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Sabato, 25 Novembre 2017

MISSING AT THE BORDERS: TESTIMONIANZE DEI FAMILIARI DI CHI SCOMPARE IN MARE In primo piano

Scritto da  Redazione Ott 30, 2017

Se la stima è che circa 35mila persone hanno perso la vita nelle acque del Mediterraneo dal 2000, quanti sono i parenti che di loro non hanno più saputo nulla? Genitori, figli, fratelli, sorelle, mogli, mariti: "Sono almeno 500 mila, perché dobbiamo considerare che spesso si tratta di famiglie numerose", spiega Edda Pando, coordinatrice della rete Milano senza frontiere, che insieme ad altre associazioni italiane, algerine e tunisine sta dando vita al portale "Missing at the borders". Raccoglierà video testimonianze dei parenti degli scomparsi durante l'attraversata del Mediterraneo.

"Saranno tradotte in sei lingue. Contiamo di mettere le prime otto, registrare in Algeria e in Tunisia, entro la fine di questo anno". Il progetto è realizzato insieme a Palermo senza Frontiere, Como senza Frontiere, Carovane Migranti, l’Association des Travailleurs Maghrébins de France (Atmf) e il progetto Alarm Phone di Watch The Med, costituito da reti di attivisti e rappresentanti della società civile in Europa e NordAfrica. 

Il 31 ottobre, alle ore 20.30 alla Casa dei diritti di Milano, una moglie e un padre di giovani migranti scomparsi porteranno la loro testimonianza. Si tratta di Om Elkhir Ouirtatani, rappresentante dell’associazione “El Massir” (Tunisia), e di Boubekeur Seddik Sabouni, rappresentante del Collectif de familles des Harraga d’Annaba (Algeria). In collegamento via skype interverrà Feric Charden Datchoua, rappresentante dell'“Association pour la sensibilisation des populations victimes des frontiers” (Camerun), al quale l’ambasciata italiana ha rigettato la sua domanda di visto Schengen per partecipare all'evento. "Sono parenti che hanno deciso di non vivere da soli il dolore della scomparsa di un proprio caro - aggiunge Edda Paddo - . Le famiglie che fanno parte di queste associazioni chiedono verità e giustizia. Sono consapevoli che la morte dei loro figli non è l'esito di un tragico destino, ma perché non è stato concesso loro il visto, perché i Paesi stanno alzando solo barriere".

Il portale servirà a dare voce a chi non l'ha più. "Dietro ai numeri delle statistiche ci sono vite umane - sottolinea Edda Pando -. Ma i morti non parlano, e quindi per dare un nome, un volto e un'identità alle persone scomparse nel mediterraneo facciamo parlare i parenti". Saranno le stesse associazioni dei famigliari a realizzare le registrazioni. 

E per ricordare i morti nel Mediterraneo, giovedì 2 novembre, in piazza della Scala, la rete Milano senza Frontiere organizza la Marcia dei Nuovi Desaparecidos. La marcia si ispira a quella fatta da Las Madres de Plaza de Mayo in Argentina. Ogni primo giovedì del mese, a Milano, cittadini e cittadine marciano con in mano le fotografie dei migranti algerini e tunisini che i loro parenti hanno consegnato alla rete per chiedere Verità e Giustizia. Il 2 novembre parteciperanno alla Marcia Om Elkhir Ouirtatani e Boubekeur Seddik Sabouni.

(Fonte: Redattore Sociale/dp)

 

 

 

L'ultima modifica Lunedì, 30 Ottobre 2017 15:31
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