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MIGRANTI: DUE ITALIANI SU TRE PER IL BLOCCO DEGLI SBARCHI

 

 

Un vento di insofferenza e razzismo soffia in Italia. Il 67% degli italiani è favorevole al blocco degli sbarchi o al rimpatrio immediato. Un anno fa era poco più del 50%. A rivelarlo è la rilevazione PoliticApp di Swg di questa settimana.

Il sentiment anti-migranti riguarda quasi la totalità degli elettori della Lega Nord, l’80% di quelli di Forza Italia, il 70 di M5S e il 52 del Pd. Una schiacciante maggioranza dell’elettorato che spiega anche le campagna anti-Ong che ha visto protagonista Luigi Di Maio e la “virata” contro l’accoglienza da parte di Matteo Renzi.

Sotto il profilo sociale sono le classi medie uscite ridimensionate dalla crisi economica a mantenere questa posizione intollerante e le fasce medio basse strangolate dalla povertà. Ed è al Sud e nelle isole, i territori più martoriati economicamente, che arrivano percentuali alte contro gli sbarchi.

Alcuni casi

Sabato 1 luglio, a Roncovelà, provincia di Verona sono arrivati 20 richiedenti asilo. Sono stati accolti da insulti, sia loro che gli operatori della cooperativa che gestisce la casa in cui sono ospitati. Nella notte del 30 giugno, che ha preceduto il loro arrivo, gli stessi soggetti del comitato spontaneo e di Verona ai Veronesi hanno organizzato un presidio nel vicino piazzale dell'azienda Squassabia, che ha concesso loro l'utilizzo dello spazio. Tale presidio è tuttora in corso. Nella stessa notte del 30 giugno, hanno lanciato pietre contro la casa, al punto che gli operatori sono stati costretti a barricarsi all'interno.

L'auto del presidente è stata presa a pietrate, con cristalli distrutti e danni consistenti. Durante la notte di sabato 1 luglio, la prima notte che i richiedenti asilo hanno trascorso nella casa, si è assistito anche a scene che ricordano letteralmente i pogrom contro gli ebrei: "gli stessi soggetti del comitato e di Verona ai Veronesi hanno puntato i fari contro la casa e nello specifico contro i richiedenti asilo, apostrofandoli come "scimmie", e altri epiteti fortemente offensivi, oltre a intimare loro di lasciare la struttura", la denuncia della Campagna LasciateCIEntrare, Melting Pot e Verona accoglie.

A Napoli nella notte tra domenica e lunedì un 24enne ivoriano Ibrahim Manneh, residente da 10 anni in Italia, è morto dopo 24 ore di mancati soccorsi. La vicenda ha provocato le proteste della comunità migrante, dei suoi amici e delle associazioni che sono scese in piazza il 12 luglio. La denuncia degli attivisti è di un mix tra malasanità e discriminazione razziale con il rifiuto di un tassista ad accompagnarlo in ospedale e di un’ambulanza arrivata dopo diverse ore per la chiamata di una guardia medica.

Poi ci sono le intimidazioni a preti come Don Zappolini, sempre a opera di gruppi di neofascisti.Il vento nel Paese è cambiato, un vento nero che vede alla sbarra un giovane avvocato accusato di vilipendio dopo le critiche pubbliche al decreto Minniti: un provvedimento contestato da giuristi, associazioni per i diritti umani e operatori sociali.

G.M.

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