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Martedì, 17 Luglio 2018

GORIZIA: IL PARCO BASAGLIA MODELLO VIRTUOSO RAPPORTO TRA PUBBLICO E COOP SOCIALI In primo piano

Scritto da  Redazione Gen 31, 2018

Il Patto per il Parco Basaglia di Gorizia, modello di relazioni virtuose tra ente pubblico e cooperazione sociale. Un’Ati (associazione temporanea d’impresa) tra due cooperative sociali di inserimento lavorativo (Arcobaleno di Gorizia e La Collina di Trieste) sta gestendo la palestra e la sala musica del Parco Basaglia, strutture ambedue usufruite dalle associazioni del territorio. L'idea progettuale nasce al festival è Storia del 2016, dove, in un dialogo tra diverse realtà goriziane e regionali (Regione, Provincia, Università di Trieste, Palazzo del Cinema e le due cooperative sociali, si pone all’opinione pubblica il tema del recupero e della valorizzazione di un giacimento culturale da tempo abbandonato.

Il resoconto dell’iniziativa è visibile qui. Stiamo parlando di un grande patrimonio naturalistico e storico, meritorio di essere restituito ad una fruizione integrale della collettività locale, e per di più collocato giusto sulla linea di confine che, dal 1945 al 2004 ha diviso le varie parti della città. Infatti, come ha scritto la stessa AAS 2 nel suo bando, «Il Parco Basaglia si definisce come patrimonio di natura, architettonico e di memoria.

Nato come area che circondava il Manicomio aperto nel 1911, sotto l’allora Impero Asburgico, dopo il primo conflitto mondiale rimase inattivo fino alla riapertura delle attività in quello che divenne l’Ospedale Psichiatrico Provinciale nel 1933. Da allora le attività all’interno del parco continuarono secondo quelle che erano le pratiche e le consuetudini di funzionamento di tutti gli OPP italiani: una cittadella autonoma, confinata ai margini della città, destinata ad accogliere e segregare persone “pericolose per sé e per gli altri e di pubblico scandalo” come recitava la legge del 1904.

“Nel novembre del 1961 – scrive Gian Luigi Bettoli, responsabile Legacoopsociali Fvg e componente della presidenza nazionale - con l’arrivo di Franco Basaglia il parco si trova ad ospitare l’inizio di un percorso rivoluzionario che cambierà completamente il modo di intendere la malattia mentale e di prendersene cura. E soprattutto cambierà la vita di tutte quelle persone che nel loro esistere sperimentano la sofferenza mentale. Questo fa del Parco Basaglia un luogo di incredibile valore storico e simbolico, che a ben diritto deve stare tra i luoghi di maggior pregio storico della città di Gorizia. Come tutti i parchi che ospitavano gli ospedali Psichiatrici, dopo la sua istituzione all’inizio del secolo, e dopo la sua decostruzione negli anni settanta, avrebbe dovuto necessariamente vivere una nuova stagione di commistione fra aspetti sociali, culturali e scientifici”.

Così a Gorizia non è stato e il Parco aspetta ancora di assumere una sua identità. La collocazione del Parco lungo quello che fu un confine di dolorosa memoria, gli fa assumere una valenza strategica e un valore straordinari nella ricerca del suo pieno utilizzo e della sua valorizzazione in termini economicamente compatibili e socialmente utili, nello spirito della ritrovata vicinanza tra le due popolazioni confinanti: italiana e slovena. Quello che è stato “il luogo della psichiatria” deve essere “il luogo della città“ o meglio “delle città“: Gorizia, Nova Gorica, Šempeter unite nello scenario configurato dal GECT-Go. Un parco bello e utile, luogo di relazioni culturali, di produzione di salute, e di opportunità per i cittadini.

L’iniziativa ha trovato notevole interesse nel mondo professionale, come dimostra il recente n. 41 della rivista Festival dell’architettura magazine, a cura di Angela D’Agostino dell’Università di Napoli, dedicata al Rapporto sullo stato degli ex ospedali psichiatrici in Italia.

"Le cooperative sociali - aggiunge Bettoli - sono anch’esse sono ambedue storiche realtà nate dall’esperienza della deospedalizzazione psichiatrica avviata dall’équipe di Franco Basaglia dapprima a Gorizia e poi a Trieste. L’affidamento è avvenuto nel 2017 tramite una gara riservata alle “cooperative sociali B” (cioè quelle di inserimento lavorativo di persone svantaggiate), da parte dell’AAS 2 “Bassa Friulana-Isontina”, ai sensi delle due leggi speciali di settore, la 381 del 1991 e la regionale 20 del 2006. Norme così importanti per la loro finalità sociale, da essere state sempre confermate, ed implementate nei loro effetti, dalla legislazione successiva: Direttive dell’Unione Europea, Codici degli Appalti e leggi sulla spending review”.

L’affidamento volto ad affidare i due immobili per renderli disponibili alla collettività goriziana, nell’ambito di un programma di riqualificazione dello storico parco dell’ex Ospedale Psichiatrico Provinciale. Infine (last, but not least) nel dicembre scorso la Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia, con una sua deliberazione, ha provveduto ad implementare il programma di valorizzazione del Parco Basaglia, attraverso l’approvazione di una convenzione tra Regione ed AAS 2, volta ad introdurre nuovi interventi. La convenzione prevede l’implementazione del partenariato tra il pubblico ed il privato sociale, con l’obiettivo della ri-animazione del parco.

 

 

 

L'ultima modifica Mercoledì, 31 Gennaio 2018 12:52
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