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Martedì, 25 Settembre 2018

Aumenta il numero di studenti che aggrediscono e si prendono gioco dei loro docenti. Ma il problema non sono né la morale, né le regole. Serve un'educazione della persona. Nel 2018, anno in cui la rete ci permette di avere connessioni globali in tempo reale e informazioni, rendendo ogni cosa più accessibile, questa diventa anche un’arma a doppio taglio: cyberbullismo e adesso anche bullismo verso i docenti, diventano sempre più virali e devastanti per le vittime a causa del fenomeno internet.

Perché assicurare un’educazione di qualità può essere la chiave per evitarlo?  Lo abbiamo chiesto alla Professoressa Gilda Di Nardo, docente di Inglese presso l’IMS Giordano Bruno di Roma. “Molti ragazzi attaccano e ripetono frasi di circostanza su situazioni che non conoscono per davvero, come ad esempio il luogo comune sugli stranieri giunti in Italia per rubare il lavoro. Quando invece conoscono e dialogano con un ragazzo della stessa età proveniente da un altro paese, capiscono quella che è l’effettiva situazione, le cause, e il loro sguardo cambia: la conoscenza porta con sé il rispetto”.

L’IMS Giordano Bruno, così come altre 300 scuole italiane, ha aderito al progetto Educhange e nello specifico ha avuto l’opportunità di ospitare due ragazze, rispettivamente dalla Georgia e dall’India.  Sul valore aggiunto dell’esperienza, la professoressa Di Nardo sottolinea come ospitare in classe dei volontari internazionali, permetta agli studenti di abbracciare la diversità e di instaurare dialogo e amicizia. Conversazioni sulla Storia India-Pakistan, sul divieto di mangiare carne di vacca, sul ruolo della donna in India: tutto ciò ha portato gli studenti a guardare il diverso senza paura, bensì con curiosità e voglia di imparare da una nuova prospettiva.

EduChange è il contributo di AIESEC Italia al raggiungimento del #4 Global Goal prefissato dalle Nazioni Unite- Istruzione di qualità- e ha trovato un pieno appoggio anche da parte del MIUR che nel 2014 ha deciso di sostenere il progetto attraverso una circolare, che il ministero ha deciso di rinnovare anche quest’anno.

Il progetto, consiste nel creare un ambiente interculturale nelle scuole, grazie alla presenza di un volontario proveniente dall’estero che,  per sei settimane, grazie a una conoscenza approfondita della lingua inglese, permette non solo di allenare l’orecchio degli studenti, dai più piccoli ai più grandi, ma anche di creare un diretto confronto con culture differenti e diversi stili di vita.

Per il periodo Gennaio-Aprile 2018, oltre 300 scuole di tutta Italia hanno aderito all’iniziativa, e hanno accolto oltre 640 volontari a partire dal 15 Gennaio 2018, coinvolgendo oltre 51200 in tutta Italia.  “Questo è il contributo di AIESEC Italia, per garantire un’educazione aperta al confronto, alla diversità e alla comprensione”.

 

 

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