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Sabato, 25 Novembre 2017

RAPPRESENTANZA, LA CRISI EPOCALE DI SINDACATI E CORPI INTERMEDI

Scritto da  Giuseppe Manzo Giu 01, 2017

La rilevazione di Swg nella sua PoliticApp vede la fiducia nei sindacati crollata dal 73% del 2003 al 18% del 2016. Condifustria e Cisl le prime organizzazioni associate alla “casta”. Coldiretti, Cna, Confartigianato, Legacoop e Cigl viste come “independenti”. 

 

Confidustria con il 50%, seguita dalla Cisl con il 49%, poi Uil e Ugl. Sono queste le organizzazioni di rappresentanza più identificate con la casta secondo Swg nella sua PoliticApp di questa settimana: la rilevazione statistica su fenomeni e fatti di attualità.

Ne escono meglio Coldiretti (36%), Cna e Confartigianato (34%), Legacoop (28%) e Cgil (24%) che sono viste come organizzazioni indipendenti che (operano negli interessi dei propri iscritti).

In generale la fiducia nei sindacati è crollata dal 73% del 2003 al 18% del 2016, mentre, contemporaneamente, l’importanza e l’utilità della funzione sindacale è calata in modo più graduale, passando dal 68% del 2003 al 49% del 2016. Una caduta, quest’ultima, che sembra arrestata, poiché dal 2012 a oggi il trend è in leggera ripresa (+3%). I fattori che sono all’origine della crisi del sistema della rappresentanza sono molteplici. La crisi del sistema dei parti, di cui le associazioni sono state per decenni una delle articolazioni sociali, è certamente il primo degli elementi generatori.

Sulla perdita di senso e consenso hanno inciso, come ha più volte sottolineato Giuseppe De
Rita, fattori quali la frammentazione del lavoro di rappresentanza, che si è orientato sempre di più al particolarismo; la crescente “orizzontalità della dinamica economica e della decisionalità politica”; la “verticalizzazione e la personalizzazione delle dinamiche interne”, con l’affermarsi di forme di neo leaderismo mediatico

Il commento di Swg

La crisi dei corpi intermedi non è una buona notizia per il nostro sistema. La democrazia, per funzionare ed essere attiva e costruttiva, ha bisogno di casse di compensazione e mediazione delle diverse istanze. La democrazia è equilibrio tra le spinte e bisogni differenti; è esercizio della responsabilità politica di tutti i cittadini, mediante la partecipazione a processi decisionari trasparenti.

I corpi intermedi, oggi più di ieri, restano centrali per un sistema democratico, perché sono lo strumento che unisce trasparenza, qualità e riconoscibilità della rappresentanza; perché sono la cura democratica alle tendenze neo-plebiscitarie che aleggiano nel nostro continente.

"Il futuro della democrazia del nostro Paese, quindi, passa anche per la rigenerazione del ruolo e della funzione dei corpi intermedi. Un percorso che si potrebbe fondare sulla capacità dei diversi corpi intermedi di ridisegnare, dal basso, funzioni e mission, transitando dall’essere associazioni di tutela a generatori di comunità (attori del cambiamento e della progettazione del futuro economico e sociale del Paese)".

Un percorso sul quale incontriamo alcuni temi dirimenti, su cui le associazioni giocheranno la propria capacità di rigenerazione: "l’impegno a ridefinire e selezionare i gruppi dirigenti in ragione della progettazione del futuro del proprio settore, combattendo eventuali nuove nomenclature; lo sviluppo di una nuova relazione con i territori e con il complesso della società civile ed economica locale; il superamento di qualunque pulsione lobbistica e della mera logica dei servizi, per assumere il ruolo di coach, di costruttori di opportunità e sostenitori dei processi di trasformazione dei propri settori; lo sviluppo delle logiche di networking settoriale, in grado di sviluppare reti di relazioni e capitale sociale; l’investimento nell’innovazione tecnologica e nei saperi, con l’obiettivo di favorire e alimentare la classe dirigente nazionale; la cura dei giovani, l’investimento sui talenti, l’attenzione a un modello di società ancorata a scelte di equità e merito; infine, la generazione di un nuovo modello di partecipazione, attivazione e adesione, in modo da limitare le pulsioni corporative e creare un flusso continuo tra le esigenze di tutela settoriale e la strategia di sviluppo del Paese".

La sfida che le associazioni di rappresentanza hanno di fronte a sé è ampia e non si gioca sul fronte della sopravvivenza, ma su quello ben più ampio della gemmazione di un nuovo modello di democrazia sociale, capace di riattivare il tessuto civico e partecipativo delle molteplici istanze presenti nel nostro Paese.

"La società è liquida, ma ha bisogno di nuovi strumenti per navigare e creare comunità e le associazioni sono una delle navi per veleggiare nel mare aperto di fronte a noi".

Redazione

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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