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Mercoledì, 18 Luglio 2018

La paura corre sui social all’alba. Dai profili facebook e twitter i residenti di Marche e Umbria manifestano l’inquietudine dell’incubo che torna: il terremoto, la scossa di magnitudo 4.7 alle 5.11. Solo alcuni giorni fa l’Ingv aveva spiegato la sequenza dell’ultimo mese di piccole scosse nell’Italia centrale come conseguenze di quella iniziata ad agosto 2016.  

“Tale sequenza – scrive Ingv - si è gradualmente sviluppata interessando un'ampia fascia dell'Appennino centrale, un'area di circa 1200 km2, estesa per circa 80 km in direzione NNW-SSE e larga circa 15-20 km, dalla provincia di Macerata, nelle Marche, alla provincia dell'Aquila, in Abruzzo. La zona interessata dai terremoti di questi ultimi giorni si era attivata a fine ottobre 2016, tra il 26 e il 30 ottobre, quando sono avvenuti alcuni dei più forti eventi sismici della sequenza: quelli del 26 ottobre di magnitudo Mw 5.4 e magnitudo Mw 5.9 e quello di magnitudo Mw 6.5 del 30 ottobre 2016”.

Se si considera l'evoluzione temporale della sequenza sismica complessiva e l'energia rilasciata da tutti gli eventi sismici, si nota che negli ultimi mesi del 2017 sono stati localizzati una media di 30-40 eventi al giorno. I primi di marzo 2018 la sismicità è aumentata superando in un caso i 100 eventi al giorno e anche in questi primi giorni di aprile ha superato i 140 eventi al giorno. Questo aumento di sismicità è prevalentemente concentrato proprio nel settore più settentrionale del sistema di faglie attivato nel 2016, vicino ai comuni di Muccia, Pieve Torina, Pievebovigliana (MC). L'evento odierno rappresenta, quindi, un incremento di energia rilasciata rispetto agli ultimi due mesi di sequenza.

“Secondo i dati accelerometrici -aggiungono i ricercatori Ingv - l'evento presenta accelerazioni di picco che corrispondono ad un'intensità strumentale su terreno roccioso pari al VI grado della scala MCS (http://shakemap.rm.ingv.it)”.

L'evento è stato risentito in un'ampia zona, in particolare nella zona a nord-est dell'epicentro, nelle province di Macerata, Ancona, Pesaro, in Umbria, nel Lazio e, in modo lieve, a Roma. A Pieve Torina è in corso un vertice tra i sindaci del territorio del Maceratese a ridosso alla fascia appenninica, il capo della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli, la commissaria straordinaria alla ricostruzione Paola De Micheli e la Regione Marche, rappresentata dal presidente Luca Ceriscioli, vice commissario alla ricostruzione, e dall'assessore alla Protezione civile Angelo Sciapichetti. Non si registrano danni e feriti, per le zone rosse dei centri storici ormai vuoti è scattato il divieto di ingresso ai non addetti ai lavori e le scuole sono state chiuse.

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