Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Venerdì, 24 Novembre 2017

CRISI: DISOCCUPAZIONE RECORD AL 13,4%

Scritto da  Giuseppe Manzo Gen 07, 2015

Il dato Istat comunica ancora un trend negativo: tasso di disoccupazione è pari al 13,4%, in aumento di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,9 punti nei dodici mesi. Aumenta anche quella giovanile con il 43,9% e segna +2,4%. Sui consumi arriva una speranza dal Rapporto Coop. 

 

Disoccupazione record, la crisi non accenna a dare spiragli nel Paese con 10 milioni di persone in una condizione di povertà relativa.

A novembre il tasso di disoccupazione è pari al 13,4%, in aumento di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,9 punti nei dodici mesi. Lo comunica l'Istat. Si tratta valore piu' alto dall'inizio delle serie mensili, gennaio 2004, e di quelle trimestrali, ovvero dal 1977. Sempre a novembre il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero la quota dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, e' pari al 43,9%, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 2,4 punti nel confronto tendenziale. Si tratta del dato piu' alto da quando vengono rilevate le serie storiche mensili e del tasso piu' elevato dal primo trimestre 1977. Lo comunica l'Istat. I disoccupati tra i 15-24enni sono 729 mila. L'incidenza dei disoccupati di 15-24 anni sulla popolazione in questa fascia di eta' e' pari al 12,2%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,1 punti su base annua

Consumi: si spera nel 2015

Le famiglie allenteranno, di poco, la cinghia e il recupero del Pil dello 0,5% consentirà un minimo di sollievo nei consumi che mostreranno qualche segno positivo. Oltre agli acquisti di smartphone e tablet, ancora in crescita (+5%), riprenderanno vita i consumi di sostituzione di beni durevoli, come i grandi elettrodomestici (+1,2%) e le auto (+2,5%). In lieve ripresa anche il mercato immobiliare. Attesa una crescita anche per i servizi per la persona: tempo libero (+2,7%), sanità (+2,1%), benessere (+2%). In fondo alla classifica i carburanti (ancora in contrazione nel 2015 con un -2%), l'abbigliamento e l'alimentare. È il Rapporto Coop Consumi e distribuzione realizzato da Coop in collaborazione con Ref Ricerche e Nielsen da cui emerge che, anche se ci sono ancora troppe variabili per decretare la fine della crisi in Italia (dalla disoccupazione al conseguente degrado sociale), spira aria di cauto ottimismo. La ripresa non c'è stata nel 2014 ma per il 2015 si prospetta una minima variazione positiva per i consumi (+0,7%, il miglior risultato degli ultimi cinque anni), trainati da una lieve ripresa dei redditi delle famiglie. A parte elettrodomestici, auto e tablet però il vero 'vincitore' sarà nel 2015 il mondo dell'online: l'e-commerce ha fatto segnare nel periodo natalizio una crescita stimabile in quasi il 30% e dai 14 miliardi del 2014 ci si attende un aumento di 3 volte nel prossimo quinquennio, arrivando a superare i 40 miliardi all'anno.

Il comparto alimentare si presenta stagnante o con margini di recupero limitati. Dal 2006 al 2014 ha perso 12 punti percentuali e proiettandosi verso il 2016 le cose non sembrano migliorare: la spesa risulta ancora inferiore di quasi 20 miliardi rispetto ai livelli di 10 anni prima. Nel 2015 si rafforzeranno gli stili alimentari emergenti: diete bio, veg, gluten free e per le intolleranze alimentari faranno registrare aumenti a due cifre. Nell'alimentare gli italiani hanno sviluppato una capacità di innovazione che permette loro di rivoluzionare il carrello della spesa e difendere i propri consumi, continuando a risparmiare. Ciò è possibile grazie a un mercato retail sempre più ricco di opportunità dove accanto alla grande distribuzione organizzata si riqualificano gli operatori tradizionali, si affermano i nuovi specializzati (chimico, bio, surgelati, specialties alimentari) e crescono nuove forme di approvvigionamento no store (autoproduzione, gruppi di acquito, vendita diretta, e-commerce).

Anche per questi motivi le vendite della Gdo fanno segnare a Natale un'ulteriore battuta di arresto (con una riduzione superiore ai 2 punti percentuali a dicembre) e chiudono l'anno con una variazione negativa intorno all'1%. Per la grande distribuzione organizzata si chiude uno degli anni peggiori in termini di fatturato ma le previsioni per il 2015 sembrano segnare una lieve inversione di tendenza (+0,4%) che privilegerà i freschi, i punti vendita di dimensioni medio-grandi e i discount.
"Il recupero del reddito reale a disposizione delle famiglie è il dato significativo su cui si chiude il 2014 e si apre il 2015 ed è frutto di diverse azioni – ha detto Albino Russo, responsabile dell'Ufficio studi economici di Ancc-Coop, associazione nazionale delle cooperative dei consumatori che cura il rapporto – : sicuramente la politica fiscale meno restrittiva varata dal governo (bonus fiscale e possibilità di trattenere in busta paga l'accantonamento del Tfr) ma anche gli effetti della minore inflazione e il crollo del prezzo del petrolio. È altrettanto significativo che a fronte di un aumento dei redditi reali non si ergistri un più robusto aumento dei consumi – continua – L'Italia è un Paese vecchio e immobile che potrà tornare a guardare con fiducia al futuro solo quando redditi e ricchezza smetteranno di essere ostaggio di quanti non trovano motivo di spenderli e potranno invece essere utili ai progetti di vita delle nuove generazioni fin qui frustrati da questa lunghissima recessione.

Redazione (Fonte: Redattore Sociale)

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

Lascia un commento

Assicurarsi di inserire tutte le informazioni necessarie, indicate da un asterisco (*). Il codice HTML non è consentito.

  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Novembre 2017 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30