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Giovedì, 19 Ottobre 2017

CRISI: IL SUD HA PERSO 700MILA POSTI DI LAVORO

Scritto da  Redazione Set 13, 2017

E' quanto emerge dalla 'Nota sulle economie territoriali' di Confcommercio. "La perdita di poco meno di 700mila unità registrata nel periodo recessivo- si legge- ha piu' che neutralizzato i miglioramenti realizzati tra il 1995 ed il 2007”.

Sud senza lavoro e imprese. Le ripercussioni della crisi sull'occupazione, che hanno portato alla perdita di oltre un milione 700mila unità di lavoro in meno tra il 2007 ed il 2013, pur significative e diffuse su tutto il territorio, "hanno assunto una connotazione particolarmente negativa per il Sud che partiva gia' da una condizione di svantaggio".

E' quanto emerge dalla 'Nota sulle economie territoriali' di Confcommercio. "La perdita di poco meno di 700mila unità registrata nel periodo recessivo- si legge- ha piu' che neutralizzato i miglioramenti realizzati tra il 1995 ed il 2007. La tendenza al miglioramento del mercato del lavoro, al momento abbastanza diffusa tre le regioni, non e' sufficiente a fare recuperare nel 2017 i livelli occupazionali raggiunti prima del 2008. Nel Mezzogiorno si ritornerebbe soltanto ai valori della meta' degli anni '90 e in Sicilia e Calabria neppure a quelli".

"Tra il 2009 e il 2017 si e' registrato un ridimensionamento del numero di imprese in quasi tutti i settori economici – continua il documento. - Tale dinamica si e' sviluppata in modo articolato nelle diverse ripartizioni territoriali. Il dato di riferimento e' quello relativo alle imprese attive cioe' le imprese iscritte nel Registro Imprese che esercitano l'attivita' e non risultano avere procedure concorsuali in corso, cioe' procedure per il fallimento e per la liquidazione".

"E' un universo piu' ristretto- si legge ancora- rispetto alle imprese registrate che rappresentano, invece, tutte le imprese non cessate iscritte nel Registro indipendentemente dallo stato di attivita' assunto. Tra il 2009 e giugno 2017 tutte le ripartizioni geografiche hanno segnalato un ridimensionamento dello stock complessivo delle imprese attive (-132.970 unita'), ma gli effetti negativi della crisi vissuta sono stati piu' pesanti nel Nord-ovest (in cui opera oltre il 26% della base produttiva del Paese) dove lo stock si e' ridotto di oltre 79mila unita', circa il 60% delle imprese perse nel periodo in Italia".

Le difficoltà registrate nell'ultimo decennio dall'economia italiana si sono tradotte in un acuirsi dei livelli di poverta'. Dal punto di vista territoriale, seppure e' nel Mezzogiorno l'area dove si rileva sia il maggior numero di famiglie e persone assolutamente povere e dove l'incidenza della poverta' assoluta e' piu' elevata (l'8,5% delle famiglie ed il 9,8% degli individui si trova in questa condizione), l'aumento piu' sensibile si e' realizzato negli anni piu' recenti nel Nord dell'Italia - si legge nella Nota- le famiglie assolutamente povere dell'area sono aumentate, infatti, di oltre l'80% e gli individui del 166%.

Redazione (Fonte: Dire)

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