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CASO DICANDIA, ASGI: "SI RESTRINGE LIBERTÀ DI PENSIERO"

Dopo l'accusa di vilipendio alle istittuzioni per il giovane avvocato Asgi esprime profonda preoccupazione che nella delicata situazione socio-politica attuale si possa fare strada una allarmante tendenza a cercare di restringere la libera manifestazione del pensiero, "pietra angolare dell'ordine democratico".

 

 

Sulla vicenda dell’avvocato-attivista Gianluca Dicandia interviene l’Associazione studi giuridici sull’immigrazione (Asgi). Il giovane avvocato è stata denunciato per vilipendio alle istituzioni dopo aver criticato pubblicamente il decreto Minniti durante un sit-in di Amnesty International a Roma.

“Desta assoluto stupore il fatto che una mera e lecita esternazione di opinioni possa integrare il reato di vilipendio o altra fattispecie”. Così dichiarano i giuristi che aggiungono: “a maggior ragione se consideriamo che, da quanto riportato, si tratta di meri giudizi di natura tecnica espressi da un professionista nei confronti di un provvedimento legislativo. Tutto ciò confligge con la libertà di manifestazione del pensiero di cui all'art. 21 Cost. e con la libertà di scienza di cui all'art. 33 Cost”.

Asgi esprime profonda preoccupazione che nella delicata situazione socio-politica attuale si possa fare strada una allarmante tendenza a cercare di restringere la libera manifestazione del pensiero, "pietra angolare dell'ordine democratico" (Corte cost., sent. 84/1969), nonché "cardine di democrazia nell'ordinamento generale" (Corte cost., sent. 126/1985).

“Contestare quale reato un'attività di mero giudizio critico – continua Asgi - su un provvedimento normativo è del tutto estraneo ai canoni fondamentali dello Stato di diritto e fa arretrare la nostra società all'ancien regime ed ai periodi in cui vigeva il crimine di lesa maestà. Come ricordano concordi le giurisprudenze nazionali ed europee la critica e la critica politica sono un modo di manifestare un pensiero diverso dal pensiero di altri, anche se si tratti di pensiero scomodo o irritante o minoritario”.

La Cassazione ha più volte ricordato che la critica può assumere forme tanto più incisive e penetranti quanto più elevata è la posizione pubblica del destinatario anche perché quanto maggiore è il potere esercitato, maggiore è l'esposizione alla critica, poiché in ogni Stato democratico chi esercita poteri pubblici deve essere sottoposto ad un rigido controllo sia da parte dell'opposizione politica che dei cittadini.

“Fiduciosi che l'operato dell'autorità giudiziaria porti chiarezza sulla effettiva dinamica dei fatti – conclude - l'Asgi esprime la propria vicinanza all'avvocato Gianluca Dicandia”.

Redazione

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