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DALLE PERIFERIE AI BAMBINI DEL LIBANO: SI CHIUDE VIVICITTÀ 2017

In Libano, hanno battuto le mani per 1000 bambini siriani, palestinesi e libanesi uniti in nome dello sport e per affermare il diritto a crescere insieme. Questa è Vivicittà, la corsa podistica messaggera di valori e di sport che l'Uisp organizza da 34 anni. Uno striscione del traguardo che ha chiuso proprio in Libano l'edizione 2017, dopo 70 prove podistiche che dal 9 aprile si sono alternate tra città italiane ed estere.

 

 

In Italia la chiusura è stata affidata alle corse podistiche nelle carceri: sabato 20 a Cremona, domenica 21 nel carcere romano di Rebibbia maschile, giovedi 25 a Rebibbia maschile e il 26 maggio a Parma. Complessivamente Vivicittà 2017 ha coinvolto 59 città in Italia e nel mondo e 24 istituti penitenziari del nostro Paese.

Ieri a Tripoli, in Libano, hanno battuto le mani per 1000 bambini siriani, palestinesi e libanesi uniti in nome dello sport e per affermare il diritto a crescere insieme. Questa è Vivicittà, la corsa podistica messaggera di valori e di sport che l'Uisp organizza da 34 anni. Uno striscione del traguardo che ha chiuso proprio in Libano l'edizione 2017, dopo 70 prove podistiche che dal 9 aprile si sono alternate tra città italiane ed estere, comprese quelle all'interno delle carceri.

Questa è la decima volta che si corre in Libano, per la prima volta a Tripoli, seconda città del paese. Tripoli si trova a pochi km dal confine siriano e dal 1948 ospita nel suo territorio due grandi campi palestinesi, Beddawi e Nahr Al-Bared. E' da questi campi, dalle scuole pubbliche libanesi e dai tanti insediamenti informali deve vivono decine di migliaia di siriani in fuga dalla guerra, che sono arrivati i 1000 e più bambini che oggi hanno corso "per crescere insieme"

Hanno vinto tutti, insieme alla città di Tripoli, città negli ultimi anni al centro di grandi tensioni, anche a causa del vicino conflitto siriano. Tante storie si sono intrecciate, come quella di Fatima, preoccupata per gli esami che inizieranno domani, o quella di Akmed che da tre anni vive in una tenda e rimpiange la sua casa di Aleppo o quella di Hassen, nato e cresciuto nei vicoli del campo di Beddawi. Alla fine sono stati tutti premiati con una medaglia e la felicità ha avuto il sopravvento sulla giornata di caldo e sudore.
"Tramite lo sport si può crescere ed imparare il rispetto, la competizione e la lealtà, l'integrazione sociale, lo spirito di gruppo e la socializzazione. Questi principi permettono ai ragazzi di crescere e diventare adulti capaci di vivere in una società plurale", ha dichiarato Simona De Martino, primo consigliere dell'ambasciata d'Italia in Libano.

"L'Uisp è qui perchè questo territorio rappresenta una parte importante del mondo e il nostro piccolo contributo di oggi, qui a Tripoli, è cercare di migliorare il mondo in cui viviamo, facendo correre e stare insieme culture differenti che rappresentano le nuove generazioni di un territorio finalmente in pace", ha dichiarato Carlo Balestri, Uisp.

La manifestazione è stata realizzata grazie a Uisp-Unione Italiana Sport Per tutti e all'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo e si è avvalsa della collaborazione di UNRWA-Agenzia Onu per i rifugiati palestinesi e della municipalità di Tripoli.
Appuntamento al prossimo anno.

Redazione

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