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Sabato, 25 Novembre 2017

COOP SOCIALI E P.A.: CREDITI PER 6 MILIARDI

Scritto da  Giuseppe Manzo Ott 18, 2012

La Pa ha un debito di 90 miliardi con le cooperative, di cui 6 con quelle sociali. Il ritardo medio dei pagamenti a livello nazionale è di 186 giorni. Sono le cifre emerse dal convegno “Ritardo di pagamenti e certificazione dei crediti: un decalogo a sostegno delle imprese di servizi”, promosso dal Tavolo Interassociativo Imprese, ieri a Roma.

 

"Non occorrono il decreto Sviluppo, il Salva Italia, CrescItalia, Salva Imprese - ha dichiarato Giuseppe Guerini, presidente Federsolidarieta' Confcooperative - . Siamo stanchi delle politiche degli annunci. Non basta annunciare interventi normativi. Non possiamo fare investimenti, perché mancano risorse. Ci indebitiamo con le banche per pagare gli stipendi. Molti comuni virtuosi hanno la liquidità bloccata dal patto di stabilita' che diventa patto di instabilità. Non ci sara' un euro di sviluppo se o non cambiano queste prospettive. Occorre una cultura diversa. Cultura della velocità di pagamento. Non c'e disponibilità a questa cultura".

"La cooperazione sociale ha un credito di sei miliardi di euro. Le amministrazioni - continua Guerini - sono passate da 111 giorni di ritardo a 120 giorni dal 2010. E' aumentato il numero di regioni che sono sopra i 120 giorni di pagamento. La tendenza e' quella di un generalizzato aumento. Siamo inquietati. Ci occupiamo di servizi sociali e di servizi alle persone. Abbiamo casi disperati come il comune di Alessandria che e' in dissesto finanziario, vicino al default finanziario. Imprese e cooperative vantano crediti milionari".

"Lavoriamo sulla legge contabilità. Lavoriamo sulla modifica del patto di stabilita'. Nei prossimi anni assisteremo alla liberalizzazioni dei servizi nei 27 stati membri, prevalentemente nei servizi pubblici. A pagarne le spese - conclude Guerini - saranno le imprese italiane, indebolite nella liquidità dai ritardati pagamenti, mentre le imprese straniere, forti della liquidità dovuta a tempi giusti nei pagamenti, concorreranno in condizioni di vantaggio rispetto alle nostre imprese".

"Il recepimento della Direttiva comunitaria in materia, sempre annunciato come prossimo (previsto dalla legge n. 180 del 2011) ancora tarda - si legge in una nota del Taiis. "Il Taiis, per stimolare il governo e dare un proprio contributo, presenta quindi un decalogo di proposte del mondo produttivo dei servizi. Tra i 10 punti proposti quello di un potere di intervento, e non solo di segnalazione, dell'Avcp, l'Autorità che vigila sugli appalti pubblici".

"E’ fondamentale - prosgue la nota - che in sede di recepimento della Direttiva sui ritardi di pagamento non si dia spazio a meccanismi elusivi e ad artifici contabili; si dia soluzione al problema del debito accumulato, non aspettando che si risolva “da solo” col passare del tempo; venga superata quella cultura dello stato di emergenza, utilizzata anche per non riconoscere i diritti dei fornitori, che ha portato addirittura a interdire, per legge, le azioni esecutive. In questo contesto, è stato presentato un testo articolato di proposta di Decreto legislativo di recepimento della Direttiva, elaborato dal Centro Einaudi di Torino, con il supporto di alcune Associazioni del Taiis.

Fonte: Redattore Sociale

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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