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Lunedì, 11 Dicembre 2017

NIDI, COSTI ELEVATI E POCHI POSTI NEI DATI DI CITTADINANZATTIVA

Scritto da  Giuseppe Manzo Set 07, 2015

Con 440 euro di retta mensile, la Valle d'Aosta è la Regione italiana dove l'iscrizione di un bimbo all'asilo nido comunale è più costosa. La Calabria, con 164, è la meno cara, ma ha conosciuto un incremento sulle rette del 18%.
In media, gli italiani spendono ogni mese oltre trecento euro per usufruire del servizio pubblico degli asili nido: un costo che incide del 12% della spesa delle famiglia, anche se i prezzi variano notevolmente da provincia a provincia.

In base all'ultima indagine condotta dall'Osservatorio nazionale prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, nell'ultimo anno solo quattordici province hanno aumentato le rette: l'incremento record a Cosenza (+117,3%), quello minimo a Trieste (+0,5%). Lecco è la provincia più cara con i suoi 515 euro mensili, mentre Catanzaro la meno cara (100 euro).

"Chiediamo di rilanciare nel dibattito pubblico italiano l'adeguamento alle esigenze, anche economiche, delle famiglie italiane del servizio educativo per la prima infanzia", ha dichiarato Tina Napoli, responsabile delle politiche per i consumatori di Cittadinanzattiva, "alla luce anche di quanto raccomandato dalla Commissione Europea nel 2013 con il documento Investire nell'infanzia per spezzare il circolo vizioso dello svantaggio sociale, con cui raccomandava agli Stati membri di adottare politiche dedite anche a promuovere l'accesso a servizi di qualità a un costo sostenibile.

"È necessario", ha continuato Napoli, "prevedere una maggiore flessibilità per i servizi, una revisione degli orari, un'offerta integrata con le molteplici ma disomogenee esperienze di welfare aziendale e di soluzioni alternative. Ripensare il modello di servizio è urgente per permettere di frequentare l'asilo ad un maggior numero di bambini e a costi sostenibili."

Fra liste di attesa e mancata copertura del servizio, infatti, sono ancora tanti i bambini che non frequentano l'asilo nido. Secondo gli ultimi dati Istat, usufruisce del servizio di asilo nido comunale poco meno del 12% dei bimbi fra 0 e 2 anni; il dato, però, varia però dal 24,8% dell'Emilia Romagna al 2% della Campania. Inoltre, uno su cinque resta in attesa di un posto nel nido comunale, con punte del 67% in Basilicata e del 51% in Valle D'Aosta.

Disparità notevoli ci sono anche sulle ore di frequenza: l'87% dei capoluoghi garantisce il servizio a tempo pieno, mentre città come Potenza, Matera, Bari, Brindisi, Lecce, Cagliari, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa, Siracusa, Crotone garantiscono solo l'orario ridotto di sei ore.

Per quanto riguarda i prezzi delle rette, si registra che le città più costose sono tutte situate al Nord: Lecco, Sondrio, Belluno, Cuneo, Alessandria, Imperia, Cremona, Trento, Aosta e Mantova.
La Regione che spicca per il più elevato numero di nidi pubblici è l'Emilia Romagna (619 strutture e 28.388 posti disponibili) seguita dalla Lombardia che conta anche il maggior numero di asili e posti privati. Complessivamente, in Italia il 42% dei nidi sono pubblici e il 58% privati.

 

Redazione 

@nelpaeseit

L'ultima modifica Lunedì, 04 Settembre 2017 14:53
Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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