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Lunedì, 25 Giugno 2018

Si incontravano per vedere insieme le partite della loro squadra del cuore e tifare Napoli, poi hanno cominciato a frequentarsi sempre più assiduamente fino a diventare grandi amici, condividendo interessi e passioni. È questo l’incipit della storia della compagnia teatrale “Regina Pacis”, nata 14 anni a Modena da un gruppo di napoletani trapiantati nella cittadina emiliana, accomunati dalla grande passione per loro città natale e per il teatro classico partenopeo, sua diretta emanazione.

La compagnia teatrale dei napoletani trapiantati a Modena

“Esisteva una compagnia parrocchiale, ma i genitori di questi giovani attori a un certo punto sono andati via, sono tornati a Napoli, si è creato un vuoto, una nostalgia per la città e per il teatro. Così ci siamo proposti noi, all’inizio eravamo in 7, oggi siamo in 20”, spiega Sergio Greco, presidente della compagnia, che ha contribuito a fondare insieme alla moglie Anna Di Stasio, diventata poi anche associazione no profit con il nome di Mosirecita (che gioca sul doppio senso, di “mò”, ovvero adesso, e Modena).

La compagnia teatrale si costituisce a fine 2003 e debutta nell’estate 2004. Ne fanno parte soprattutto napoletani che vivono a Modena da qualche anno, svolgendo i mestieri più diversi, dall’infermiere al dirigente, dall’impiegato all’operaio, e che, tra mille impegni, trovano il tempo per incontrarsi e provare. Lo fanno nelle loro case, o in parrocchia, perché non possono contare su aiuti esterni e soprattutto devono tener fede a un patto: tutto ciò che riusciranno a ricavare dalla loro attività teatrale sarà devoluto in beneficenza, per una buona causa.

“Abbiamo deciso sin da subito di dare a tutto questo uno scopo benefico, di anno in anno l’associazione decide a chi devolvere l’incasso; negli ultimi anni abbiamo donato il nostro ricavato alla Caritas di Modena per progetti cittadini e per permettere anche agli italiani, che ormai costituiscono il 40% di chi si rivolge alle loro strutture, di pagare le utenze domestiche. Ma abbiamo anche sostenuto alcuni progetti internazionali di Emergency e la campagna contro le bambine soldato in Cambogia”, sottolinea Sergio Greco, che nella vita fa il sindacalista e nel tempo libero recita con i suoi amici a teatro.

In questi anni, la compagnia ha realizzato 200 rappresentazioni portando in giro per l’Italia il teatro classico napoletano, mettendo in atto, talvolta, qualche espediente linguistico, per cercare di “incrociare” pubblici diversi. Nel frattempo, sempre più modenesi, oltre a molti meridionali, si avvicinano alla compagnia. Poi nel 2016, un avvenimento che addolora tutti: la perdita prematura di Anna Di Stasio, moglie di Sergio Greco e fondatrice della compagnia, che da quel momento porterà il suo nome per omaggiarne la memoria.

“Anna aveva un sogno: recitare e cantare nella sua città, la sua Napoli nella quale ha vissuto per circa 33 anni. La città nella quale aveva lasciato amici e parenti che l’amavano. Perché era difficile non amare Anna. A cantare c’era riuscita, qualche anno fa. Le rimaneva il sogno di recitare. I suoi sogni, come la sua vita, si sono spezzati per un destino crudele che ce l’ha portata via. Ed allora abbiamo deciso di portare a Napoli almeno il suo nome, con questa compagnia teatrale che Anna aveva fondato e della quale era un attrice bravissima e colonna portante”, spiegano i soci della compagnia che oggi porta il suo nome.

Infatti, nel suo 14esimo anno di vita, quella che fu la compagnia Regina Pacis passerà alla storia per aver recitato nella sua città di origine e soprattutto averlo fatto, finalmente, in napoletano.

Ecco l’appuntamento: sabato 26 maggio alle ore 20.30, il teatro La Perla, in via Nuova Agnano 35, ospiterà lo spettacolo “Uomo e galantuomo”, una commedia molto divertente che Eduardo scrisse giovanissimo, nel 1922, ambientata a Bagnoli, lì dove andrà in scena, con la regia di Carlo Cammuso (ingresso a 12 euro). La serata vedrà la partecipazione straordinaria di Mario Cavallini, Simona Greco, Roberto ed Eugenio Palumbo, Ivano Pagliuso dell’Orchestra Ensemble Mandolinistico Estense, che ha riportato in auge a Modena l’antica tradizione mandolinistica.

(da napolicittasolidale.it - Maria Nocerino)

 

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