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REPUBBLICA CENTRAFRICANA: "BANGASSOU UN CAMPO DI BATTAGLIA"

 

 

 

Violenti combattimenti sono scoppiati nella città di Bangassou, in Repubblica Centrafricana (CAR), lo scorso fine settimana, spingendo la popolazione civile a fuggire dalle proprie case per cercare riparo. Tra sabato e lunedì, le équipe di Medici Senza Frontiere (MSF) hanno trattato 60 feriti nell’ospedale di Bangassou, supportato dall’organizzazione dal 2014.

Inoltre, dopo aver chiesto alle parti in conflitto un immediato cessate il fuoco per poter assistere i feriti, un’équipe mobile di MSF ieri è finalmente riuscita a fornire cure mediche alle persone che si erano rifugiate nella moschea, rimasta isolata per giorni. Tra le 250 persone lì presenti, MSF ha contato 25 feriti e ha fornito primo soccorso a 10 di loro, prima che colpi di arma da fuoco costringessero l’équipe a lasciare l’area. Cinque feriti necessitavano di un intervento chirurgico.

“Le persone sono spaventate. Alcune sono profondamente traumatizzate, sotto shock, per via di quanto hanno visto: persone uccise da colpi di pistola o machete, case saccheggiate o incendiate”, racconta Rene Colgo, vice capo missione di MSF, responsabile della risposta all’emergenza. “La nostra équipe psico-sociale sta offrendo sostegno immediato. Viviamo alla giornata, pronti a reagire. Siamo l'unica organizzazione a Bangassou in grado di fornire assistenza medica di emergenza.”

Il conflitto in CAR orientale si è intensificato negli ultimi mesi e a marzo ha raggiunto la provincia di Mbomou, un tempo relativamente stabile. Da un paio di settimane, alcuni gruppi armati si sono avvicinati a Bangassou e lunedì 8 maggio scontri tra le forze delle Nazioni Unite e un gruppo armato, a 25 chilometri dalla città, hanno causato morti e feriti.

“La città di Bangassou è irriconoscibile, è diventata un campo di battaglia: uomini armati che sparano, elicotteri che volano sopra le nostre teste. Temiamo il peggio se non verranno messe subito in atto misure efficaci e a lungo termine per assicurare la protezione dei civili” conclude Rene Colgo di MSF.

MSF è estremamente preoccupata per la popolazione civile. Gli sfollati che avevano cercato rifugio nell’ospedale e nella moschea sono stati trasferiti in una chiesa. La situazione di sicurezza rimane estremamente volatile. MSF chiede di nuovo a tutte le parti in conflitto di consentire l’assistenza medica urgente ai civili e ai feriti.

Redazione

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