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Martedì, 17 Ottobre 2017

CONSUMI A SECCO, SCONTRO SULLE PENSIONI: CHI PAGA PER I POVERI?

Scritto da  Giuseppe Manzo Feb 15, 2016

Da una parte i numeri che parlano di ripresa economica e fiducia nel futuro, dall'altra l'ennesimo attacco al sistema di welfare, che rischia di far diventare la misura per combattere la povertà un vero e proprio paradosso. 


Consumi in rialzo, ottimismo, maggiore potere d'acquisto e sollievo per le famiglie. Negli ultimi giorni molte delle pagine di economia dei giornali sono state riempite di parole confortanti rispetto alla situazione post-crisi dell'Italia. I dati dell'ultimo rapporto Eurispes, d'altra parte, sembrano incoraggianti: gli italiani riacquistano fiducia nella ripresa economica e tornano a spendere, attingendo ai propri risparmi anche per i consumi cosiddetti superflui. La gestione della quotidianità, inoltre, diventa meno critica, e le famiglie riescono nuovamente a "respirare" tra un pagamento e l'altro.

Visto con le lenti dell'ottimismo di una parte della popolazione, però, il quadro economico del nostro Paese non risulta troppo fedele alla realtà. Altri dati sui consumi, come quelli di Coldiretti sugli acquisti di pane, infatti, smentiscono almeno in parte le voci positive. Secondo quanto diffuso dalla Confederazione dei coltivatori diretti, i consumi di pane degli italiani sono dimezzati negli ultimi dieci anni, raggiungendo proprio nel 2015 il minimo storico.

"Il pane ha perso addirittura il privilegio della quotidianità con quasi la metà degli italiani che mangia il pane avanzato dal giorno prima, con una crescente, positiva tendenza a contenere gli sprechi; ma si registra anche ad un ritorno al passato con oltre sedici milioni gli italiani che, almeno qualche volta, preparano il pane in casa".

Sempre Coldiretti, basandosi su dati Istat, ha reso nota nel giorno di San Valentino un'analisi che dimostra come per i single la vita costi il 64% in più rispetto a quella di una famiglia di due o tre persone. La situazione è più drammatica per le persone che non scelgono volontariamente di vivere da sole, come ad esempio gli anziani. Ben il 7,4% delle presone che vivono da sole sopra i sessantacinque anni si trovano in una situazione di povertà secondo l'Istat, con la percentuale che sale addirittura al 19,8% nel Mezzogiorno.

Con la vecchia social card come unico strumento nazionale nelle mani degli indigenti e un piano coerente e universale del governo per combattere la povertà ancora non pervenuto, un ulteriore colpo alle conquiste dello stato sociale è arrivato nelle ultime ore, dal disegno di legge delega nella Commissione Lavoro della Camera.

Il testo del ddl per contrastare la povertà, infatti, presenta un punto che, se approvato, vedrà cambiare la pensione di reversibilità da prestazione previdenziale ad assistenziale. Questo significa che la pensione sarà legata all'Isee (ma associata a un reddito così basso che in pochissimi potranno beneficiarne) e, soprattutto, che centinaia di migliaia di persone (soprattutto donne) vedranno negarsi un diritto individuale, frutto di contributi versati nell'arco di un'intera vita.

"La previdenza non può essere considerata la mucca da mungere", ha detto Cesare Damiano, presidente della Commissione lavoro della Camera ed esponente della minoranza Pd. Mentre il segretario generale Spi-Cgil, Ivan Pedretti, parla senza mezzi termini di "rapina legalizzata", perpetrata soprattutto ai danni delle donne.
Il provvedimento "non è solo profondamente ingiusto, ma è anche tecnicamente improprio e rischia di aprire un contenzioso anche a livello giuridico", ha scritto Pedretti in un recente intervento sull'Huffington Post. "La pensione di reversibilità è una prestazione previdenziale a tutti gli effetti, legata a dei contributi effettivamente versati; che in molti casi, quindi, sparirebbero nel nulla, o meglio, resterebbeo nelle casse dello Stato".

Un passo indietro di questa portata non instilla, di certo, ottimismo per il futuro. Né incoraggia a credere che il governo stia affrontando con serietà il problema della povertà: tagliare ai poveri per dare ai poveri è quantomeno un paradosso vergognoso in un sistema di welfare che dovrebbe dirsi tale.

 

 

Giovanna Carnevale

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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