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Venerdì, 24 Novembre 2017

REATO TORTURA: "IGNORATO IL NOSTRO APPELLO A RIVEDERE TESTO"

Scritto da  Giuseppe Manzo Lug 03, 2017

Contro il testo sulla tortura che approderà alla Camera i firmatari di quell’appello tra cui ci sono il Comitato verità e giustizia per Genova, Ilaria Cucchi, l’avvocato Fabio Anselmo, Enrico Zucca, sostituto procuratore generale a Genova, già pm nel processo “Diaz”, Roberto Settembre, già giudice nel processo d’appello per i fatti di Bolzaneto, Vittorio Agnoletto e il presidente di Magistratura Democratica Riccardo Di Vito.

Nei prossimi giorni la Camera dei deputati discuterà e probabilmente approverà una nuova legge sulla tortura. Il 14 giugno scorso, al termine di un importante convegno a Roma dal titolo «Legittimare la tortura?», era stato firmato e diffuso un appello ai parlamentari, per invitarli a non votare il testo uscito dal Senato (e sconfessato dal primo firmatario della versione iniziale, Luigi Manconi), perché “confuso, inapplicabile e controproducente. Invitavamo i deputati a tornare alla definizione del crimine scritta nella Convenzione Onu contro la tortura, cioè la versione più seria, equilibrata e condivisa al momento disponibile”. Ad affermarlo sono i firmatari di quell’appello tra cui ci sono il Comitato verità e giustizia per Genova, Ilaria Cucchi, l’avvocato Fabio Anselmo, Enrico Zucca, sostituto procuratore generale a Genova, già pm nel processo “Diaz”, Roberto Settembre, già giudice nel processo d’appello per i fatti di Bolzaneto, Vittorio Agnoletto e il presidente di Magistratura Democratica Riccardo Di Vito.

“Il nostro appello non è stato preso in considerazione – scrivono - e sono stati anche ignorati, ed è ben più grave, il preciso e pressante invito - reso noto il 21 giugno - del Commissario europeo per i diritti umani, Nils Muižnieks, a cambiare il testo di legge, nonché le prescrizioni della Corte europea dei diritti umani contenute nella sentenza Cestaro contro Italia (sul caso Diaz) dell'aprile 2015 e ribadite con la nuova condanna inflitta all'Italia dalla Corte il 22 giugno scorso. È stato ignorato anche l'appello di undici giudici e magistrati del tribunale di Genova coinvolti negli scorsi anni nei processi per le torture nella Scuola Diaz e nella Caserma di polizia di Bolzaneto: il testo in esame - hanno scritto il 26 giugno alla presidente della Camera - non sarebbe applicabile alla maggior parte dei casi che abbiamo esaminato e che la Corte europea qualifica come tortura”.

Per i firmatari “si profila un esito legislativo disastroso e siamo perciò rammaricati che in queste settimane gli autorevoli appelli appena citati siano caduti del vuoto; se fossero stati sostenuti da una decisa azione della cittadinanza attiva e da un'adeguata attenzione dei mezzi di comunicazione, forse il Parlamento li avrebbe presi in considerazione, riportando così il nostro Paese lungo la via maestra della tutela effettiva dei diritti fondamentali”.
Non mancano le polemiche e le critiche verso alcune organizzazioni come Amnesty International per l’atteggiamento di “rassegnazione”: “si è purtroppo creato nel Paese un clima di desistenza e rassegnazione al peggio che non può portare niente di buono. I deputati stanno per approvare una norma-feticcio, che porta il titolo «legge sulla tortura» ma non ne ha la sostanza: davvero basta la parola, come sostiene ad esempio la sezione italiana di Amnesty International?”

“Noi non crediamo che sia così – aggiungono - e anzi spiace e amareggia che un'organizzazione come Amnesty International si attesti su posizioni tanto arrendevoli e così in contrasto con le importanti e coraggiose prese di posizione italiane e internazionali degli ultimi giorni. Noi, come il commissario Muižnieks, come la Corte di Strasburgo, come i giudici genovesi e molti altri, pensiamo che la prevenzione e la punizione degli abusi di potere siano questioni troppo importanti per essere ridotte a giochi di parole e a compromessi al ribasso che svuotano di senso provvedimenti normativi attesi da trent'anni”.

Redazione

@nelpaeseit

L'ultima modifica Venerdì, 07 Luglio 2017 16:42
Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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