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TUMORI IN CAMPANIA: UN BOTTA E RISPOSTA

Un cooperatore campano interviene dopo gli articoli pubblicati su nelpaese.it in merito ai dati dell'Asl e allo studio scientifico Epikit. La risposta del direttore Giuseppe Manzo.

 

 

Gentile Direttore,

Le scrivo a proposito dell’articolo apparso sul Suogiornale online in data 01/06/2017 titolato: “Terra dei Fuochi, dietrofront dell’ASL: più tumori”.

Intanto, mi presento. Mi chiamo Silvestro Gallipoli, sono un cooperatore dal 1991, amministratore unico di una cooperativa di servizi iscritta a Legacoop dal 1986, membro della Direzione regionale Legacoop Campania, consulente di una Organizzazione di Produttori ortofrutticoli aderente a Legacoop Campania. Sono un tecnico laureato in scienze agrarie e la mia attività prevalente all’interno della cooperativa in cui sono socio lavoratore riguarda i controlli qualità sui prodotti ortofrutticoli. La cooperativa che amministro è dotata di un moderno laboratorio di analisi in cui svolgiamo analisi sia di tipo agronomico che ambientale.

Sono, inoltre, l’autore dell’articolo “storia (in musica) di Giordano, ‘o professore della Bufala dei Fuochi” contro cui, pare, sia stata depositata querela dal professore Giordano.

Non Le scrivo in ordine a quest’ultima vicenda in quanto, nel merito, sarà l’Autorità Giudiziaria a decidere se vi siano gli estremi per procedere e, conseguentemente, giudicare. Certamente, da parte Sua, come operatore del mondo dell’informazione e, dunque, propugnatore della libertà di informazione, non mi aspetterei la sottile vena di soddisfazione per una simile vicenda, tanto più in quanto, ripeto, vede come oggetto di denuncia un cooperatore.

Piuttosto, la mia doglianza è nel merito di un appiattimento su posizioni antiscientifiche ed allarmistiche certamente non condivisibili (e non condivise) da parte di importanti settori della Legacoop attesi i rilevanti danni economici e di immagine ad esse legati. Ma veniamo al punto.

Il registro tumori infantili del PausilliponSantobono, con metodiche certificate AIRTUM, ha certificato che non vi è alcuna particolare incidenza tumorale infantile nella cosiddetta “Terra dei Fuochi”. La Sua testata, a confutazione, dà credito allo studio Epikit, uno studio pubblicato sulla rivista International Journal of EnviromentalResearch and Public Health.

Ora, mi permetta sommessamente di farLe presente che i temi scientifici non si affrontano come si affronta un’inchiesta politica o economica: sono richieste delle competenze specifiche. E non si tratta solamente di sapere che cosa è una proteina o come funzionano le microonde di un cellulare ma di metodo. Si tratta soprattutto di collocare nel giusto contesto e con il giusto peso tutti gli studi pubblicati in un certo campo, alcuni dei quali possono anche essere in contraddizione gli uni con gli altri. E tenere presente che non tutti gli studi sono uguali.

Solo perché un articolo è stato pubblicato non significa che sia da prendere per oro colato, bisogna vedere dove è stato pubblicato e come la comunità scientifica ha reagito.La tentazione è forte, invece, nei media nell’esaltare quegli studi che “lanciano un allarme” senza collocarli nella giusta prospettiva.

La rivista International Journal of EnviromentalResearch and Public Health ha un Impact factor (parametro legato a quanto siano presi in considerazione dal mondo scientifico gli studi pubblicati) pari a 2,035. Dire che è molto basso rischia di essere un eufemismo.

I dati riportati nello studio, inoltre, si riferiscono alle schede di dimissione ospedaliera (che nello stesso studio vengono ritenute un “ripiego” in attesa di studi condotti secondo le metodiche dei registri tumori) raccolte in tutta italia. Esse dimostrano un aumento delle diagnosi nelle città di grandi dimensioni (Napoli Roma Milano) senza grosse differenze tra loro. Lo scostamento nel numero assoluto deriva (molto probabilmente perché un confronto con il registro tumori è in corso) dalle popolazioni esaminate che sono diverse. Il dato però conferma che la Campania è simile ad altre regioni d'Italia.

