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Sabato, 25 Novembre 2017

"SOLO COL RIGORE E' BANCAROTTA SOCIALE": SI ACCENDE IL DIBATTITO SU CRISI E WELFARE

Scritto da  Giuseppe Manzo Mag 03, 2013

Dopo le critiche alla priorità per abolizione Imu, si accende il dibattito sulle politiche economiche. In un convegno a Roma, l'affondo del Cnel:  “Bancarotta sociale se si antepone il rigore a tutto”. De Rita (Censis): "Oggi welfare è monco". Intanto il governo Letta nomina viceministri e sottosegretari: dal Forum delle associazioni familiari alle ong richieste e malumori. 

Si accende il dibattito sulle scelte di politica economica del Governo Letta. Dopo le critiche di esperti e parlamentari di maggioranza e opposizione sulla priorità Imu, ecco che ritorna al centro il nodo welfare. Proprio ieri sono stati nominati i viceministri del Lavoro e delle Politiche sociali Cecilia Guerra e Jole Santelli. E oggi dal Cnel arriva l'allarme: "“Bancarotta sociale se si antepone il rigore a tutto”. 

Il dibattito sul welfare

“Se continuiamo ad anteporre il rigore a tutto rischiamo di andare verso la bancarotta sociale”. L’allarme è stato lanciato da Antonio Marzano, presidente del Cnel nel corso del convegno “Un modello italiano per il Welfare, l’orizzonte dei beni di comunità” organizzato oggi a Roma. Durante l’incontro diversi esperti del settore hanno analizzato le radice della crisi dello Stato sociale nel nostro paese, cercando di trovare anche possibili soluzioni. 

Guardare alle esperienze di comunità è centrale per Jhonny Dotti, presidente di Welfare Italia, “non bisogna aspettare ma agire: mi aspetto una grande stagione non di riforme legislative – ha detto - ma di esperienze istituenti”. Nel nostro paese c’è un’incapacità ad analizzare il presente, esempio di questa miopia la “legge sul badantato, che è stata veramente suicida, perché ha permesso il trasferimento di 10 miliardi l’anno ai paesi dell’Est- afferma Dotti - nessun politico e nessuna associazione, ha saputo cogliere il treno dell’assistenza familiare”. Anche per il presidente del Censis Giuseppe De Rita, bisogna guardare al territorio e alle “esperienze istituenti”, che in esso si generano. “Non ci sono interventi dello Stato che possono cambiare il mondo, anche il welfare è cambiato e oggi è totalmente monco – afferma – Una vera politica di Welare non c'è, ma nel frattempo sono nate alcune esperienze sul territorio, che ci fanno parlare di welfare comunitario”. Infine per Stefano Zamagni, professore di Economia politica all’università di Bologna “occorre  anche pensare a un nuovo modo di strutturare i servizi del welfare – aggiunge - cioè a una sussidiarietà circolare, in cui enti pubblici, soggetti economici e del Terzo settore, interagiscono sia per la progettazione degli interventi sia per la loro erogazione, sulla base di schemi che prevedono limiti e compitenze”.

Viceministri: richieste e malumori

 Il Forum delle associazioni familiari chiede di ''individuare con urgenza un sottosegretario". “Capiamo e condividiamo che limitare numericamente la squadra di governo rappresenti un must, - sottolinea il presidente del Francesco Belletti - ma nonostante questo ci ha sorpreso non trovare neppure nella lista dei sottosegretari un titolare della delega alla famiglia”.

Un altro fronte caldo è quello della cooperazione: le ong del coordinamento italiano Cini - Actionaid, Amref, Save the children, Terre des hommes e Vis - chiedono un vice ministro e continuità con la precedente legislatura per il rilancio riforma cooperazione. Al presidente Letta, Bonino dell’integrazione Cécile Kyenge si rivolge anche Cipsi una lettera aperta: “Date subito segno di speranza cambiamento. Il nostro paese ha urgente bisogno procedere verso nuova cooperazione sociale”. 

Scoppia la polemica sulla nomina di Michaela Biancofiore a sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Pari Opportunità, Sport e Politiche giovanili. Non piace ad Arcigay: ''Un insulto''. Immediata la replica:  "Essere oggetto di una discriminazione preventiva, ingiustificata, fondata su presunte dichiarazioni fuori contesto e malamente estrapolate, è certamente il modo migliore per cominciare ad occuparmi, come sottosegretario, di Pari Opportunità". 

Le polemiche erano prevedibile, anche prima di vedere all'opera il nuovo esecutivo. Questa volta si dovrà aspettare poco per capire quali scelte e quali priorità saranno attuate: l'emergenza sociale incombe e il tempo è davvero poco in vista di un autunno che puo' rivelarsi drammatico: la Commissione europea prevede per il nostro Paese un tasso di disoccupazione oltre il 12% nel 2014. 

Giuseppe Manzo

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@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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