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TORTURA, ORA È REATO MA ARRIVANO CRITICHE DALLE ASSOCIAZIONI

Il testo è stato approvato alla Camera con 198 voti a favore, 35 contrari e 104 astenuti. A favore del testo hanno votato Pd e Ap. Contro Fi, Cor, Fdi e Lega. Le critiche alla legge arrivano da Antigone, Amnesty, Acad e dal giurista Zagrebelsky.

 

 

 

 

Attesa da 30 anni ma fa discutere. È la legge che introduce il reato di tortura chiesta a gran voce dalle associazioni per i diritti umani e da centinaia di giuristi. Il testo è stato approvato alla Camera con 198 voti a favore, 35 contrari e 104 astenuti. A favore del testo hanno votato Pd e Ap. Contro Fi, Cor, Fdi e Lega. Ad astenersi sono stati M5S, Si, Mdp, Scelta civica e Civici e innovatori.

"L'Italia ha finalmente colmato una grave mancanza nel proprio ordinamento. L'approvazione definitiva della legge che introduce il delitto di tortura rappresenta un passaggio importante, per il quale il Parlamento lavora da quasi vent'anni e del quale non possiamo che essere soddisfatti", ha affermato la ministra per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro.

Per quanto riguarda pene previste L'articolo 613-bis c.p. punisce con la reclusione da 4 a 10 anni chiunque, con violenze o minacce gravi ovvero agendo con crudeltà cagiona acute sofferenze fisiche o un verificabile trauma psichico a persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia, potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza ovvero che si trovi in situazione di minorata difesa, se il fatto è commesso con più condotte ovvero comporta un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona. La pena sale da 5 a 12 anni se a commettere il reato è un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizi

"Una legge inapplicabile"

È Gustavo Zagrebelsky a bocciare come “inapplicabile” la nuova legge in un'intervista a Repubblica. A lui si aggiungono le critiche delle associazioni. Per Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia "quella approvata oggi dal Parlamento, che introduce con quasi 30 di ritardo il reato specifico di tortura nel codice penale ordinario, non è una buona legge. É carente sotto il profilo della prescrizione".

Poi aggiunge: "Inoltre, la definizione della fattispecie è confusa e restrittiva, scritta con la preoccupazione di escludere anziché di includere in sé tutte le forme della tortura contemporanea. Permette tuttavia di compiere un passo avanti, anche se incompleto, verso l'attuazione dell'obbligo di punire la tortura imposto dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura del 1984".

Per Antigone “la legge approvata che incrimina la tortura non è la nostra legge e non è una legge conforme al testo Onu. Per noi la tortura è e resta un delitto proprio, ossia un delitto che nella storia del diritto internazionale, è un delitto tipico dei pubblici ufficiali”.
“Tuttavia da oggi c'è un reato che si chiama tortura – aggiunge l’associazione - Da domani il nostro lavoro sarà quello di sempre: nel caso di segnalazioni di casi che per noi sono 'tortura' ci impegneremo affinché la legge sia applicata. Non demordiamo. E' il nostro ruolo. Inoltre lavoreremo per dare applicazione alle parti della legge che riguardano la non espulsione di persone che rischiano la tortura nel paese di provenienza e l'estradizione di persone straniere accusate di tortura e residente nel nostro paese”.

Nello specifico del ruolo del pubblico ufficiale arrivano critiche dure anche da Acad, Associazione contro abusi in divisa: "Da reato proprio del pubblico ufficiale (cioè quello che può essere compiuto solo proprio da chi si trovi in quella particolare condizione di legge) si è passati ad un reato comune, dove la ampiezza dell’ individuazione del “Chiunque” possa compierlo è tanto flessibile da risultare evanescente. La condizione di pubblico ufficiale ( o esercente compiti di custodia, potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza) segue immediatamente come aggravante, ma non essendo stata sottratta esplicitamente al calcolo del bilanciamento con le altre circostanze, anche attenuanti, non garantirà pene proporzionate alla gravità dei fatti, non reggerà l’urto della prescrizione e soprattutto non contribuirà a rendere netti i confini dell’esercizio dell’uso della forza e dei pubblici poteri".

A criticare il provvedimento era stato nelle scorse settimane un appello firmato da 120 personalità tra il mondo giuridico e della difesa dei diritti umani. La tortura ora è un reato ma l’applicazione della legge sarà tutta da verificare.

Redazione (Fonte: Ansa)

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