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Martedì, 12 Dicembre 2017

PARALIMPIADI, VIAGGIO NELLE STORIE DI VITE STRAORDINARIE

Scritto da  Giuseppe Manzo Ago 26, 2016

A pochi giorni dall’inizio dei Giochi Paralimpici (dal 7 al 18 settembre), l’evento “Storie di vite straordinari” propone un viaggio nella storia della riabilitazione e dello sport per disabili attraverso un documentario, un archivio web e un’esposizione fotografica di dodici pannelli.

Giovedì 1 settembre il Comitato Italiano Paralimpico (Cip), insieme a Inail e Fondazione Italiana Paralimpica, presenterà, dalle ore 11 alle ore 13, nella sede centrale dell’Inail di Piazzale Pastore a Roma, il film documentario “E poi vincemmo l’oro” e il progetto “Memoria paralimpica – Nascita e sviluppo dello sport per disabili in Italia”, che prende le mosse dall’esperienza pioneristica di sport-terapia portata avanti negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso dal dottor Antonio Maglio all’interno del Centro Paraplegici Inail di Ostia, per arrivare fino ad alcuni dei più popolari campioni dei nostri giorni.

Il progetto comprende dodici interviste ai pionieri dello sport paralimpico o ai loro familiari e tredici interviste ai campioni moderni e contemporanei; novecento foto inedite provenienti dagli album personali dei singoli testimoni ma anche da altre fonti tra cui il Centro Paraplegici di Ostia e l’Associazione Amo; trenta gallery multimediali contenenti le foto e i video raccolti; quattro video d’epoca; cinque canzoni cantate dal complesso del Centro Paraplegici di Ostia e una mostra fotografica di dodici pannelli autoportanti con la sintesi dell’intero percorso.

Il docu-film “E poi vincemmo l’oro” rappresenta il distillato in versione cinematografica di tutto questo materiale. Durante l’incontro verrà proiettato in anteprima assoluta, prima della trasmissione già programmata da Rai Due per domenica 4 settembre. (Qui il trailer https://www.youtube.com/watch?v=Wl4gPqK9-34)

Ancora oggi sul territorio della città di Ostia, alle porte di Roma, vive un piccolo nucleo dei primi atleti paralimpici italiani, oggi 70-80enni. Approdati giovanissimi al Centro Paraplegici dell’Inail hanno rimesso in moto le proprie vite attraverso lo sport, divenendo i pionieri di quella grande avventura che, nei decenni successivi, sarebbe sbocciata nel movimento paralimpico.

Erano operai, agricoltori, pastori provenienti da varie regioni d’Italia, che Maglio riuscì a coinvolgere in un progetto di riabilitazione e reinserimento sociale rivoluzionario. Ed erano tutte vittime di infortuni sul lavoro gravi e fortemente invalidanti, che sembravano aver tolto spazio a qualsiasi speranza. Negli anni seguenti l’eredità di Antonio Maglio è stata raccolta e sviluppata dal Comitato Italiano Paralimpico, che ha il compito di gestire e promuovere le attività sportive tra le persone disabili. Grazie all’impegno del Cip, oggi come ieri, tanti campioni paralimpici si sono fatti conoscere in Italia e nel mondo, conquistando l’opinione pubblica anche per le straordinarie qualità umane, oltre che per l’eccellenza delle prestazioni atletiche.

l progetto “Memoria Paralimpica” è realizzato su incarico del Cip da Redattore Sociale, Kapusons, Zoo Factory Film Production.

 

 

Redazione

@nelpaeseit

L'ultima modifica Lunedì, 04 Settembre 2017 14:48
Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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