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Lunedì, 11 Dicembre 2017

PISTOIA, ANCORA NEL MIRINO DON BIANCALANI E IL SUO IMPEGNO PER L'ACCOGLIENZA In primo piano

Scritto da  Redazione Nov 27, 2017

Don Massimo Biancalani e il suo impegno per l’accoglienza ancora nel mirino. A Pistoia sono stati giorni di forti polemiche dopo quelle dello scorso agosto con le intimidazioni di Forza Nuova.  Il possesso di sostanze stupefacenti da parte di un migrante, ospite delle strutture gestite da Don Massimo Biancalani a Pistoia, sia amplificato a tal punto da sollecitare reazioni e commenti vergognosi e davvero pericolosi nei confronti non solo di coloro che sono al fianco di Don Massimo, ma anche di tutti coloro che, in maniera responsabile, si occupano di accoglienza e integrazione dei migranti e dei richiedenti asilo.

Locandine di giornali, titoloni roboanti, foto di Don Massimo in primo piano, social network scatenati sono stati gli ingredienti di questo nuovo scontro. In realtà, cosa è accaduto? “L'arresto del ragazzo biafrano – scrive l’assemblea antirazzista di Vicofaro - è avvenuto perché, come apprendiamo dai quotidiani locali, è stato trovato in possesso di soli 10 grammi di droga leggera e della vertiginosa somma di denaro di 260 euro. Tutto qui. Il caso ‘clamoroso’ di cui siamo costretti ad occuparci, molto probabilmente non sarebbe stato denunciato se solo fosse stata approvata la legge sulla depenalizzazione delle droghe leggere presentata in Parlamento la scorsa estate e sottoscritta da ben 290 parlamentari di quasi tutti i gruppi politici”.

“Il vero problema oggi in Italia – continua l’Assemblea antirazzista - non è rappresentato da questi ragazzi disperati che, di fronte al deserto umano ed economico in cui sono costretti a vivere, si improvvisano ‘spacciatori’. E ancor meno da uomini come Don Massimo Biancalani, o da tutti coloro che quotidianamente si impegnano nei centri di accoglienza, che dedicano la propria esistenza alla testimonianza di un genuino sentimento di fratellanza e di giustizia.  Questa sola potrà farci uscire dalla barbarie in cui l'attuale sistema economico e l'attuale sistema politico vorrebbero farci sprofondare”

Attaccare la comunità di Don Biancalani è “doppiamente ingiusto”, visto che la prima sua preoccupazione è stata da subito “quella di dare alternative formative concrete a questi ragazzi, proprio per sottrarli alle facili tentazioni della microcriminalità”. “Rifiutiamo con fermezza la logica del condannare e del respingere, perché solo con l'accoglienza, la protezione, la promozione e l'integrazione del diverso, si può dare un orizzonte di senso alla società futura”.   È quanto con le loro modeste forze stanno cercando di fare Don Massimo, i suoi collaboratori e le comunità di Vicofaro e di Ramini con i corsi di insegnamento della lingua italiana, con la formazione professionale (dall'orto biologico alla sartoria, alla panificazione, alla pasticceria) con le iniziative di socializzazione, come la Pizzeria Al Rifugiato, frequentata ogni sabato da centinaia di cittadini.  

“Bisogna ripartire, in una società profondamente imbarbarita, dal senso più autentico dell'accoglienza – conclude la nota dell’assemblea antirazzista - che non è buonismo o sterile ideologia, ma condivisione dell'umanità nel suo significato più vero e autentico”.

 

L'ultima modifica Lunedì, 27 Novembre 2017 11:25
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