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Lunedì, 11 Dicembre 2017

DONNA UCCISA A TERAMO: MORIRE DI STALKING, ECCO I DATI

Scritto da  Giuseppe Manzo Giu 22, 2017

A Teramo uno stalker uccide una donna e poi si toglie la vita. La scorsa settimana a Bergamo una donna era riuscita a sfuggire e a perdere la vita era stato l’uomo che la perseguitava. Ecco i dati di un fenomeno che colpisce il 20% degli italiani. 

 

È stato trovato morto suicida in un appartamento di Martinsicuro (Teramo) l'uomo che avrebbe accoltellato a morte l'oncologa Ester Pasqualoni, 53 anni, di Teramo, uccisa davanti all'ospedale locale. Sono in corso verifiche. Secondo quanto riferito finora dagli investigatori, dovrebbe trattarsi di uno stalker, "una persona che dava fastidio alla vittima".

La vittima, prima ricoverata in gravi condizioni, è morta poco dopo: era la responsabile del day hospital oncologico dell' ospedale. Sarebbe stata accoltellata alla gola. Secondo le prime informazioni, Ester Pasqualoni aveva finito il turno di lavoro e stava andando a prendere la macchina nel parcheggio. Qualcuno avrebbe visto un'auto allontanarsi. Dai pochi elementi che stanno emergendo si sarebbe sentita anche una richiesta di aiuto. La donna lascia due figli.

Amica, due sue denunce archiviate - "Aveva presentato due denunce contro il suo stalker, ma erano state entrambe archiviate". Lo riferisce all'ANSA Caterina Longo, amica di Ester Pasqualoni, il medico ucciso a Sant'Omero (Teramo). L'uomo, dice Longo, la perseguitava "da diversi anni", la "osservava e seguiva, sempre e dappertutto. Si era intrufolato nella sua vita non sappiamo neanche come, con artifici e raggiri. Non era un suo ex, non avevano niente a che fare, era solo ossessionato da lei".

Alcuni giorni fa a Bergamo una donna era riuscita a sfuggire dal coltello del suo stalker salendo in auto e, nell’inseguimento, l’uomo è morto dopo essere stato investito.

I dati sullo stalking

"Circa il 20% della popolazione italiana e', o e' stata almeno una volta nella vita, vittima di atti persecutori". Lo rivela alla Dire Massimo Lattanzi, presidente dell'Associazione italiana di psicologia e criminologia (Aipc), che dal 2002 al 2006 ha condotto la prima, e forse unica, ricerca sul territorio nazionale monitorando 16 regioni in Italia. "L'incidenza e' rimasta costante ed e' confermata dagli ultimi dati ufficiali in base all'articolo 612 bis del codice penale, che nel 2009 ha normato il reato che a livello internazionale e' definito come stalking: atti persecutori che causano, in chi li subisce, cambiamenti di abitudini, ansia e paura".

Dove avvengono i reati di stalking? "Un caso su due di stalking, circa il 50%, riguarda manifestazioni vessatorie che avvengono nelle relazioni di coppia. Una percentuale significativa si verifica anche tra i vicini di casa, sul posto di lavoro (da non confondere con il mobbing), in famiglia e a scuola (da non confondere con il bullismo)".

L'Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia e' nata 15 anni fa. Anni contraddistinti da grandi risultati, in particolare l'Osservatorio Nazionale sullo Stalking e il Centro Presunti Autori di violenza.

"La vera rivoluzione apportata dall'equipe multidisciplinare di volontari professionisti- si legge sul sito socialmente.net- e' la creazione del protocollo preventivo riparativo integrato e circolare, che risulta essere efficace ed efficiente nel 70% dei casi di violenza. Il protocollo accoglie tutti i protagonisti (vittime, autori e familiari) senza distinzioni di genere, ed e' il risultato di numerose ricerche scientifiche, alcune innovative anche a livello internazionale". Insieme alle "presunte vittime e ai presunti carnefici cerchiamo di comprendere come mai abbiano subito oppure messo in atto violenza all'interno della relazione. Cerchiamo di far capire a entrambi cosa ha portato loro a creare la relazione disfunzionale e- conclude Lattanzi- quando e' possibile lavoriamo anche con i figli".

Interviene sulla vicenda anche Gianni Rufini, direttore generale di Amnesty International Italia: "La donna uccisa ieri in provincia di Teramo, ad opera di un uomo che l'aveva perseguitata e contro cui lei aveva sporto due volte denuncia, rappresenta l'ennesimo caso di una vittima che tenta ripetutamente di ottenere la protezione delle forze di polizia e della magistratura, senza riuscirci". 

"Non stupisce - aggiunge - che tante altre vittime rinuncino perfino a denunciare i propri aguzzini, vista la sostanziale inutilità del gesto. Di fronte al numero esorbitante di femminicidi compiuti nel nostro paese, lo stato ha il dovere di garantire una protezione efficace e assoluta alle donne che trovano il coraggio di ribellarsi a persecuzioni e violenze".

Redazione (Fonte: Ansa e Redattore Sociale/Dire)

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Giornalista, Direttore nelpaese.it

Sito web nelpaese.it

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