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Sabato, 22 Settembre 2018

Si conclude con la quinta puntata teatrale, intitolata "Lunga notte d'amore", l'Odissea in Valsamoggia del Teatro delle Ariette che avrà luogo mercoledì 1 agosto alle ore 20 nella Piazza di Bazzano (ingresso libero), progetto e direzione artistica Paola Berselli e Stefano Pasquini. Protagonisti 40 cittadini di differente età e provenienza culturale coinvolti in tutte le fasi dell'allestimento, in una contaminazione continua tra cultura classica e cultura popolare, tra il lavoro dei professionisti e quello dei dilettanti/cittadini.

Quarta edizione di "Territori da cucire", il progetto che il Teatro delle Ariette cura dal 2015 realizzato con il contributo di Comune di Valsamoggia, Regione Emilia-Romagna, Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, in collaborazione con ASC InSieme - Commissione Mosaico, Fondazione Rocca dei Bentivoglio, CartaBianca Libreria Indipendente, sperimenta un teatro di comunità nei luoghi di vita e aggregazione sociale, nella realtà periferiche, per creare un tessuto di relazione, rafforzare il sentimento di appartenenza alla comunità e porre domande agli individui e alla società.

Tratto dall'Odissea di Omero, nella traduzione di Emilio Villa, lo spettacolo si realizza grazie alla collaborazione di diverse associazioni di volontariatopresenti sul territorio (Cooperativa Sociale Arca di Noè, Open Group Cooperativa Sociale, Donne Multietniche Valsamoggia, Nema Problema Onlus, Associazione Culturale Islamica Valsamoggia, Comunità Bahá'í), con una particolare attenzione a quelle cosiddette di "stranieri", nello spirito dell'Odissea stessa, e con la partecipazione del Collettivo La Notte e del Laboratorio Permanente di Pratica Teatrale, per promuovere l'incontro tra culture, costumi, lingue e tradizioni diverse, per disegnare una nuova mappa dell'identità culturale della comunità attraverso la condivisione di un processo di creazione artistica.

Mai come oggi l'Odissea parla di noi e del nostro presente, e di come ogni incontro con l'altro, ogni differenza e scoperta servano a costruire ed arricchire la nostra identità individuale e collettiva e rafforzare il sentimento di appartenenza alla comunità. Partendo dal fatto che l'Odissea è una storia autobiografica che Ulisse racconta attorno a una tavola, così anche la scenografia fa pensare a un convivio e a una barca nello stesso tempo. ‹‹L'Odissea in fondo è una favola raccontata a tavola: la favola delle origini e dei destini di una comunità e degli dei e degli uomini che la compongono››. Focaccia, frutta e verdure saranno condivise con il pubblico al termine dello spettacolo.

Le parole di Omero sono tagliate, triturate e infilate nelle nostre bocche moderne non per mettere in scena l'Odissea, ma noi stessi, la nostra comunità catturata nell'atto di interrogare quelle parole antiche, quelle vecchie storie di un mondo che non c'è più e vive sprofondato dentro di noi nel mistero della sua disarmante attualità.

Tutto il progetto è seguito e raccontato nel blog Verso Itaca sul sito www.teatrodelleariette.it

 

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