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DAL CANADA PER STUDIARE I WORKERS BUYOUT

Una delegazione canadese di responsabili di cooperative di credito in visita ieri pomeriggio alla coop Zanardi di Padova. La Zanardi è stata scelta dal Cuoa come esempio significativo di “workers buyout” del Veneto con cui sono stati salvati lavoratori e imprese.

 

 

Ancora una volta Legacoop Veneto è riconosciuta e indicata come eccellenza per il suo modello vincente di workers buyout (wbo), cooperative nate per volontà di lavoratori di un’azienda in crisi o fallita. Un riconoscimento che ora giunge da Cuoa Business School, che per il pomeriggio di oggi ha organizzato la visita di una delegazione canadese alla cooperativa lavoratori Zanardi di Padova, noto wbo veneto. Ad accogliere i dieci responsabili di cooperative di credito dal Nord America sono stati Mirko Pizzolato, responsabile Settore industriale di Legacoop Veneto, e Mario Grillo, presidente della cooperativa Zanardi.

La visita si inserisce nell’iniziativa “Executive collaborative field school Italy”: un programma di una settimana (dal 17 al 21 luglio) sviluppato dal Cuoa su richiesta di Bcit – British Columbia Institute of Technology di Vancouver. Tra gli obiettivi, esplorare e conoscere il sistema della cooperazione italiana attraverso lezioni e visite alle sedi di alcune significative aziende cooperative.

La Zanardi è stata scelta, appunto, come esempio significativo di “workers buyout” del Veneto, regione in cui queste operazioni – accompagnate da Legacoop Veneto lungo tutto l’iter e per i molteplici aspetti - hanno contribuito a salvare posti di lavoro e attività di alcune realtà aziendali del manifatturiero, settore trainante e pesantemente colpito dalla crisi.

La cooperativa – che nel 2016 ha chiuso il bilancio con un fatturato pari a 3,5 milioni di euro - nasce da una storica realtà editoriale padovana in liquidazione per cessata attività aziendale. Venti dei centocinque ex lavoratori hanno costituito la cooperativa nel 2014 rilevando l’azienda grazie all’anticipo delle indennità di mobilità, ai fondi messi a disposizione Coopfond spa, e al finanziamento erogato da Cooperazione Finanza Impresa (Cfi). A fine ottobre dello stesso anno la neocostituita impresa ha avviato l’attività entrando in possesso di impianti e stabili. Dopo meno di un mese dall’accensione delle macchine, la produzione è ripresa a pieno ritmo consentendo l’avvio della realizzazione di volumi di pregio, settore prioritario di attività della cooperativa.

Sono a oggi cinque le coop wbo supportate dall’organizzazione: oltre a Zanardi, D&C Modelleria di Vigodarzere (Padova); Kuni di Giacciano con Baruchella (Rovigo); Sportarredo group di Gruaro (Venezia); Berti di Tessera (Venezia). Tali operazioni hanno visto complessivamente il salvataggio di quasi 70 posti di lavoro, e la previsione di toccare la soglia di 110 occupati.

Un modello veneto di workers buyout che si sta accreditando come vero strumento di politica industriale, caratterizzato da precisi tratti distintivi e punti di forza: la codificazione del percorso nelle sue complesse tappe (anche burocratiche e procedurali), la costruzione di una rete dei partner a sostegno dei lavoratori e della start-up cooperativa (istituzionali, bancari-assicurativi, finanziari), e la sperimentazione sul campo dell’efficacia e della validità dello strumento come risposta alla crisi in chiave imprenditoriale - capace cioè di spingersi oltre l’uso tradizionale degli ammortizzatori sociali -, in particolare in un settore come il manifatturiero, comparto produttivo trainante per l’economia del territorio e pesantemente toccato dalla crisi.

Redazione Veneto

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