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Giovedì, 19 Ottobre 2017

TRANSFOBIA: NEL 2016 IL PRIMATO A NAPOLI CON 3 CASI SU 7 NAZIONALI In primo piano

Scritto da  Redattore Campania Ott 03, 2017

Nel 2016 Napoli ha raggiunto il triste primato di città italiana con il maggior numero di omicidi e atti di trans fobia, 3 casi sui 7 nazionali. Sempre il capoluogo campano è il territorio dove la comunità trans è più la radicata, antica e numerosa del Mediterraneo.

Ma Napoli rappresenta tuttora un territorio controverso, nel quale la storia e le azioni concrete di accoglienza e supporto alla popolazione trans si intrecciano con il degrado, l’ostilità e la violenza esercitata verso persone che vivono spesso una condizione di forte emarginazione.

Sarà per questo che la città partenopea è stata scelta per ospitare la prima marcia nazionale per la libertà trans, Trans Freedom March Nazionale TDoR 2017, ideata da Veet Sandeh, che avrà luogo a Napoli il 18 novembre 2017. L’evento è promosso a pochi giorni dal Transgender Day of Remembrance o TDoR, giornata mondiale durante la quale si commemorano le vittime dell'odio e del pregiudizio trans fobico, che cade il 20 novembre.

Domani, mercoledì 4 ottobre 2017, alle 11.00 presso la Sala Giunta di Palazzo San Giacomo si terrà la conferenza stampa dell’iniziativa “perché il TDoR non sia solo una fiaccolata per commemorare le vittime di violenza transfobica nel mondo ma soprattutto un momento di sensibilizzazione sulle questioni trans”. La marcia è stata proposta in origine, quattro anni fa, dall’Associazione Sunderam Onlus Identità Transgender Torino. A organizzarla su suolo napoletano è l’Associazione Trans Napoli (ATN), orgogliosa di farlo come riconoscimento verso la comunità trans napoletana, che conta oltre duemila persone qui.

“Anche se abbiamo un triste primato di violenze e omicidi, per cui si tratta di un evento non bello – spiega Loredana Rossi, vicepresidente di ATN - Sono orgogliosa che questa marcia nazionale si tenga proprio nella ‘città dei femminielli’. Napoli è una città da sempre aperta a tutte le diversità e anche l’amministrazione cittadina ha dimostrato in questi anni di essere vicina al mondo transessuale”.

“Ma c’è ancora tanto da fare – continua la Rossi – Parlo della casa di accoglienza per trans e persone cacciate dalla propria casa e famiglia per la condizione che vivono, per cui siamo ancora in attesa di risposte e soluzioni concrete da parte delle istituzioni. Ricordiamoci sempre che le persone trans non hanno molte alternative, non solo in termini di casa ma anche e soprattutto di lavoro, e molte di loro sono ancora costrette a prostituirsi in mancanza di altro da fare per andare avanti”.

(da napolicittasolidale.it)

@nelpaeseit

 

L'ultima modifica Martedì, 03 Ottobre 2017 14:32
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