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Giovedì, 19 Ottobre 2017

DISABILITÀ, L'EUROPA INDIETRO SU DISCRIMINAZIONI. LE RACCOMANDAZIONI ONU

Scritto da  Giuseppe Manzo Set 09, 2015

Secondo l'Onu, nell'Unione europea mancano provvedimenti che proibiscano la discriminazione delle persone con disabilità. In Italia, la petizione per chiedere al governo sostegno ai caragiver (persone che si occupano tutto il giorno di un familiare non autosufficiente) ha raggiunto le 39mila firme.

Per il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, "l'Unione europea deve rivedere la sua legislazione per armonizzarla con la Convenzione Onu e attuarla, prevedendo un budget , tempistiche e un sistema di monitoraggio".

È quanto emerge dalle raccomandazioni del comitato istituito dal Trattato delle Nazioni Unite per i diritti delle persone con disabilità, che dovranno essere attuate dalle istituzioni comunitarie nei prossimi rapporti (il secondo e il terzo) da presentare entro il 23 gennaio 2019.

Il comitato Onu ha auspicato in particolare che sia realizzato quanto prima il monitoraggio di medio termine della Strategia europea per la disabilità 2010-2020 previsto per il 2015, e che linee guida specifiche siano stabilite in consultazione con persone con disabilità e loro associazioni.

È stata rilevata, infatti, "la mancanza di provvedimenti che proibiscano la discriminazione delle persone con disabilità nelle direttive dell'Unione europea concernenti tale ambito". Attenzione è stata rivolta anche alla questione di genere: secondo il comitato, non solo le donne e ragazze con disabilità devono essere incluse nella futura strategia Gender Equality, ma anche i programmi e le politiche sulla disabilità devono essere adattati a una prospettiva di genere, monitorandone i risultati con apposite raccolte di dati.

Una forte critica è stata poi indirizzata all'utilizzo dei fondi europei, da parte di alcuni Stati, per finanziare strutture residenziali piuttosto che comunità: "l'Ue sospenda, ritiri e recuperi i finanziamenti che violano l'obbligo di rispettare i diritti umani".

Intanto, il prossimo 17 settembre si terrà al Parlamento europeo un'audizione dei rappresentanti del Comitato italiano per i diritti delle persone con disabilità, che illustreranno e ribadiranno i contenuti della petizione presentata circa un anno fa, a cui la commissione petizioni aveva riconosciuto, nel giugno scorso, la procedura di urgenza.

La petizione, che ha raccolto oltre 39mila firme, intende portare all'attenzione europea il mancato sostegno e le gravi violazioni che l'Italia commette nei confronti dei caregiver familiari, ovvero quelle persone che si curano in ambito domestico, ventiquattro ore su ventiquattro, di un proprio familiare non autosufficiente.

Queste persone, si legge nella petizione, "vivono in situazioni simili alla schiavitù per una scelta d'amore, senza alcun accesso ai diritti umani fondamentali come quello al riposo, alla salute, alla vita sociale, alla realizzazione personale", ma in Italia prosegue nei loro confronti un "criminale vuoto legislativo".

Apprezzamenti per il governo italiano circa l'operato in tema di disabilità arrivano invece dalla Fish (Federazione italiana per il superamento dell'handicap), Cisl e Uici (Unione italiana ciechi e ipovedenti) riguardo ai decreti attuativi del Jobs act, approvati nei giorni scorsi in Consiglio dei ministri, in merito al collocamento mirato delle persone con disabilità.

In una nota congiunta, il segretario confederale Cisl Maurizio Bernava, il presidente Fish Vincenzo Falabella e il presidente Uici Mario Barbuto hanno parlato da un lato di un "traguardo importante in funzione dell'aggiornamento di norme ormai datate e di adeguamento dei servizi di mediazione e di supporto all'inclusione lavorativa", e dall'altro di un "punto di partenza che prevede la determinante ulteriore regolamentazione e riorganizzazione dei servizi per l'impiego, un cambio di passo per tutti gli attori coinvolti".

L'impianto complessivo del testo, hanno detto le tre realtà, "è mirato a evitare le elusioni, a favorire l'ingresso e la permanenza al lavoro, a potenziare il ruolo di mediazione dei servizi, a garantire una più forte attenzione alle disabilità con maggiori compromissioni funzionali, in particolare di natura intellettiva e psichica, a prevedere un rafforzamento degli incentivi alle aziende".
L'impostazione del provvedimento ha invece generato critiche negative di Cgil e Uil.

 

G.C.

(Fonte: Redattore Sociale)

@nelpaeseit

L'ultima modifica Giovedì, 06 Luglio 2017 15:13
Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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