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TORTURA, PER AMNESTY E ANTIGONE "DDL IMPRESENTABILE"

Il ddl in discussione al Senato. Amnesty e Antigone bocciano la proposta: “si avvia ad approvare una legge sulla tortura internazionalmente impresentabile”. Per il presidente Pietro Grasso: “il diritto internazionale richiede che si vietino e puniscano le condotte dei pubblici ufficiali che provocano grave sofferenza fisica o psichica

 

 

"In questo momento è in corso il dibattito parlamentare per dotare finalmente l'Italia di una norma penale contro la tortura. Questa è una prerogativa delle parti politiche e io mi limito a ricordare che il diritto internazionale richiede che si vietino e puniscano le condotte dei pubblici ufficiali che provocano grave sofferenza fisica o psichica su persone in stato di detenzione o comunque sotto il loro controllo, al fine di punirle indebitamente, di estorcere confessioni o informazioni o di discriminarle". Lo dice il Presidente del Senato Pietro Grasso intervenendo alla presentazione della rivista scientifica “Diritto Penale della Globalizzazione” in Sala Zuccari.

"Alla politica- secondo Grasso- spetta sempre la difficile responsabilità di tutelare la vita e la serenità dei cittadini, mantenendo pero' la saggezza e la lucidità necessarie per combattere il delitto, le atrocità e la barbarie con gli strumenti dello Stato di diritto, della democrazia, della diplomazia e del multilateralismo. In questo compito le istituzioni devono anche imparare ad ascoltare con attenzione e rispetto la competenza appassionata di voi studiosi ed esperti", termina il Presidente del Senato.

Amnesty e Antigone bocciano il Ddl

Alla vigilia dell'approvazione al Senato della proposta di legge sull'introduzione del reato di tortura nell'ordinamento italiano, Amnesty International Italia e Antigone bocciano il disegno di legge in discussione: "Il Senato si avvia ad approvare una legge sulla tortura internazionalmente impresentabile, in cui la definizione del reato è in evidente contrasto con quanto imposto dalla Convenzione internazionale contro la tortura, che ormai solo in apparenza quella legge ha lo scopo di attuare".

"L'accanimento - aggiungono - con cui si insiste nel limitare la tortura ai soli comportamenti ripetuti nel tempo (un'ipotesi ripudiata solo qualche anno fa dall'intero arco costituzionale) e a circoscrivere in modo inaccettabile l'ipotesi della tortura mentale è assurdo per chiunque abbia un minimo di conoscenza del fenomeno della tortura nel mondo contemporaneo. A questi limiti si accompagna la confusione di una definizione che pare scritta apposta per renderne difficile l'applicazione. É davvero triste che il parlamento stia perdendo un'occasione storica di porre in qualche modo rimedio a 28 anni di inerzia sul tema".

Redazione (Fonte: Redattore Sociale/Dire)

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