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Lunedì, 16 Luglio 2018

NON UNA DI MENO: "NEL QUARTIERE BENE DI NAPOLI AGGRESSIONE OMOFOBA" In primo piano

Scritto da  Redazione Giu 28, 2018

"Ero in compagnia di mio cugino, stavamo uscendo dalla Floridiana, quando sul viale principale incrociamo un ragazzo sulla trentina, che senza nessun tipo di interazione, inizia ad insultarmi per la mia camicia, poi mi da' del ricchione - Io non gli do retta, non rispondo perché la mia camicia è favolosa, e continuo a camminare. Però mi raggiunge e con uno schiaffo seguito da un pugno, mi manda a terra e inizia a colpirmi ripetutamente con calci mentre urlava ‘tu non sai chi sono io, ti sparo e ti faccio morire qua a terra’. Tutto questo davanti a delle persone che non intervengono. L'unica cosa che sanno dire è: ‘non lo prendere a calci, che poi si rompe’. A quel punto mi intima di andarmene e così faccio, sperando che mio cugino sia lontano, si sia salvato almeno lui." 

R., 16 anni è stato aggredito, ha vissuto sulla sua pelle la violenza e ha vissuto “il confine a cui viene sottomesso il suo corpo, delegittimato ad attraversare lo spazio pubblico da un altro corpo etero, bianco, virile e maschio abbastanza da assalire senza un motivo apparente”.  Lo denuncia l’assemblea di Non una di meno Napoli che ribadisce come  “senza un motivo apparente ma con una matrice molto chiara: la violenza machista, sessista e omotransfobica”.

“R. viene preso di mira perché riconosciuto dissidente dalla norma, perché lo spazio pubblico non è un posto sicuro se sei nu ‘ricchion e merd’ e , per di più, indossi addirittura  una camicia a fiori.  Lo spazio pubblico non è un posto sicuro per corpi che sfidano l'eteronorma, per donne, per froci, lelle, queer, per corpi trans*, per corpi non confomi, indecorosi, per corpi non bianchi, per corpi non abili. Lo spazio pubblico è teatro della mascolinità tossica ed egemonica che individua e attacca tutto ciò che riconduce ad una femminilità non asservita; la violenza del genere divide e separa i ruoli e le aspettative: se non sei abbastanza macho, se non incarni il maschile, se la tua voce non sprigiona testosterone e se non giochi nello spogliatoio a chi ce l'ha più grosso finisci per direttissima nel girone dei froci, finisci preso a calci nel cuore verde del quartiere bene. 
In un momento storico in cui tornano a galla vecchi e nuovi fascismi e razzismi, in cui si chiudono i porti, in cui ai migranti si spara, in cui le persone queer vengono picchiate nell'indifferenza generale, lo spazio pubblico sarà il luogo da dove cominceremo la nostra resistenza con l'autodifesa transfemminista”, conclude la nota di Non Una Di Meno Napoli che aggiunge: “sentiamo il bisogno di leggere in una prospettiva di più ampio margine, non resteremo zitt*, non resteremo a casa, ci riprendiamo ogni giorno lo spazio, le strade, indecorose più di prima.

 

 

 

L'ultima modifica Giovedì, 28 Giugno 2018 15:47
Redazione

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