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Martedì, 25 Settembre 2018

Un'emozionante storia vera. Un'impresa eroica e straordinaria, estenuante e disperata verso la salvezza, che vede protagonista un migrante sudanese: è quella raccontata dallo spettacolo "Binario Vivo", nuova produzione di TOP-Teatri Off Padova, in anteprima assoluta domenica 4 marzo, alle ore 18, al Teatro Sanclemente di Padova (via Messico, ingresso 10 euro - prenotazioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ).

Autore del testo è Ernesto Milanesi, giornalista e scrittore padovano. In scena gli attori di Top Gianni Bozza e Loris Contarini, qui anche voce narrante e regista; sonorità dal vivo a cura di Roberto Raccagni. Ad aver disegnato la locandina dello spettacolo è Mauro Biani, il noto illustratore che firma le vignette satiriche de “Il Manifesto”.

"Binario Vivo" racconta un incredibile fatto di cronaca avvenuto nell'agosto 2015: l'attraversata a piedi del sudanese Abdul Rahman Haroun lungo l’Eurotunnel ferroviario della Manica per raggiungere l'Inghilterra. Nessuno ci è mai riuscito prima, nessuno è uscito vivo, camminando dentro il tunnel al buio, a fianco dei treni che sfrecciano a elevata velocità e a pochi centimetri dai cavi dell'alta tensione. Quasi cinquanta chilometri, un passo dopo l’altro…: gesta che ricordano quelle di Filippide dopo la battaglia di Maratona, e la vicenda di Enea, primo profugo della nostra storia, due eroi tenaci dell’epopea classica evocati dallo spettacolo.

"Binario Vivo" consegna allo spettatore parole, suoni, immagini e soprattutto la narrazione epica di quelle giornate d’agosto in cui il mondo, in vacanza, è cambiato senza accorgersene. Restituendo sul palcoscenico il buco nero di una vita africana al confine dell’Europa, e insieme lo "scartamento ridotto" fra migrazione e alta velocità, umanità e leggi della corona, determinazione senza alternative e presunzioni tecnologiche, “trekking” della disperazione e libera circolazione di merci o persone.

Presentato ora al pubblico in forma di primo studio, lo spettacolo intende essere un tassello a quella nuova e diversa narrazione delle migrazioni di cui c’è ancora e sempre bisogno. Perciò si intende ora costruire intorno allo spettacolo una rete di partner, per farne un progetto che attraverso il linguaggio del teatro contribuisca a promuovere un più onesto dibattito sui temi e una cultura di accoglienza e di inclusione.

 

 

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