Per quanto riguarda, invece, lo studio delRegistro tumori dell’ASL Napoli 2 nord presentato, impropriamente, nel vostro articolo, come un “dietrofront” (da cosa, poi? sono due studi che prendono in considerazione popolazioni diverse!) anche questo, in considerazione delle pessime condizioni generali in quanto a conurbazione, deprivazione e stili di vita poco salubri (fumo, obesità, cattiva alimentazione, poco movimento etc.) ha dato i risultati attesi con eccessi, ma non statisticamente significativi, rispetto al nord Italia.

Come ebbe modo di affermare il prof. Rino Panico, autorevole epidemiologo, nel corso di un convegno organizzato per dare corretta informazione scientifica sulla problematica, “La questione dello stile di vita è molto legata alle condizioni socio-economiche di questa regione. Se si continua a vivere in condizioni di grande disagio e di deprivazione economica, purtroppo gli stili di vita continueranno ad ammazzare le persone inevitabilmente qui più che altrove”. Da notare anche che le tipologie di cancro che un famoso articolo pubblicato su Lancet Oncologynel 2004, cavallo di battaglia della propaganda allarmistica,riteneva più presenti (fegato, leucemie e linfoma) e legati allo smaltimento illecitodi rifiuti nel cosiddetto “triangolo della morte” erano proprio quelli certificati come meno presenti nell’indagine dell’ASL NA 2 nord.

Basta mettersi d’accordo almeno su quale tipo di tumore sia legato allo smaltimento illecito di rifiuti.

La saluto cordialmente.
Silvestro Gallipoli

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La risposta del direttore

Gentile Silvestro Gallipoli, rispondo alle sue critiche. Innanzitutto chiariamo una cosa: avere competenze agrarie non vuol dire capirne qualcosa su giornalismo e ricerca scientifica. La premessa è fondamentale rispetto alla sua buffa affermazione: “i temi scientifici non si affrontano come si affronta un’inchiesta politica o economica: sono richieste delle competenze specifiche”. Il dietrofront dell’Asl è un assunto quasi banale: dopo i dati del registro tumori gli esponenti sanitari e regionali annunciavano in modo generico che “tutto è nella norma”. I successivi dati (oltre alla nota letteratura scientifica) dimostrano che l’incidenza tumorale in Campania sia in costante aumento. Per quanto mi riguarda nulla viene preso per oro colato e viene sottoposto a verifiche, come ho sempre fatto in oltre 10 di lavoro giornalistico.

Detto questo, sul suo articolo che vede al centro il professore Antonio Giordano sarà l’autorità giudiziaria ma, da giornalista, mi lascia libera di giudicare come vergognoso quel titolo (chiunque lo abbia ideato). Poi basta leggere e rileggere l'articolo per capire in modo banale che non c'è alcuna soddisfazione ma solo un dovere di cronaca del fatto. 

Le manifesta doglianza per un presunto “appiattimento su posizioni antiscientifiche ed allarmistiche” che danneggia la cooperazione. Bene, lo spieghi ai ricercatori dell’Istituto Ramazzini: cooperativa sociale invitata come eccellenza nazionale a Futuro Remoto da Legacoop e Coopfond. Se vuole, si legga l’intervista alla direttrice su questo giornale in merito al rapporto ambiente e salute e alla questione Terra dei fuochi.

A questo potrei aggiungere tutta quella cooperazione sociale impegnata nella difesa del territorio attraverso il recupero di terreni confiscati o nell’agricoltura sociale e che chiede, come migliaia di cittadini, risposte dopo anni di un disastro ambientale certificato dall’autorità giudiziaria. Una cooperazione che, a partire dalla difesa della terra, porta avanti progetti di grande impatto come quelli della Nuova Cooperazione Organizzata che riceve il sostegno di Fondazione Con il Sud (altro che danni economici e di immagine). E senza dimenticare l'impegno della coop sociale Giancarlo Siani con il pizzino vesuviano e l'impegno della Radio sul tema delle ecomafie. 

Come vede signor Gallipoli la cooperazione, come la società, è un mondo plurale e lei esprime semplicemente un’opinione e non una verità. In gioco non ci sono verità supposte o posizioni che devono prevalere: qui ci sono risposte da dare a una popolazione che in Campania chiede sicurezza sulla propria salute e sull'ambiente in cui viviamo. 

Non mi resta che augurarle buon lavoro su cui non emetto giudizio perché non ne ho competenza. Spero inizi a farlo anche lei con il lavoro degli altri.

Cordiali saluti, Giuseppe Manzo

(nella foto in alto uno delle decine di roghi negli ultimi giorni in Campania)

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