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Sabato, 25 Novembre 2017

I DIRITTI UMANI AL CINEMA: IL FESTIVAL CON ERRI DE LUCA E ILARIA CUCCHI In primo piano

Scritto da  Redattore Campania Nov 06, 2017

Una kermesse senza il tappeto rosso ma con tante star quanti sono i registi, documentaristi, ospiti internazionali, attesi per questa nona edizione del “Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli”, in programma a Napoli dal 6 all’11 novembre. Presentato a Palazzo San Giacomo, il  programma è fittissimo, con spettacoli, dibattiti, incontri con personaggi del calibro di Erri De Luca e Ilaria Cucchi, mostre fotografiche (tutti ad ingresso gratuito).

“Il cinema dalle gambe lunghe che arriva dove gli altri non arrivano - ha spiegato il coordinatore Maurizio Del Bufalo – per dare voce a chi non ce l’ha e per abbattere i muri, tra persone, tra popoli, tra religioni, tra un dentro e un fuori, attraverso il linguaggio universale delle immagini”. Non a caso questa edizione si intitola “Mari, muri e filo spinato”, a sottolineare le barriere che spesso ci sono - dall’immigrazione al carcere passando per la salute mentale - barriere da superare senza mai perdere la speranza; ma tra i temi sotto i riflettori ci sono anche la riconciliazione post bellica nei Balcani e in Irlanda, le sparizioni forzate, la tortura e le stragi silenti da inquinamento bellico. Un “palcoscenico” itinerante fatto di parole ed azioni sul quale si susseguiranno voci e testimonianze con lo scopo di (ri)accendere l’attenzione su tematiche spesso dimenticate o ‘omesse’ dai media mainstream.

“Anzitutto parliamo di cinema – ha sottolineato l’assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, Nino Daniele – E questi prodotti cinematografici e culturali sono opere che spesso raggiungono livelli estetici molto alti. Poi Napoli non poteva trovare festival più congeniale, visto che siamo nella città che prova a caratterizzarsi come città dell’accoglienza, dell’incontro e della solidarietà, una città del Sud del mondo”. L’edizione 2017 del concorso, nato come costola del festival di Buenos Aires, gode, infatti, del patrocinio del Consiglio D’Europa e di Amnesty International ed é realizzato in collaborazione con il Comune di Napoli

L’evento si svolgerà principalmente in tre location simbolo della città: Piazza Forcella, lo spazio comunale dedicato ad Annalisa Durante (via della Vicaria Vecchia 23), centro nevralgico della manifestazione che ospiterà la visione serale dei film in concorso, la bottega della cooperativa E’ Pappeci al centro storico (via Mezzocannone 103) e la libreria IOCISTO al Vomero (via Cimarosa 20). Ma alcuni incontri saranno anche ospitati all’Università Suor Orsola Benincasa, all’Ex OPG Je so pazzo (via Imbriani) e a Officine Gomitoli, ex Lanificio, dove ha sede la cooperativa sociale Dedalus, nonché in alcune scuole del territorio. Apertura speciale al carcere di Poggioreale lunedì 6 novembre (dalle 9) con la proiezione del film di Antonio Manco “Ni un pibe menos”, iniziativa realizzata in collaborazione con il gruppo di imprese sociali Gesco, che ha co-promosso anche le edizioni precedenti.

Ospiti d’onore di questa edizione saranno lo scrittore Erri de Luca (lunedì 6 novembre ore 21.30 a Piazza Forcella), Ilaria Cucchi, sorella di Stefano che sarà presente con la sua associazione (martedì 7 novembre ore 10 all’ex OPG) e il sindaco di Riace Domenico Lucano, che ha creato un laboratorio di accoglienza di eccellenza nel suo piccolo comune della Locride, ora a rischio chiusura (sabato 11 ore 10 al Maschio Angioino). Nelle giornate dal 6 al 10 novembre (tutte le sere dalle 17 alle 23) sarà possibile assistere, gratuitamente nello spazio comunale Piazza Forcella, ai film selezionati per il concorso cinematografico e candidati ai premi. 

“Nel nostro Festival – hanno detto i promotori - c’è spazio per voci di  donne e uomini che sognano nuove vite, ma anche per chi è rinchiuso in un braccio del penitenziario; insieme a noi prenderanno forma i fantasmi degli ospedali psichiatrici. Tenteremo di capire cosa si nasconde dietro la strage dei militari italiani colpiti dalle radiazioni dell’uranio impoverito e scopriremo che la tortura, che abbiamo raccontato in tanti film sudamericani, vive anche dietro le porte chiuse di casa nostra, delle nostre caserme”. Più di 200 i film che hanno partecipato al concorso, provenienti da 47 paesi diversi, che hanno raccontato diritti, eguaglianza, giustizia, denuncia sociale.

 (da napolicittasolidale.it)

L'ultima modifica Lunedì, 06 Novembre 2017 15:47
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