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Lunedì, 23 Ottobre 2017

"CHI SFRUTTA È UNA SANGUISUGA". L'AFFONDO DEL PAPA

Scritto da  Giuseppe Manzo Mag 19, 2016

"Chi accumula ricchezze con sfruttamento, lavoro in nero, contratti ingiusti, è una sanguisuga che rende schiava la gente". Così nell'omelia il Pontefice in un affondo su lavoro e diritti. Poi a sei nuovi ambasciatori di presso la Santa Sede: "il mondo conosca tragedia migrazione forzata".

Non usa mezze misure Papa Francesco. Oggi un doppio affondo: su lavoro e diritti dei migranti. "È più importante un bicchier d'acqua nel nome di Gesù che tutte le ricchezze accumulate con lo sfruttamento della gente". Così Bergoglio nell'Omelia di oggi a Santa Marta come riporta via twitter l'Osservatore romano. "Lo sfruttamento del lavoro, nuova schiavitù, e' un peccato mortale. Il sangue di chi e' sfruttato nel lavoro e' un grido di giustizia al Signore". E ancora: "Chi accumula ricchezze con sfruttamento, lavoro in nero, contratti ingiusti, e' una sanguisuga che rende schiava la gente. Le ricchezze in se stesse sono buone, ma sono relative. Vanno messe al giusto posto. Non si può vivere per le ricchezze".

Migrazione forzata

"Per quanti sono afflitti dalla tragedia della violenza e della migrazione forzata, dobbiamo essere risoluti nel far conoscere al mondo la loro condizione critica, così che, attraverso la nostra, possa essere udita la loro voce, troppo debole e incapace di far sentire il suo grido. La via della diplomazia ci aiuta ad amplificare e trasmettere questo grido attraverso la ricerca di soluzioni alle molteplici cause che stanno alla base degli attuali conflitti. Ciò si attua specialmente negli sforzi di privare delle armi quanti usano violenza, come pure di mettere fine alla piaga del traffico umano e del commercio di droga che spesso accompagna questo male". Così Papa Francesco ricevendo i nuovi ambasciatori di Seychelles, Thailandia, Estonia, Malawi, Zambia e Namibia presso la Santa Sede.

"Mentre le nostre iniziative in nome della pace dovrebbero aiutare le popolazioni a rimanere in patria, il momento presente ci chiama ad assistere i migranti e quanti si prendono cura di loro. Non dobbiamo permettere che malintesi e paure indeboliscano la nostra determinazione". Per il Papa occorre promuovere "un'integrazione che rispetti l'identità dei migranti e preservi la cultura della comunità che li accoglie, e arricchisca al tempo stesso entrambi. Questo è essenziale. Se incomprensione e paura prevalgono, qualcosa di noi stessi è danneggiato, le nostre culture, la storia e le tradizioni vengono indebolite, e la pace stessa è compromessa".

Redazione (Fonte: Redattore Sociale/Dire)

@nelpaeseit

L'ultima modifica Giovedì, 06 Luglio 2017 16:40
Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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