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MIGRANTI E ACCOGLIENZA: AIUTIAMOCI A CASA NOSTRA

Un partito unico del nuovo mantra elettorale che una volta era la bandiera delle destre: “aiutiamoli a casa loro”. Eppure all'estero ci va Mimmo Lucano

 

 

 

Matteo come Matteo. Renzi come Salvini, dopo le anticipazioni del libro che sta invadendo giornali e tg. Ma anche Grillo e Berlusconi. Un partito unico del nuovo mantra elettorale che una volta era la bandiera delle destre: “aiutiamoli a casa loro”. Basterebbe capire se casa loro è Mosul o Raqqa o ancora il Sud Sudan, Afghanistan, Etiopia, Uganda e altri paesi ancora. Chiarito questo, è chiaro che questa propaganda elettorale unica arriva da lontano.

Il Paese è cambiato, ha subito una metamorfosi secondo l’ultima rilevazione Swg. Il bombardamento di fake news sui canali ufficiali e sul main stream (hotel a 5 stelle, impunità varie, Ong cattive) ha sortito il suo effetto. Poi c'è la bufala dei numeri con l'allarme "invasione" inesistene perché l'Italia è diventato un Paese di emigrazione con quasi 300mila espatriati nel 2016: il doppio dei migranti arrivati. L’elettorato si sposta su chi dà addosso al migrante, al povero, all’ultimo della fila. La paura è il business del momento su cui si costruiscono cospicui patrimoni: ma è possibile arrendersi alla paura? No, come ha scritto bene su questo giornale Alessandro Metz. C’è un Paese che ha già dentro la risposta: aiutiamoci a casa nostra.

Modello Sud

A Vienna, capitale di quell’Austria che vuole blindare le frontiere, succede che il modello italiano in mostra è quello del sindaco Mimmo Lucano che ha ripopolato l’antico borgo dello Ionio reggino attraverso concrete politiche d’integrazione per i migranti. In esposizione, fino al 18 luglio, 25 scatti del fotografo calabrese Gianfranco Ferraro, curati dal critico fotografico Sandro Iovine. Si tratta di immagini che sono già state esposte alla Biennale di Venezia nel 2016. L'iniziativa è nata nell'ambito del progetto Aeneas (Arts experiences to nurture exchanges and advance security in the field of migration governance), una cooperazione tra l'Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) e l'Istituto italiano di cultura di Vienna.

Non è l’unico esempio. Sempre in Calabria c’è il modello Crotone che si contrappone al malaffare di Misericordie e ‘ndrangheta. Perché in fondo tra il partito unico e un pezzo consistente del Paese esiste già un abisso che si concretizza nella pratica quotidiana. Bisogna isolare sempre di più questa propaganda tripartisan e costruire un modello culturale civile sulle future generazioni: dobbiamo aiutarci a casa nostra.

Giuseppe Manzo

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