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Venerdì, 24 Novembre 2017

REDDITO INCLUSIONE, POLETTI: TROVARE FONDI NELLA LEGGE FINANZIARIA

Scritto da  Giuseppe Manzo Mag 21, 2015

Il ministro del Welfare promuove il Reddito di inclusione sociale proposto dall'Alleanza contro la povertà. Il governo ha in mente di dirottare a questo scopo tutti i fondi esistenti (Pon Inclusione, Sia, Fead). Le risorse aggiuntive: "Le cerchiamo nella legge di stabilità" 

 

Il Reddito di inclusione sociale proposto dall'Alleanza contro la povertà è una misura nazionale rivolta a tutte le famiglie che vivono in condizioni di povertà assoluta (secondo i dati Istat riferiti al 2013, queste rappresentano il 7,9% della popolazione italiana, mentre il 12,6% è in povertà relativa).

Secondo i promotori del Reis, un investimento pubblico di 1,7 miliardi per il primo anno consentirà di raggiungere tutte le persone in povertà assoluta. La spesa dovrà però protrarsi per almeno altri quattro anni, per un totale di 17,6 miliardi.
"Non si tratta di assistenzialismo", ha dichiarato Maurizio Bernava, segretario confederale della Cisl. "L'obiettivo è accompagnare in forma inclusiva le persone fuori dalla condizione di indigenza attraverso misure di sostegno al lavoro, ma soprattutto attraverso i servizi forniti dagli enti locali, dai comuni e dalle regioni".

Il Reddito di inclusione sociale era stato inserito dal governo tra le ipotesi da prendere in considerazione su come utilizzare il cosiddetto "tesoretto da 1,6 miliardi", risorse provenienti dal Documento di economia e finanza (Def) approvato lo scorso aprile.
Dopo il recente no della Consulta alla riforma Fornero, però, l'adeguamento delle pensioni ha scavalcato in termini di priorità le altre possibili soluzioni per impiegare quei fondi. "Noi abbiamo pensato il Reis prima ancora che si aprisse il dibattito sul tesoretto e ci fosse la decisione della consulta sulle pensioni", ha detto Bernava. "Già da allora ne abbiamo parlato come uno strumento necessario, che manca solo in Italia e in Grecia. Crediamo che oggi più di prima il governo debba non solo dotarsi di questa misura, ma cambiare l'impostazione delle sue politiche sociali".

Poletti: sì alla proposta, fondi nella legge di stabilità

"Mi iscrivo al club di quelli che pensano che il Reis (Reddito di inclusione sociale) è una buona proposta e che è arrivato il tempo delle scelte: la scelta del governo è quella di costruire un Piano di medio periodo di contrasto alla povertà che definisca in tempi brevi gli strumenti, gli obiettivi e il quadro delle risorse necessarie per realizzarlo".

Il ministro del Lavoro e Politiche sociali, Giuliano Poletti, risponde alle sollecitazioni dell'Alleanza contro la povertà nell'incontro svoltosi oggi pomeriggio e manifesta interesse ed apertura verso la proposta dell'istituzione di un Piano nazionale di contrasto alla povertà assoluta: c'è condivisione sui punti essenziali – l'universalità della misura, anzitutto –, c'è l'impegno a realizzare l'infrastruttura necessaria, c'è l'idea di far convergere verso questo strumento tutte le risorse già disponibili (dal PON inclusione ai fondi della sperimentazione del Sia, passando per i fondi Fead) e c'è l'impegno a fare il possibile per trovare, nella prossima legge di stabilità, le risorse aggiuntive necessarie per mettere in piedi uno strumento "decoroso".

Certo, ancora una volta i tempi non sono immediati, ancora una volta i verbi vengono coniugati al futuro e non al presente indicativo, ma almeno a parole c'è la consapevolezza che la decisione vada assunta in tempi brevi: questo Piano contro la povertà "entro la legge di stabilità – dice il ministro - dobbiamo decidere se farlo o non farlo; stavolta non possiamo scansare la questione, dobbiamo dire si o no. Io sono convinto che bisogna farlo". "La nostra scelta – dice Poletti nella parte centrale del suo intervento di fronte ai rappresentanti delle 33 sigle che compongono l'Alleanza contro la povertà – è costruire un piano di medio periodo di contrasto alla poverta che definisca gli strumenti, gli obiettivi e il quadro delle risorse necessarie: dentro questo quadro vogliamo orientare in modo coerente tutte le risorse che siamo in grado di mettere: no a fondi differenti con strumenti differenti, ma tutte le risorse disponibili in un unico strumento", che all'insegna di razionalità ed efficienza, dice Poletti, funziona certamente meglio. Ciò detto, siccome "anche se mettiamo tutte le risorse del Pon Inclusione, della sperimentazione del Sia, del Fead e tutto il resto, non abbiamo comunque risorse sufficienti per fare decorosamente un'azione di contrasto alla povertà, il paese deve decidere di dare uno stock ulteriore, deve pensare a risorse aggiuntive": questo tema "ce l'abbiamo davanti ed entro la legge di stabilità dobbiamo decidere se farlo oppure no, non possiamo scansarlo, e io credo che dobbiamo farlo".

G.C. (Fonte: Redattore Sociale)

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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