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LGBT IN CECENIA: APPELLI DI AMNESTY E ARCIGAY

Il giornale russo Novaya Gazeta ha affermato di aver verificato le informazioni su almeno tre uomini che sono stati uccisi dai loro carcerieri, anche se affermano che in base alle loro fonti ci sono stati molti altri omicidi. L’appello di Arcigay al nostro Paese di attivarsi e quello di Amnesty alla Federazione Russa.

 

 

Il 1 aprile il Novaya Gazeta, quotidiano indipendente russo, ha riportato che oltre cento uomini sospettati di essere omosessuali erano stati rapiti nei giorni precedenti, nell’ambito di una campagna coordinata. A quanto si dice, gli uomini sono stati torturati o comunque maltrattati e costretti a svelare l’identità di altre persone LGBTI a loro note.

Novaya Gazeta ha affermato di aver verificato le informazioni su almeno tre uomini che sono stati uccisi dai loro carcerieri, anche se affermano che in base alle loro fonti ci sono stati molti altri omicidi.

Pare che alcuni degli uomini rapiti siano stati riconsegnati alle loro famiglie, probabilmente perché i loro rapitori non hanno confermato il loro orientamento sessuale, ma essi rimangono in grave pericolo a causa dell’intolleranza omofobica locale. Membri dell’Ong Russian LGBTI network hanno confermato queste informazioni e hanno creato una linea telefonica diretta per offrire aiuto a coloro che potrebbero star cercando protezione al di fuori della regione.

Le reazioni dei funzionari ceceni a queste notizie variano dalla negazione (per esempio da parte di Alvi Karimov, portavoce del leader ceceno) al ritenerle false, a ulteriori velate minacce. Il 3 aprile Dimitry Peskov, addetto stampa dell’Amministrazione Presidenziale Russa, ha annunciato che il Ministero degli Interni stava “verificando le informazioni sulla presunta persecuzione di uomini con orientamento non-tradizionale”.

"Nelle ultime ore l'opinione pubblica del nostro Paese ha preso coscienza delle drammatica persecuzione in corso nei confronti delle persone lgbt in Cecenia", lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay.

"Quello che sta accadendo a pochi chilometri dai confini dell'Europa - prosegue - è di una gravità inaudita e necessita dell'intervento fermo della politica, oltre che di una mobilitazione che dia voce e corpo all'indignazione che si solleva da più parti nel mondo. In Parlamento sono state depositate domande urgenti rivolte al nostro Ministro degli Esteri affinché riferisca in aula le informazioni in arrivo dagli enti diplomatici e le azioni che il Governo italiano intende mettere in campo”

Arcigay chiede risposte tempestive e concrete. Nel frattempo agli attivisti e alle attiviste si chiede di aderire alla campagna di fundraising attivata dalla rete All Out per sostenere le azioni del network lgbt russo, al lavoro da giorni “per mettere al sicuro le persone bersaglio di questa violenta azione repressiva”.

“Inoltre - conclude Piazzoni - sosteniamo l'appello lanciato da Amnesty International, rivolto a Aleksandr Ivanovich Bastrykin, presidente della Commissione d'inchiesta della Federazione Russa, affinché si faccia carico della sicurezza e dell'incolumità delle persone lgbt in Cecenia. È estremamente importante in queste ore far sentire alle autorità cecene, e in particolare al Presidente Ramzan Kadyrov, la pressione di una vasta comunità mondiale e garantire a chi è vittima di persecuzione un canale sicuro per sottrarsi alla violenza".

Redazione

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