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Mercoledì, 26 Settembre 2018

"LAVORO CHE PASSIONE": A VARESE UN PROGETTO INNOVATIVO RIVOLTO AI NEET In primo piano

Scritto da  Redazione Lug 03, 2018

“Lavoro che passione, un’occasione per riattivarmi” è un progetto finanziato dalla Fondazione Comunitaria del Varesotto e realizzato dalla Cooperativa Totem per promuovere l’inserimento lavorativo dei giovani – residenti nel territorio di Varese – che non studiano né lavorano (i cosiddetti NEET), utilizzando un approccio innovativo che integra aspetti afferenti a diversi ambiti. In questo articolo, grazie ad un’intervista al referente dell’iniziativa Massimo Lazzaroni, la presentazione del progetto.

Neet, un fenomeno in crescita e corrosivo

I giovani usciti dal sistema formativo senza ancora aver trovato pieno accesso nel mondo del lavoro, noti come NEET (Not in Education, Employment or Training), sono frequentemente oggetto di attenzione scientifica e pubblica e, nel corso degli ultimi anni, hanno stimolato una serie diffusa di progetti di studio, di analisi e di intervento sia da parte dell’attore pubblico sia di altri soggetti. Il fenomeno ha infatti dimensioni consistenti in tutto il territorio europeo. L’Italia, in particolare, fa registrare un numero record di NEET: secondo l’ultimo Rapporto Istat i giovani che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in percorsi di formazione sarebbero 2,2 milioni, cioè il 24,3% (la media europea è invece pari al 14,2%).

È importante sottolineare l’aspetto corrosivo di questa situazione: la mancanza di reddito e di prospettive di vita si associa alla procrastinazione di scelte di autonomia, di formazione di una famiglia, di partecipazione civica, di impegno democratico, insomma di piena cittadinanza. I costi complessivi dello spreco di potenziale giovanile hanno delle conseguenze personali, sociali ed economiche. L’inoccupazione, infatti, comporta isolamento, insicurezza e rischi di varia natura: tutti esiti che implicano spese aggiuntive in ambito sociale.

“Lavoro che passione, un’occasione per riattivarmi”, un progetto innovativo e integrato

In risposta alla problematica sopra illustrata, numerosi attori – anche a livello locale – si stanno attrezzando per fornire soluzioni di diversa natura. Un recente esempio è fornito dal progetto – nato in provincia di Varese – “Lavoro che passione, un’occasione per riattivarmi” (cui è possibile aderire gratuitamente contattando la Cooperativa Totem), il quale prevede per i ragazzi non ancora inseriti nel mondo del lavoro un ciclo semestrale di seminari settimanali condotti da educatori professionali e da figure chiave delle aziende del tessuto economico varesino.

Lo scopo di questi momenti di formazione – come spiegato da Massimo Lazzaroni, responsabile dell’iniziativa – è quello di riflettere sulle aspettative e sui punti di forza dei ragazzi e fornire loro una preparazione che gli consenta di muovere i primi passi nel mondo del lavoro. La risposta innovativa fornita dalla Cooperativa Totem, che affianca l’attività di orientamento svolta dai Centri per l’impiego attivi nel territorio, si propone di mettere “al centro” la persona, partendo dall’assunto che ogni individuo possiede la capacità di auto-comprendersi, migliorare e trovare soluzioni.

Dal punto di vista logistico e finanziario, lo spazio di lavoro è stato allestito all’interno dei locali messi a disposizione dell’Amministrazione comunale locale. Il progetto è inoltre finanziato dalla Fondazione Comunitaria del Varesotto, una onlus attiva nel rafforzare i legami solidaristici e la responsabilità sociale all’interno del territorio che, attraverso il bando “Assistenza sociale”, nel 2018 ha stanziato 700.000 euro per sostenere progetti di utilità sociale nel territorio di Varese.

Qualche considerazione sul progetto

“Lavoro che passione, un’occasione per riattivarmi” è un interessante progetto di risposta al disagio sociale giovanile che ha il pregio di renderne i destinatari direttamente protagonisti. Ad un problema centrale nello sviluppo socio-economico locale e nazionale – quale è il fenomeno dei NEET – è offerta una risposta integrata che pone in rete attori afferenti a settori educativi, aziendali e filantropici.

L’iniziativa, pienamente iscrivibile all’interno dell’orizzonte del “secondo welfare”, grazie al coinvolgimento di attori pubblici locali e del Terzo Settore cerca di generare nuove opportunità per il sistema territoriale, favorendone la crescita presente e futura.

 

 

L'ultima modifica Martedì, 03 Luglio 2018 12:18
Redazione

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