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Mercoledì, 25 Aprile 2018

Fight the right, diritti senza confini. Questo è lo slogan della manifestazione nazionale lanciata da numerose reti di migranti come Coalizione Sans Papier, Movimento Migranti e Rifugiati, Associazione Ivoriani e Fratelli di West Africa, Associazione Senegalese Torino, Comitato Solidarietà Migranti, Movimento Profughi Conetta-Cona e tanti altri con l’adesione di decine di realtà associative, sindacali e di movimento. L’appuntamento è per sabato 16 dicembre alle 14 in piazza della Repubblica.

“Siamo quelle donne e quegli uomini che attraversano il pianeta, decine di milioni di persone strappate alla loro terra e ai loro cari dalle scelte geopolitiche, economiche e ambientali dei potenti, costrette ogni giorno a combattere contro i fili spinati e i muri fisici e ideologici. Siamo i dannati della globalizzazione e delle politiche antisociali imposte dall'Unione europea e dalla Banca centrale europea (BCE) alle popolazioni d'Europa e d'Italia, che privano le persone del reddito, del lavoro e dell'alloggio indipendentemente dalla provenienza geografica”. Inizia così l’appello per la mobilitazione nazionale che continua:  “il razzismo, lo sfruttamento sociale e lavorativo che viviamo concretamente non è possibile batterlo con la carità né speculando sulle nostre vite. Il razzismo si sta diffondendo proprio tra chi sta più in difficoltà, tra le persone più povere. Il cambiamento che vogliamo non può riguardare solo la nostra condizione ma anche quella di quanti soffrono uno stato di ingiustizia e di privazione”.

Nel mirino ci sono gli attuali dispositivi legislativi italiani (Bossi – Fini con il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro; Minniti – Orlando; decreto Lupi) ed europei (Regolamento Dublino III). “Consideriamo inaccettabile – aggiungono i promotori - che chi nasce e cresce sul territorio italiano faccia fatica a essere riconosciuto come cittadino italiano. Basti osservare le reazioni scomposte al tentativo poco convinto di introdurre lo ius soli, alle quali opponiamo la certezza incrollabile che la politica si debba assumere la responsabilità di una legge sulla cittadinanza per le cosiddette seconde generazioni. Senza dimenticare la condizione dei minore straniero non accompagnato”.

A tutte le realtà laiche e religiose e i movimenti antirazzisti che hanno aderito una parola chiara: “Non è la manifestazione che parla di noi, è la nostra manifestazione, per prendere parola e spiegare la nostra piattaforma rivendicativa”. Tra le diverse richieste ci sono la libertà di circolazione e di residenza, il rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari ai profughi a cui non è stata riconosciuta la protezione internazionale, la regolarizzazione generalizzata dei migranti presenti in Italia, l’abolizione delle leggi repressive (Bossi-Fini, Minniti - Orlando e Dublino III), la cancellazione dell'art 5 della legge Lupi e della legge sulla Sicurezza urbana.

 

 

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