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Lunedì, 11 Dicembre 2017

"COOPERAZIONE SOCIALE IL MADE IN ITALY DA COLTIVARE CON PASSIONE" In primo piano

Scritto da  Cronaca Nov 17, 2017

Il reddito di inclusione (Rei) che sara' erogato dal 2018 "e' una svolta epocale" ma allo strumento vanno destinate "piu' risorse". Lo ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti rispondendo a una domanda sulla partenza delle domande per la misura contro la poverta' il prossimo primo dicembre.  "Il sostegno al reddito e' importante - ha spiegato intervenendo al Congresso di Legacoopsociali - ma il vero tema nella lotta alla poverta' e' il rapporto con le persone che si trovano in stato di bisogno. Il sostegno al reddito serve ma se non parte la presa in carico siamo di nuovo all'assistenza". Ci deve essere una comunita' accogliente e un progetto per quelle persone o per quelle famiglie che guardi anche al lavoro dato che quando c'e' una situazione di difficolta' otto volte su dieci si e' in assenza di un'occupazione. "Accanto alla protezione civile - ha detto Poletti - ci dovrebbe essere la protezione sociale".

Come ci si attrezza contro l'eventualita' di terremoti cosi' bisognerebbe attrezzarsi sulle questioni sociali. "La poverta' - ha concluso - e' un terremoto quotidiano".

Dal primo dicembre diventera' operativo il Reddito di inclusione, "strumento essenziale nella lotta alla poverta'" e "svolta epocale" per il nostro Paese, teso a superare logiche meramente assistenziali. Lo ha sottolineato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, secondo cui e' vero che servirebbero piu' risorse ma soprattutto e' necessario "costruire una rete territoriale di soggetti vicini alle persone" per aiutarle ad uscire dalla condizione di emarginazione. Poletti ha sostenuto che vi e' bisogno di "protagonisti sociali sul territorio che aiutino le istituzioni". "Per questa ragione - ha spiegato - abbiamo dedicato il 15% del Fondo per la lotta alla poverta' al rafforzamento degli strumenti territoriali e delle politiche attive".

La questione piu' importante – ha insistito Poletti - non e' legata alla quantita' di risorse stanziate ma alla relazione che si riuscira' a instaurare con i cittadini in difficolta': "Mandare 200 euro e' relativamente facile ma se non vi e' la presa in carico del soggetto siamo di nuovo all'assistenza". Cio' che piu' e' necessaria e' una "comunita' accogliente", capace di costruire processi di integrazione ed inclusione. "Abbiamo bisogno di una mobilitazione sociale e culturale, che parta dal territorio". Poletti si e' detto "felice" che domani venga approvato a Stoccolma il Pilastro sociale europeo, dimostrazione che l'Europa non e' piu' finalmente solo quella dell'economia e dei bilanci ma anche quella sociale dei cittadini. In questo quadro, la cooperazione sociale italiana ha avuto un ruolo significativo nel costruire nuovi strumenti di welfare e rappresenta un'esperienza 'made in Italy' che va coltivata con passione.

 

 

Boccia: grazie al lavoro delle coop sociali, Bes conquista di civiltà

"Paura, coraggio, visione: i temi affrontati in questo 4  congresso di Legacoopsociali ci impongono nuove riflessioni senza perdere di vista l'impegno quotidiano delle cooperative sociali. Quando, fino a poco tempo fa, si parlava di esclusione, impatto sociale e Bes i 'risolini' di chi diceva 'conta solo il Pil' non si contavano neanche. Non e' cosi', o almeno non lo e' piu', e aver inserito gli indicatori del BES nel Bilancio dello Stato e' stata una conquista di civilta'; la sensibilita' politica e' cambiata, forse non ancora maggioritaria, ma e' cambiata. Non possiamo che dire grazie al lavoro quotidiano delle cooperative sociali, ci sono interi mondi di cui le imprese a fini di lucro non si occupano. Penso alle persone piu' svantaggiate, dai disabili ai detenuti, dagli ortofrenici ai tossicodipendenti, alle tante persone ai margini che la cooperazione sociale assiste e di cui si prende cura".

Cosi' Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera, intervenendo al Congresso di Legacoopsociali. "Non possiamo che dire grazie al lavoro quotidiano delle cooperative sociali, ci sono interi mondi di cui le imprese a fini di lucro non si occupano. Penso alle persone più svantaggiate, dai disabili ai detenuti, dagli ortofrenici ai tossicodipendenti, alle tante persone ai margini, che la cooperazione sociale assiste e di cui si prende cura”, conclude.

 

L'ultima modifica Venerdì, 17 Novembre 2017 11:35
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