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AGGREDITE DA UN TASSISTA ALLA STAZIONE: LA LETTERA

Napli. Un taxi regolare (legale e assolutamente non abusivo) su cui eravamo salite dal porto, appena scese dal traghetto, per essere condotte in stazione. Poi un’assurda aggressione contro tre donne romane. 

 

 

 

Succede che una domenica d’estate, di ritorno da un week end al mare, tre giovani donne siano costrette a difendersi da un tassista che le aggredisce verbalmente, insinuando un furto mai esistito per tentare una truffa.

Senza mezzi termini è quello che ci è successo domenica 2 luglio, intorno alle 18:40, all’interno della stazione di Napoli centrale quando siamo state raggiunte, sotto il tabellone dei treni in partenza, dall’uomo che ci aveva accompagnate e fatte scendere pochi minuti prima dal suo taxi. Un taxi regolare (legale e assolutamente non abusivo) su cui eravamo salite dal porto, appena scese dal traghetto, per essere condotte in stazione.

Un percorso durato una decina di minuti per il quale il tassista (senza azionare il tassametro) ci ha chiesto 15 euro, nonostante gli avessimo detto che eravamo a conoscenza di una tariffa fissa di 10 euro. Ma visto che eravamo con i tempi ristretti abbiamo accettato senza discutere. Durante il tragitto l’uomo – all’incirca sui quarantacinque anni, rasato e in jeans e maglietta sportiva – si era mostrato gentile, ci aveva anche consigliato il posto migliore dove acquistare i dolci, proprio davanti alla stazione. Una volta in stazione, mentre stavamo aspettando che uscisse il numero del nostro binario, però, ci ha raggiunte approcciando inizialmente con una battuta che ci è suonata immediatamente strana, incomprensibile.

“Avete visto che avete fatto in tempo?”, ci ha detto. Noi abbiamo risposto: ”Sì grazie, siamo riuscite a comprare le sfogliatelle”. “E non avete dimenticato niente? – ha incalzato. Poi rivolgendosi a quella di noi che nel taxi si era seduta davanti ha iniziato a insinuare la mancanza di qualcosa di non precisato dalla sua auto. Sbalordite, e anche un po’ stordite dalla sequenza di frasi senza senso, che il tipo sciorinava in velocità, ci siamo guardate perplesse. Subito abbiamo capito che stava tentando una truffa per cui ci siamo allontanate. Ma l’uomo, che nel frattempo diventava sempre più aggressivo, ci ha seguite. Cercava di farci perdere tempo, bloccandoci e insultandoci: “Voi sul treno non ci salite”, ha intimato. A quel punto ci siamo davvero spaventate: a una di noi ha mimato uno schiaffo, mentre gli epiteti diventavano sempre più volgari. Intorno a noi le persone che affollavano la stazione rimanevano indifferenti. Abbiamo cercato invano se ci fossero agenti di polizia, ma niente.

La sensazione netta era che voleva farci perdere tempo, così con il treno che stava per arrivare magari gli avremmo dato qualcosa pur di mandarlo via. Due di noi sono salite sul treno Italo che è partito con svariati minuti di ritardo. L’altra aveva un altro treno, successivo, ed è tornata indietro alla ricerca della polizia per denunciare quanto accaduto. Una volta raggiunta la stazione di polizia con grande sorpresa si è sentita dire: “Avete litigato col tassista? Voleva altri soldi, vero?”. Chiaramente una prassi consolidata di cui anche le forze dell’ordine sono al corrente. Questo racconto vuole essere una testimonianza e un avvertimento per altri turisti, e soprattutto per altre donne come noi. Neppure un taxi legale, preso all’interno del porto, è garanzia di sicurezza.

Ci chiediamo come sia possibile tutto questo: se invece che in tre una di noi si fosse trovata da sola, questa storia avrebbe potuto avere un epilogo ancora più negativo. Ci auguriamo che la società che gestisce i taxi a Napoli prenda le giuste misure contro questo che è stato a tutti gli effetti un tentativo di estorsione. Purtroppo, una volta raggiunto il piazzale della stazione in compagnia degli agenti di polizia quella di noi che aveva il treno successivo non è riuscita a identificare l’uomo, che probabilmente si era già dato alla fuga. Ma ci sarà sicuramente qualcuno che ne conosce l’identità. Immaginiamo, infatti, che non sia la prima volta che accade una cosa del genere.

Lettera firmata da tre giovani donne residenti a Roma (in alto foto stazione taxi della stazione di Napoli) 

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