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ECCO LE 7 STORIE DELL'ISOLA DEI GIUSTI

A raccontarle è la penna di Daniele Biella, giornalista, autore del libro L’isola dei giusti – Lesbo crocevia dell’umanità (Edizioni Paoline, 16 euro).

 

 

 

Emilia, Stratos, Eric, Melinda, Christoforos, Daphne, Efi. Sono sette nomi ma soprattutto sono sette storie che nell’isola di Lesbo segnano una sfida epocale: accoglienza contro frontiere, filoxenia contro razzismo. A raccontarle è la penna di Daniele Biella, giornalista, autore del libro L’isola dei giusti – Lesbo crocevia dell’umanità (Edizioni Paoline, 16 euro).

Siamo nel periodo compreso tra la primavera del 2015 e quella del 2016. Sulla piccola isola greca va in scena un esodo spesso drammatico: 600mila profughi e rifugiati sbarcano sulle spiagge abitate da 85mila residenti, quasi dieci volte meno. La risposta a quella umanità sofferente e in cerca di futuro si racchiude in una parola: filoxenia, letteralmente “amore per lo straniero”.

Il significato più profondo lo spiega bene Emilia, 85enne dell’isola candidata al Premio Nobel per la pace: “quando vedi e tocchi con mano tutto questo, la tua mente cambia. La paura e la diffidenza si trasformano in amore, è un processo liberatorio. Nessuno degli esseri umani che arriva sulle nostre coste è un selvaggio; se non è rasato o lavato è perché ha dovuto aspettare molti giorni dall’altra parte della riva il segnale dei trafficanti per partire”.

Questo “processo liberatorio” è, ad esempio, nella storia di Aisha, 5 anni e proveniente dall’Afghanistan, che dopo lo sbarco attende la madre che ricoverata in ospedale non sa che fine abbia fatto la sua bambina. Dopo il riconoscimento nella foto accade “l’impensabile, stava per rinasce la vita”: “Maman?”; sì Aisha, maman tra poco arriva. Un abbraccio lunghissimo e finalmente le lacrime.

Biella riesce quasi farti scorgere quei volti, trasmette quelle emozioni provate sul posto e la lettura diventa un groppo alla pancia, di commozione e speranza che tutto questo un giorno possa finire nelle sue conseguenze drammatiche. A farci rendere conto anche con gli occhi sono le foto di una grande fotografo come Francesco Malavolta all’interno del volume.

Ed ha ragione Domenico Lucano, sindaco di Riace, primo paese ad accogliere profughi curdi nel 1998: “lasciamoci contaminare positivamente dall’incontro con il diverso, come fanno – assieme a tante altre persone in tutto il mondo – i personaggi dell’isola dei Giusti, testimoni di storia vera raccontata in queste pagine preziose. Ne vale la pena ed è necessario, oggi più che mai”.

L’isola dei Giusti è un libro prezioso che, a partire dalle nuove generazioni, diventa necessario per comprendere la storia del nostro tempo.

Giuseppe Manzo

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