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Martedì, 17 Luglio 2018

Su nelpaese.it continua la pubblicazione delle prove finali degli studenti del Master Sociocom in comunicazione sociale dell'Università Roma Tor Vergata: ecco l'articolo  di  Marinella Arcidiacono

 

Oltre la disabilità, verso una visione arcobaleno che abbraccia e dà slancio ad una nuova prospettiva del “Dopo di noi”. Si inserisce in questo quadro, il sogno di una coraggiosa donna siciliana. Il suo nome è Muni Sigona, mamma di Toti, 18 anni, un figlio con bisogni speciali a cui è stata diagnosticata una sindrome da spettro autistico. Il suo obiettivo, è quello di creare una impresa nel sociale che possa dare ai ragazzi con disabilità, la possibilità di lavorare.

Ed è così che nel 2014 nasce l’idea di un progetto ad hoc, pensato per suo figlio e per quanti vivono la stessa condizione. Un primo mattone, il 26 novembre del 2016, segna a Modica l’inizio dei lavori per la costruzione de “La casa di Toti”, il primo albergo etico in Sicilia. L’intervento, che costerà 500 mila euro, verrà realizzato accanto alla villa settecentesca della famiglia di Toti (già struttura turistica) con un finanziamento avuto grazie alle donazioni di alcuni main sponsor, imprenditori e il crowdfunding.

Lo scopo è quello di conciliare impresa sociale e occupazione in modo che la persona disabile possa, da fruitore del servizio turistico, divenirne il gestore. La costruzione, sarà ultimata entro il 2019 e ospiterà 7-8 ragazzi con disabilità dai 18 ai 25 anni, i quali, lavoreranno nella struttura assistiti da quattro operatori con turni h 24. La struttura in cohousing avrà una grande cucina, un refettorio, tre camere da letto ognuna con il proprio bagno, l’infermeria ed una lavanderia attrezzata. «Il mio obiettivo – dice Muni, con tono di voce deciso e al contempo soave – è quello di far crescere i ragazzi insieme. Loro saranno i protagonisti della struttura, accoglieranno il turista “dal cuore grande”, si occuperanno del back office e front office, della pulizia delle camere e di altre attività». Il suo pensiero altruista, va a quelle famiglie che hanno difficoltà economiche.

«Il mio intento è quello di mantenere la retta più bassa possibile – aggiunge -  farò in modo di accedere alla legge sul “Dopo di noi”. E batterò i piedi. Non voglio gravare sull’economia delle famiglie».

Sono diverse le azioni di sensibilizzazione svolte in questi anni da Muni, attraverso iniziative in rete lanciate dalla onlus “La casa di Toti”, insieme a Parentage partner del progetto, per far conoscere e finanziare il progetto. Tra queste, l’acquisto delle magliette “Calle calle” (le parole che pronuncia Toti quando è felice), la campagna di raccolta fondi ”Sporcatevi le mani”, il libro  “Calle, calle la biografia di un sogno” edito da Carthago.

La storia di una donna “semplice nella sua grandezza” e “grande nella sua semplicità e umanità”, abbraccia le vite di altri giovani come Toti e delle loro famiglie. Un esempio virtuoso, in cui la forza prorompente dell’amore sovrasta le difficoltà e lo sconforto, abbatte le “barriere mentali” e trasforma il “limite” in risorsa.

Marinella Arcidiacono

 

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