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Lunedì, 15 Ottobre 2018

“Siamo una delle colonne portanti di questo Paese, contiamo quasi 340 mila realtà di volontariato, associazionismo, impresa sociale che, quotidianamente, impegnano oltre 5 milioni di cittadini e danno lavoro a quasi 800 mila persone. Un variegato mondo che ogni giorno fornisce risposte concrete alle diverse questioni sociali dell’Italia. Siamo un pezzo imprescindibile del welfare di comunità. Per questo meritiamo attenzione, ma anche azioni concrete”.

Così la Portavoce del Forum del Terzo Settore, Claudia Fiaschi ha accolto il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Luigi Di Maio, all’Assemblea nazionale svoltasi a Roma in programma fino a domani. “Una presenza voluta e assai gradita – spiega Fiaschi – perché testimonia l’importanza che il Terzo Settore si è costruita in questi anni”. “Che il ministro sia qui, oggi, ci conforta, è un bel segnale” aggiunge Fiaschi.  Al  Ministro Di Maio del resto il Forum del Terzo Settore ha anche sottolineato l’importanza di un piano strutturale di contrasto alla povertà  e l’apertura di un tavolo di confronto nell’ambito di Governo, per un approccio integrato al fenomeno delle migrazioni. 

“Vogliamo lavorare assieme affinché tutto l’apparato normativo sul Terzo Settore sia finalmente portato a compimento. Il terzo settore– continua la Portavoce del Forum del Terzo Settore – non è  un problema da risolvere ma un’opportunità da cogliere per migliorare e aumentare il godimento dei diritti di cittadinanza delle persone e della comunità ed anche per generare  uno sviluppo inclusivo e sostenibile”.

Il riferimento di Fiaschi è alla Riforma del Terzo Settore che dopo anni di confronto e discussione è diventata Legge dello Stato ma che ha ancora bisogno di misure concrete di attuazione. “Per rendere la riforma pienamente operativa – puntualizza Fiaschi – devono essere ancora emanati oltre 20 atti normativi per l’attuazione del Codice del Terzo settore, e una decina per l’impresa sociale, tutti quelli previsti per il Servizio Civile Universale e per il 5 per mille. E’ ovvio che non ci aspettiamo miracoli, ma riteniamo possibile che già  nella prossima Legge di Bilancio siano almeno corrette le misure che ci penalizzano”.

Le richieste al Governo infatti riguardano la possibilità per il mondo del volontariato di portare avanti attività di autofinanziamento, la correzione del dispositivo fiscale e l’inquadramento delle ex-Ipab. Il mondo del Terzo settore chiede inoltre la rapida istituzione del Registro Unico del Terzo per dotare tutti gli enti vecchi e nuovi di una “carta di identità” così da garantire trasparenza gestionale e rendicontazione sociale. Serve infine completare il quadro regolativo dell’impresa sociale, in particolare per le parti che riguardano la vigilanza e i percorsi di armonizzazione normativa in settori quali sport sociale, agricoltura sociale, impresa culturale, cooperazione allo sviluppo.

“Come abbiamo riconfermato personalmente anche al ministro Di Maio  siamo pronti e disponibili al confronto e alla collaborazione e fiduciosi che questa opportunità non verrà fatta cadere” conclude Fiaschi.

L'intervento del ministro

Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali ha poi fatto riferimento alla riforma del Terzo settore, cui era dedicata un'ampia parte della relazione della portavoce Fiaschi. “Mancava una disciplina organica di questo settore e di qui è nata l'esigenza della riforma, che spero si possa attuare ora insieme”. Di Maio ha poi ripreso, valorizzandola, l'espressione utilizzata dalla portavoce Fiaschi, che definiva il Terzo settore “la più grande opera di mobilitazione sociale”. “Per me è esattamente questo - ha affermato il ministro - e la riforma va in questa direzione: non possiamo che continuare ad attuarla con l'aiuto dei diretti interessati, insieme ai quali è stata concepita ed elaborata”. 

Di Maio ha poi fatto riferimento al Codice del Terzo settore, evidenziando la necessità di “questa porta di accesso ai benefici fiscali. La maggior parte delle imprese sociali opera in piena regola – ha sottolineato – ma dobbiamo assolutamente monitorare per stanare le false cooperative, che impoveriscono il mercato, usando il sociale come cavallo di Troia per accedere ai finanziamenti. Credo quindi che sia importante vigilare e denunciare i disonesti”. Per quanto riguarda il Servizio civile, “è importante che sia stato reso effettivo e potenziato, garantendo anche la pubblicità dei bandi”. 

Sul sistema di welfare in generale, “siamo consapevoli di quanto bisogno ne abbiamo, tanto più in questo momento: un Paese che dimentica gli anziani, i giovani e chiunque abbia bisogno di sostegno è un Paese destinato al collasso. – ha affermato – Vogliamo garantire un sistema Paese orientato al sociale e fornire tutti gli strumenti perché questo accada. Non sacrificheremo mai i diritti e le tutele sull'altare di una crescita che per noi crescita non sarebbe, in assenza di questi diritti”. Di Maio ha quindi assicurato “la disponibilità del governo a lavorare con gli operatori per rendere più solido questo settore imprescindibile”. 

Il ministro è poi entrato nel merito di alcune delle questioni tecniche poste dalla portavoce Fiaschi, offrendo da subito alcune garanzie. “Possiamo certamente assicurare un maggiore impegno per aumentare il numero di professionisti all'interno delle associazioni, ferma restando la prevalenza dei volontari”. Allo stesso modo, “lavoreremo per istituire Consigli regionali del Terzo settore, così come richiesto”. Per quanto riguarda le agevolazioni fiscali, “lavoreremo alla revisione dell'imposta di registro per i contratti di appalto tra enti privati e pubblici e allargheremo la platea di beneficiari delle erogazioni liberali”. 

Di Maio ha quindi concluso riconoscendo il valore del Terzo settore e la sua funzione cruciale: “Per il mio ministero – ha detto - passano la carne viva e la sofferenza delle persone. L'obiettivo della legge di bilancio e della nota di aggiornamento del Def è porre al centro proprio questa sofferenza, per anni demandata solo alla vostra opera. Io auspico che, contestualmente al rafforzamento e al riconoscimento del vostro fondamentale lavoro, si affermi una maggiore presenza dello Stato nel far fronte alle emergenze sociali. E confermo tutta la mia disponibilità in questo senso”.

(Fonte: Redattore Sociale)

 

 

 

 

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