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Sabato, 25 Novembre 2017

CRISI, POLITICA, ISTITUZIONI: LAURA BOLDRINI A TUTTO CAMPO

Scritto da  Giuseppe Manzo Dic 02, 2013

La presidente della Camera giunge a sorpresa al seminario per giornalisti Redattore sociale. “Non c’è una politica logora e una società cristallina. La persona che fa politica nasce dalla società, ed è quest’ultima che deve riconquistare l’eccellenza”. E non si sottrae al confronto con la platea su declino e difesa delle istituzioni e precariato 

 

E' giunta a sorpresa al XX seminario di Redattore Sociale, in chiusura della tre giorni. Laura Boldrini è di casa alla comunità di Capodarco. In tante edizioni dell'incontro organizzato dall'agenzia stampa era tra i relatori come portavoce dell'Alto commissariato per i rifugiati. Adesso, anche come terza carica dello Stato, non è voluta mancare per il ventennale e ha parlato a tutto campo. 

La crisi

“Allargare la lente”, che vuol dire per esempio “che in tempo di crisi noi non siamo i soli a stare male”. La presidente Boldrini è fiduciosa sul futuro e ha precisato: “Siamo ancora la seconda potenza industriale europea. A fronte di industrie che chiudono ce ne sono altre che aprono. Ci sono giovani che ce la fanno. Non si può concentrarsi solo su un fattore. C’è al crisi ma c’è anche l’antidoto alla crisi. E penso che faccia bene al Paese concentrarsi su questo antidoto. Personalmente, laddove c’è un antidoto alla crisi cerco di dargli voce, perché fa bene a tutti. In questo tempo la regola 'good news, no news' è sbagliata. In un tempo di transizione tutti dobbiamo riconsiderare certi meccanismi”. E proprio sull'informazione e sulla crisi del Paese dalla platea sono arrivate le testimonianze dei giornalisti precari e di chi non ha più fiducia nelle politica e nelle istituzioni democratiche. Laura Boldrini ha provato a fornire alcune risposte. 

La politica, le istituzioni

Per la presidente della Camera, “dopo 20 anni così bui, in cui ci siamo sentiti solo bravi e straordinari consumatori, dobbiamo tornare all’origine primordiale, che significa rimettere in pista i valori, i principi. Non è un esercizio da anime belle, è decisivo per il Paese. Occorre rimettersi al servizio, perché la politica è stata pronta a distorcere il suo mandato primordiale. La politica è esercizio nobile, e chi ha distorto questo principio ha enormi responsabilità. Questo film non ci è piaciuto. Ma voglio dire che non siamo tutti uguali: la generalizzazione è la tomba della verità, e la politica non è tutta uguale”. Laura Boldrini vede nella pancia della società la prima causa di una poltica malata:  ”Non c’è una politica logora e una società cristallina! – ha aggiunto la Boldrini - La persona che fa politica nasce dalla società, ed è quest’ultima che deve riconquistare l’eccellenza. La transizione che abbiamo ci consente di rimetterci in gioco e di fare il nostro dovere. Non esiste un uomo che può rimetterci in carreggiata”.

E sulla difesa delle istituzioni lancia una stoccata a Beppe Grillo, riunito nel suo Vaffa day al Parlamento:“Il mio ruolo in questo momento è ridare dignità alle istituzioni, visto che l’abbiamo persa per strada – ha concluso la presidente della Camera -. Sono convinta che se una persona vede che un politico degno svolge bene il suo ruolo istituzionale, ritorna la fiducia. E voglio sottolineare che smantellare le istituzioni non ci porta da nessuna parte. Nessuno può permettersi di dire che il parlamento non ha senso! I cittadini non devono più tollerare che gli eletti non rispettino gli impegni assunti. Ci siamo tutti dentro questo meccanismo, stampa inclusa, La transizione avviene quando ricominciamo a considerare il modo con cui esercitiamo le nostre funzioni. C’è bisogno della presa d’atto della responsabilità di tutti, di uno scatto d’orgoglio. Sul piano politico, il patto eletti-elettori deve rinascere su nuove basi. A quel punto questo sarà un Paese in cui ci sarà fiducia, che può essere sollecitata solo se l’elettore si mette nella condizione di cambiare se stesso”.

Comunicazione e tv

“Sono grata per il focus sul mondo che è sempre stato Redattore Sociale. Il mio lavoro mi ha portato spesso in giro, a relazionarmi con il mondo. C’era in  me la frustrazione nel non vedere restituita la complessità. Se si allarga la lente si vedono tante cose. 2011, primavere arabe, grandi flussi migratori. La stampa era molto concentrata sulla cronaca degli eventi ma ciò che veniva rimbalzata fuori dall’isola era una immagine di degrado totale. Ma a Lampedusa si viveva una delle tante realtà che erano con sequenza della fuga dalla Libia. Ma cosa succedeva, in Tunisia, in Egitto? Allargare quella lente era importante per far capire che non eravamo gli unici a subire questo flusso. Da che mondo è mondo i civili fuggono dai conflitti. Lì c’era una fuga fisiologica”. 

E sul contestatissimo reality show della Rai, Mission, la presidente all'Aula di Montecitorio precisa: “Mi auguro che sia un prodotto non offensivo e non ci sia spettacolarizzazione del dolore”. “Mission” andrà in onda su RaiUno dal 4 dicembre prossimo. Boldrini ha ribadito che da portavoce dell’Unhcr fu coinvolta nella prima riunione in Rai sul programma. “Quello che avevo in mente è un format australiano, in cui persone di diverso orientamento politico vengono invitate a fare il percorso al contrario che compiono i migranti – spiega la presidente della Camera - . Dopo il viaggio i protagonisti in studio riflettono sul fenomeno dell’immigrazione. Ma la Rai non era d’accordo, preferivano coinvolgere i vip, cosa che a me non convinceva. Poi ho lasciato l’Unhcr per il mio percorso politico. Ora aspettiamo di vedere la trasmissione, mi auguro che non sia un prodotto offensivo e soprattutto che non ci sia una spettacolarizzazione del dolore. Ma ho fiducia nei miei ex colleghi dell’Alto commissariato per i rifugiati”

Web, minori e donne

Uno dei punti in cui si è soffermata la Boldrini è il rapporto tra web e discriminazione. "Ogni giorno mi scrivono adolescenti terrorizzati dal dileggio sui social network. Ho ricevuto i genitori di quei ragazzi che si sono tolti la vita perché non sopportavano gli insulti ricevuti sul web.  E poi ci sono le donne che sono tra le principali vittime e purtroppo anche a me sono arrivate minacce. Non si deve mai parlare di censura di un controllo verso questo fenomeno"

G.M.

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@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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