018 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 31