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MINORENNE NIGERIANA INCINTA E VITTIMA DI TRATTA: TROVA RIFUGIO A NAPOLI

L’unità operativa Tutela Emergenze Sociali e Minori della Polizia Locale di Napoli ha messo in protezione due minori nigeriane di cui una in stato di gravidanza al settimo mese entrambe vittime di tratta ed indotte a prostituirsi. Un storia che arriva all'indomani dell'approvazione della legge sulla protezione dei minori non accompagnati.

 

 

All’indomani della legge sulla protezione dei minori migranti non accompagnati arriva una storia emblematica. L’unità operativa Tutela Emergenze Sociali e Minori della Polizia Locale di Napoli ha messo in protezione due minori nigeriane di cui una in stato di gravidanza al settimo mese entrambe vittime di tratta ed indotte a prostituirsi.

Le ragazze sono state trasferite in una di prima accoglienza dove hanno ricevuto la prima assistenza medica e materiale per poi trasferire la futura mamma in una comunità idonea.

La storia raccolta dagli agenti municipali

La ragazze, “apparse visibilmente provate ed in precarie condizioni fisiche”, si sono presentate negli uffici facendo capire di aver bisogno di aiuto con aria disperata. Gli Agenti, “dopo averle rassicurate”, si sono avvalsi di una mediatrice culturale per meglio comprendere le necessità delle giovani ed i racconti delle ragazze hanno svelato “uno scenario di miseria e violenza al quale le due sono state sottoposte negli ultimi mesi”.

La giovane incinta, dopo un lungo viaggio che dalla Nigeria l’ha portata in Libia, “guidata da soggetti che l’avevano illusa di sfuggire alla miseria con rosee prospettive lavorative”, ha raccontato di essere stata indotta a prostituirsi, “sfuggita ai suoi aguzzini è stata poi arrestata e rinchiusa in una prigione libica”, dove sembra abbia subito violenze fisiche e sessuali, e da cui è stata rilasciata dopo il pagamento di un riscatto da parte dei suoi familiari in Nigeria.

Poi a ottobre 2016 è sbarcata in Sicilia ed è stata collocata in struttura di accoglienza dove ha scoperto di essere in stato interessante. Da lì è nuovamente scappata “a seguito di scontri con gli altri ospiti” per rifugiarsi a Parma dove si trovava l’altra ragazza “sua amica conosciuta all’epoca dello sbarco”.

Qui però ha trovato il “fidanzato” della stessa amica che picchiava e sfruttava per la prostituzione la compagna e che era intenzionato a fare lo stesso con lei, approfittando di un momento di distrazione dell’uomo, sono riuscite a fuggire dall’uomo cercando riparo a Napoli.

Le due ragazze sembra fossero attese da una connazionale che non si è presentata al loro arrivo pertanto, “viste le condizioni fisiche delle gestante, hanno chiesto aiuto nei paraggi fino ad essere indirizzate agli uffici della U.O. Tutela Minori della Polizia Locale”.

Una vicenda che chiarisce quali siano i rischi e quale violenza siano costretti a subire i minori che cercano di trovare un futuro migliore in Europa. Resta, sullo sfondo, il lieto fine di chi ha indicato Napoli come luogo dove potersi riparare: “città rifugio” pronta ad accogliere.

G.M.

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